Vaccini. Gavi: nuove tecnologie per vaccinare i “bambini fantasma”

Vaccini. Gavi: nuove tecnologie per vaccinare i “bambini fantasma”

Vaccini. Gavi: nuove tecnologie per vaccinare i “bambini fantasma”
“Un bambino su tre, sotto i cinque anni non esiste ufficialmente perché la sua nascita non è mai stata registrata. E non possiamo vaccinare i bambini che non conosciamo”. A lanciare l’allarme è il Ceo di Gavi, Seth Berkley, in occasione dell'apertura del bando 2018 Infuse per reclutare una nuova tecnologia digitale per la registrazione e la verifica dell'identità. IL BANDO

Gavi, the Vaccine Alliance, sta cercando persone di talento, imprenditori e società specializzate nella soluzione di problemi, per aiutare a vaccinare i bambini più vulnerabili del mondo. Come parte del bando 2018, Infuse (Innovation for Uptake, Scale ed Equity), la piattaforma di accelerazione dell'innovazione di Gavi, è alla ricerca di una nuova comprovata tecnologia digitale per la registrazione e la verifica dell'identità delle persone,al fine di accelerare e migliorare la copertura della vaccinazione. La domanda può essere inviata entro il 10 apriel 2018.
 
Oggi ci sono ancora circa 1,5 milioni di bambini che muoiono ogni anno a causa di malattie che la vaccinazione avrebbe potuto prevenire. Per garantire che l’accesso ai vaccini sia globale, è indispensabile avere informazioni su tutti i bambini, anche su quelli che non rientrano nei censimenti.
 
“Un bambino su tre, sotto i cinque anni – ha affermato il Ceo di Gavi, Seth Berkley -non esiste ufficialmente perché la sua nascita non è mai stata registrata. Ciò può avere un impatto duraturo sulla vita dei bambini, rendendoli vulnerabili alla negligenza e all'abuso. Ma, cosa più importante, non possiamo vaccinare i bambini che non conosciamo”.
 
Si tratta di una sfida comune in molti paesi in via di sviluppo, dove un numero crescente di persone vive in comunità fuori dai radar, invisibili ai censimenti, o censiti con con metodi obsoleti, che certificano le nascite, i decessi e i matrimoni soltanto su carta. “Abbiamo bisogno di sistemi di identificazione digitale sicuri – ha concluso Seth Berkley – in grado di registrare e archiviare la storia medica di ogni bambino, e accessibili anche in luoghi senza elettricità affidabili”.

12 Marzo 2018

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