Visudyne, la carenza si prolunga fino alla fine del 2026. Aifa e Cheplapharm rassicurano: nessun rischio per efficacia e sicurezza

Visudyne, la carenza si prolunga fino alla fine del 2026. Aifa e Cheplapharm rassicurano: nessun rischio per efficacia e sicurezza

Visudyne, la carenza si prolunga fino alla fine del 2026. Aifa e Cheplapharm rassicurano: nessun rischio per efficacia e sicurezza
La carenza del farmaco Visudyne, utilizzato per trattare forme gravi di degenerazione maculare, proseguirà fino alla fine del 2026 a causa di problemi produttivi. Cheplapharm assicura che non vi sono rischi per qualità o sicurezza e che la distribuzione seguirà criteri di equità. Aifa e Ema monitorano costantemente la situazione.

Si aggrava e si prolunga ulteriormente la situazione di carenza del medicinale Visudyne (verteporfina), essenziale per il trattamento di alcune forme di degenerazione maculare legate all’età. A darne notizia è Cheplapharm Arzneimittel GmbH, titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio, che ha comunicato attraverso una nota informativa ufficiale che la carenza perdurerà almeno fino alla fine del 2026.

Il farmaco, indicato per la forma essudativa di degenerazione maculare e per la neovascolarizzazione coroideale secondaria a miopia patologica, è risultato carente sin da maggio 2020, a seguito di un guasto inatteso alla linea di riempimento. Nonostante una ripresa parziale della produzione nel primo trimestre del 2022, la capacità attuale non è sufficiente a soddisfare la domanda del mercato europeo.

Cheplapharm ha annunciato che è in corso la definizione di una nuova catena di approvvigionamento, il cui completamento è previsto non prima di luglio 2026. Fino ad allora, la distribuzione continuerà a essere limitata e gestita secondo un principio di equità, con priorità ai pazienti degli Stati membri più colpiti dalla carenza.

Importante sottolineare che la carenza non è legata a problemi di efficacia, qualità o sicurezza del medicinale. La produzione attuale avviene infatti in una linea alternativa all’interno della stessa struttura, utilizzando macchinari e processi equivalenti.

Aifa e l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) sono in costante contatto con Cheplapharm per monitorare la situazione e coordinare la distribuzione degli stock. Gli operatori sanitari sono invitati a:
– Considerare la disponibilità limitata del farmaco nella pianificazione e prescrizione;
– Seguire le linee guida delle autorità competenti;
– Consultare i registri ufficiali delle carenze (Ema e Aifa) per aggiornamenti costanti.

19 Settembre 2025

© Riproduzione riservata

Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla
Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla

All’indomani dell’Assemblea di Farmindustria resta una sensazione difficile da scacciare. La politica promette, le imprese chiedono, tutti invocano innovazione, competitività, accesso rapido alle cure, superamento del payback, attrattività del Paese....

Farmaci biosimilari. Dieci anni dalla Legge 232 è allarme sulla corsa al massimo ribasso. Ibg Egualia: “Preservare il modello italiano”
Farmaci biosimilari. Dieci anni dalla Legge 232 è allarme sulla corsa al massimo ribasso. Ibg Egualia: “Preservare il modello italiano”

A dieci anni dall’introduzione della Legge 232/2016, l’Italia si conferma tra i Paesi europei con il più elevato utilizzo di farmaci biosimilari e con un modello che ha contribuito ad...

Estate a tavola, dall’Iss le regole per picnic, spiagge e cene all’aperto senza rischi
Estate a tavola, dall’Iss le regole per picnic, spiagge e cene all’aperto senza rischi

Pranzi in spiaggia, escursioni in montagna, picnic nei parchi cittadini e cene condivise con amici e familiari. L'estate invita a trascorrere più tempo all'aria aperta e a consumare i pasti...

Prontuario farmaceutico. Federfarma: “Revisione necessaria, ma non penalizzi i cittadini”
Prontuario farmaceutico. Federfarma: “Revisione necessaria, ma non penalizzi i cittadini”

“Dopo 30 anni, sicuramente una revisione del Prontuario si rende necessaria. Prima di tutto perché questa revisione è prevista da una legge dello Stato, con obiettivi di ricerca di sostenibilità e...