Aifa: un ritorno alla vecchia Cuf?

Aifa: un ritorno alla vecchia Cuf?

Aifa: un ritorno alla vecchia Cuf?
Dato il finora buon funzionamento di AIFA, tempistiche a parte, è lecito chiedersi se davvero ci sia bisogno di cambiarla in modo sostanziale rischiando di “rompere” un meccanismo ben rodato e funzionante. La CUF del passato originava dal dramma di sanitopoli, non vorremmo ruzzolare dai corsi e ricorsi storici della storia che si ripete due volte. La prima come tragedia, la seconda in farsa

Saranno i proverbiali corsi e ricorsi storici del Vico, o magari il crescente successo del “vintage”, ma la futura commissione unica di AIFA, Commissione Scientifico Economica – CSE -, che sorgerà dalle ceneri degli attuali CTS – Commissione Tecnico Scientifica e CPR – Comitato Prezzi e Rimborso, assomiglia parecchio all’antica CUF – Commissione Unica del Farmaco del Ministero della Sanità (così si chiamava al tempo), che, dopo la notte di “sanitopoli”, quasi trent’anni fa, fu chiamata a decidere i prezzi e la rimborsabilità dei farmaci nel decennio antecedente all’AIFA

La CUF, appunto corsi e ricorsi storici, derivava infatti a sua volta dall’unione di più Commissioni Ministeriali e Interministeriali di valutazione dei farmaci, riunendole in un’unica entità per limitare, scongiurare, quelle dinamiche distorsive allora clamorosamente e tristemente emerse dalle cronache giudiziarie (basti ricordare il famigerato pouf dei Poggiolini farcito di banconote, o i grotteschi tentativi di fuga di autorevoli accademici nel bagagliaio dell’auto, o gli strani suicidi con immediata e riservatissima cremazione della salma)

Che benefici operativi da una commissione unica di AIFA? Sperabilmente quello di velocizzare i processi e quindi l’accesso dei pazienti ai nuovi farmaci, o nuove indicazioni, oggi tra i più lenti in EU, tra i pochi difetti ascrivibili all’Agenzia, altresì capace di rendere disponibili la maggior parte dei farmaci approvati da EMA e a prezzi SSN minori degli altri Paesi EU

La Commissione unica eviterebbe le lungaggini dovute al ripetuto andirivieni del dossier sul farmaco in esame tra le due attuali commissioni CTS e CPR quando, già in CPR, alcune restrizioni o misure richiedono una nuova valutazione clinica della CTS prima di tornare al CPR per la decisione finale di prezzo e rimborso.

Tuttavia, dimezzando il numero degli attuali membri di CTS e CPR, (da 20 a 10, nella vecchia CUF erano 14) la CSE rischia di perdere in specializzazione, ovvero nella qualità della valutazione, dovendo così ricorrere a più pareri esterni, che necessitando di tempo rischiano di ridurre o annullare il suddetto vantaggio di accelerare il processo valutativo

Andrà rivista anche la partecipazione delle Industrie alle riunioni, oggi partecipi solo in CPR per negoziare prezzo e rimborso. In una commissione unica che si occuperà anche di valutazione clinica e HTA per la parte “ex CTS”, che ruolo potranno avere le Industrie non potendo certo, per fare un esempio, negoziare i risultati oggettivi dei trials clinici del loro farmaco o il relativo profilo di safety.

Usciranno dalla riunione quando si parla di trials per rientrare quando si discute di prezzo e condizioni di rimborsabilità? Pare difficile da realizzare praticamente e comunque sarebbe un non senso avere stabilito una commissione congiunta eliminando le due precedenti per poi gestirla a fasi alterne, quella clinica e quella di prezzo e rimborsabilità, come se fossero ancora due separate

Analoga considerazione per i membri “non clinici” della CSE: che faranno mentre i colleghi valutano, per fare qualche esempio, il significato clinico di due punti in più della “rating scale” specifica per l’outcome x o y dell’endpoint primario o secondario del trial o l’appropriatezza nella scelta del comparatore clinico utilizzato o l’AUC nel profilo farmacocinetico?

E poi, come saranno riarrangiati gli uffici e le funzioni sottostanti e retrostanti a CTS e CPR, quelli operativi di preparazione e a loro supporto, la sala macchine di AIFA, oggi disegnata ed operante sul loro dualismo.

Insomma, non sarà facile rimodulare i ruoli decisionali e connessi compiti operativi di CTS (clinici) e CPR (economico-finanziari) per adattarli alla nuova ed unica CSE

A tal proposito è ragionevole ipotizzare che, a causa della crescente pressione sulla spesa nei prossimi anni e della tendenza a spostare, anche se parzialmente, la valutazione di HTA verso un processo centralizzato (EU-HTA a partire dal 2025), le responsabilità decisionali di carattere finanziario ed economico (prezzo e restrizioni) oggi in carico al CPR, prevarranno probabilmente come nuove responsabilità principali di CSE

Dato il finora buon funzionamento di AIFA, tempistiche a parte, è lecito chiedersi se davvero ci sia bisogno di cambiarla in modo sostanziale rischiando di “rompere” un meccanismo ben rodato e funzionante.

La CUF del passato originava dal dramma di sanitopoli, non vorremmo ruzzolare dai corsi e ricorsi storici del Vico al Marx della storia che si ripete due volte. La prima come tragedia, la seconda in farsa.

Prof. Fabrizio Gianfrate
Economia Sanitaria

Fabrizio Gianfrate

02 Dicembre 2022

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