Accreditamento. La proposta Agenas per una maggiore uniformità dei criteri di qualità

Accreditamento. La proposta Agenas per una maggiore uniformità dei criteri di qualità

Accreditamento. La proposta Agenas per una maggiore uniformità dei criteri di qualità
Le Regioni danno il via libera (in sede tecnica) alla proposta Agenas (vedi testo pubblicato sul sito dell'Agenzia) per dare più uniformità ai criteri per l'accreditamento delle strutture sanitarie. Proposti 7 fattori/criteri per la qualità del servizio: gestione e organizzazione, valutazione delle performance, manutenzione, formazione del personale, partecipazione dei cittadini, efficacia, appropriatezza e sicurezza, ricerca e nuove teconologie.

Bene ha fatto il Sole 24 ore di ieri a dare notizia dell’esame da parte delle Regioni del documento stilato a febbraio scorso dall’Agenas sull’accreditamento con il Ssn delle strutture sanitarie.
Lo diciamo perché la segnalazione dei colleghi del quotidiano economico ci dà il la per parlare di questo documento, disponibile da tempo sul sito dell’Agenas ma, come spesso accade per i documenti tecnici, passato di fatto inosservato ai più.
Cosa prevede questo testo? In sostanza siamo di fronte a un tentativo di razionalizzare il sistema di accreditamento scaturito dalla “riforma Bindi” del 1999. Quel sistema, nato con l’idea di uniformare criteri e standard di qualità per l’accreditamento delle strutture pubbliche e private anche attraverso un apposito atto di indirizzo nazionale (che non ha mai visto la luce),  dopo la riforma del Titolo V del 2001 e la conseguente autonomia delle Regioni in materia di organizzazione e gestione della sanità, si è di fatto sviluppato in modo autonomo nelle singole Regioni.
Oggi, anche alla luce di queste considerazioni, si è ravvisata, si legge nel documento Agenas, “la necessità di definire elementi a garanzia del cittadino capaci di rispettare criteri di equità nella erogazione delle cure a livello nazionale e di fornire giustificazione agli aspetti finanziari collegati al riconoscimento della mobilità interregionale, rimaneva tuttavia una criticità del sistema sanitario nazionale con cui confrontarsi”.

Un lavoro comunque facilitato, si legge sempre nel documento, dal fatto che “siano riconoscibili alcuni modelli generali di riferimento e caratteristiche ‘comuni’ presenti nei manuali di accreditamento delle Regioni. Le dimensioni della qualità (intesa come le componenti del servizio riconosciute come espressioni di valori da perseguire e garantire) più frequentemente rilevate negli atti regionali attengono all’accessibilità, all’appropriatezza, alla documentazione clinica, alla comunicazione, alla continuità assistenziale, alla formazione, al miglioramento continuo, alla privacy e ai rischi”.
Il lavoro dell’Agenas è stato quindi quello di provare a dare un “approccio di sistema” all’accreditamento individuando 7 criteri/fattori di qualità che dovrebbero ispirare tutte le Regioni. In particolare sono stati selezionati 5 criteri generali e 2 criteri specifici da adottare a livello nazionale, eventualmente attraverso un'apposita intesa Stato-Regioni. Eccoli.

I 5 criteri/fattori generali
1° Criterio/fattore di qualità: l'importanza di una buona gestione e organizzazione 
“Fornisce garanzia di buona qualità della assistenza socio-sanitaria, una gestione della organizzazione sanitaria che governi le dimensioni più fortemente collegate alla specifica attività di cura e assistenza in una ottica di miglioramento continuo”

2° Criterio/fattore di qualità: la valutazione delle performance e la comunicazione al cittadino
“E’ buona prassi che la organizzazione descriva la tipologia e le caratteristiche delle prestazioni e dei servizi erogati e individui i metodi di lavoro da adottarsi, come pratica del governo clinico sui quali fondare azioni successive di valutazione della performance e della comunicazione con i pazienti e i cittadini”

3° Criterio/fattore di qualità: buon livello di manutenzione delle strutture
“L’organizzazione cura la idoneità delle strutture e la puntuale applicazione delle norme relative alla manutenzione delle attrezzature; è buona prassi che dia evidenza del contributo del personale nella gestione delle stesse”

4° Criterio/fattore di qualità: formazione del personale sulla sicurezza delle cure
“La organizzazione deve curare che il personale possieda/acquisisca e mantenga le conoscenze e le abilità necessarie alla realizzazione in qualità e sicurezza delle specifiche attività”

5° Criterio/fattore di qualità: la partecipazione dei cittadini nelle scelte di cura
“Una buona comunicazione e relazione fra professionisti e con i pazienti garantisce allineamento ai comportamenti professionali attesi, aumento della sicurezza nella erogazione delle cure, partecipazione dei pazienti nelle scelte di trattamento”

I 2 criteri/fattori specifici
6° Criterio/fattore di qualità: efficacia, appropriatezza e sicurezza
“La efficacia, la appropriatezza, la sicurezza sono elementi essenziali per la qualità delle cure e debbono essere monitorati”
 
7° Criterio/fattore di qualità: ricerca e nuove teconologie
“Il governo delle azioni di miglioramento, della adozione di innovazioni tecnologiche ed organizzativo–professionali e la facilitazione della ricerca clinica e organizzativa esprimono la capacità della organizzazione di adattarsi a contesti nuovi assumendo comportamenti fondati eticamente, professionalmente adeguati, socialmente accettabili e sostenibili”
 

18 Maggio 2011

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