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Covid. Continuano a crescere i casi in età scolare. Stabili le reinfezioni. Efficacia vaccino stabile ma la campagna vaccinale è ferma nononostante i nuovi anti Omicron


Questo il quadro che emerge dall'ultimo bollettino epidemiologico dell'Iss. Dall’inizio dell’epidemia alle ore 12 del 5 ottobre 2022, siano stati diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata COVID-19, 22.812.479 casi, di cui 173.606 deceduti. Efficacia vaccino per malattia severa è pari all’82,5% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster (sostanzialmente in linea con l'83% della settimana scorsa). Ma negli ultimi sette giorni sono state somministrate solo poco più di 145mila dosi, per la maggior parte quarte dosi. IL BOLLETTINO.

08 OTT -

Crescono i contagi e il tasso di incidenza in Italia ma soprattutto prosegue anche l'incremento di nuovi casi in età scolare dove si rileva, come nella settimana scorsa, un aumento dei contagi in misura percentuale maggiore rispetto alla popolazione generale (17,5% vs 14,9%) e questo soprattutto tra i più grandi.

Lo rileva il bollettino epidemiologico settimanale dell'Iss che indica come, dall’inizio dell’epidemia alle ore 12 del 5 ottobre 2022, siano stati diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata COVID-19, 22.812.479 casi, di cui 173.606 deceduti.

Fra il 26 settembre e il 2 ottobre sono stati segnalati 226.006 nuovi casi, di cui 81 deceduti (tale valore non include le persone decedute nel periodo con una diagnosi antecedente al 26 settembre 2022).

Incidenza in aumento
I dati del flusso ISS nel periodo 26/09/2022-02/10/2022 evidenziano una incidenza in aumento e pari a 383 per 100.000 abitanti, rispetto alla settimana precedente che era 248 per 100.000 abitanti nel periodo 19/09/202225/09/2022. Anche nel periodo più recente censito nei dati aggregati raccolti dal Ministero della Salute si osserva un aumento (441 nel periodo 30/9/2022-6/10/2022 vs 325 casi per 100.000 abitanti nel periodo 23/9/2022-29/9/2022).


Dal 24 agosto 2021 al 5 ottobre 2022 sono stati segnalati 185.779 casi di reinfezione, pari al 6,5% del totale dei casi notificati nello stesso periodo. Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni risulta stabile rispetto alla settimana precedente (15,5% vs 15,8% della scorsa settimana, dato con tempi di consolidamento maggiori rispetto ad altre informazioni).

Le varianti
Dall’ultima indagine rapida sulla prevalenza e distribuzione delle varianti di SARS-CoV2 di interesse per la sanità pubblica in Italia, condotta il 6 settembre 2022 dall’Iss e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, è emerso che la variante Omicron risulta avere una prevalenza stimata al 100%.

La sottovariante BA.5 è ampiamente predominante, con una prevalenza a livello nazionale pari a 94,4% (90,8% nell’indagine del 2 agosto 2022). La prevalenza di BA.5 è elevata in tutte le Regioni/PPAA, con un range compreso fra l’84% e il 100%. Si osserva un aumento nella variabilità di BA.5 come evidenziato dalla numerosità dei sotto-lignaggi circolanti nel nostro Paese. Risulta, invece, in diminuzione la prevalenza di BA.4 (4,4% vs. 6,7% dell’indagine precedente) (cfr. https://www.iss.it/cov19-cosa-fa-iss-varianti).

Il tasso di incidenza a 7 gg è in aumento in tutte le fasce d’età ad eccezione della fascia 0-9 anni. Il tasso di incidenza più elevato si registra nella fascia di età 50-59 anni (474 casi per 100.000 vs 267 casi per 100.000 la settimana precedente) mentre nella fascia 0-9 anni si registra il valore più basso pari a 205 casi per 100.000.

L’età mediana alla diagnosi dei soggetti segnalati nell’ultima settimana è stabile rispetto alla settimana precedente (51 anni).

Stabile rispetto alla settimana precedente la percentuale di casi tra gli operatori sanitari (2,2%) (dato suscettibile di variazioni per possibili consolidamenti successivi).

Tasso letalità
Il CFR (case fatality rate), numero di decessi sulla popolazione dei casi diagnosticati e notificati, riportato in Figura 8, permette di avere una misura mensile del tasso di letalità del COVID-19. Il CFR grezzo è diminuito dal 19.6%, rilevato all’inizio della pandemia, allo 0,1% a giugno 2022. A gennaio 2021 il CFR grezzo risultava pari a 2,4% mentre a gennaio 2022 risultava pari a 0,2%.

Lo stesso andamento decrescente si è osservato in corrispondenza sia del CFR standardizzato rispetto alla popolazione europea che rispetto alla popolazione italiana. Gli alti valori osservati nella prima fase pandemica sono verosimilmente anche dovuti alla ridotta capacità diagnostica. Come è ormai ben noto, il numero medio giornaliero di tamponi effettuati è passato da 3.110 a febbraio 2020 a 146.715 a settembre 2022 (con valore massimo pari a 983.681 tamponi medi giornalieri nel mese di gennaio 2022). Infine, si osserva che i valori del CFR standardizzato utilizzando come riferimento la popolazione europea (mediamente più giovane della popolazione italiana) risultano sempre più bassi rispetto ai valori del CFR standardizzato che ha come riferimento la popolazione italiana.

Questo suggerisce che le differenze con gli altri Paesi europei, in termini di letalità, siano in parte dovute alla struttura per età della popolazione italiana, relativamente più anziana.

Trasmissibilità del virus SARS-CoV-2

Focus età scolare (0-19 anni)
Dall’inizio dell’epidemia sono stati diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata COVID-19, 604.495 casi nella popolazione 0-19 anni, di cui 23.426 ospedalizzati, 523 ricoverati in terapia intensiva e 73 deceduti.

In aumento rispetto alla scorsa settimana la percentuale dei casi segnalati nella popolazione in età scolare rispetto al resto della popolazione (17,5% vs 14,9%). Nell’ultima settimana, il 17% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nei bambini sotto i 5 anni, il 41% nella fascia d’età 5-11 anni, il 42% nella fascia 12-19 anni.

In aumento rispetto alla settimana precedente il tasso di incidenza tra i più grandi, in diminuzione tra i più piccolini, benché i dati riferiti all’ultima settimana siano da considerare in via di consolidamento.

Impatto della vaccinazione nel prevenire infezioni, ricoveri e decessi
La campagna vaccinale in Italia è iniziata il 27 dicembre 2020. Al 5 ottobre 2022, sono state somministrate complessivamente 140.878.375 dosi (47.322.098 prime dosi, 49.979.399 seconde/uniche dosi, 40.169.307 terze dosi e 3.407.571 quarte dosi (https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini). Numeri che confermano uno stallo sostanziale della campagna rispetto alla settimana precedente con solo proco più di 145mila nuove somministrazioni in sette giorni (quasi tutte quarte dosi) e questo nonostante la resenza dei nuovi vaccini anti Omicron.

Il tasso di ospedalizzazione standardizzato per età relativo alla popolazione di età ≥12 anni, nel periodo 19/08/2022-18/09/2022, per i non vaccinati, è pari a 48 ricoveri per 100.000 abitanti, e risulta una volta e mezza più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da ≤120 giorni (31,7 ricoveri per 100.000 ab.) e tre volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (14,2 ricoveri per 100.000 ab.) (Tabella 5). 

Il tasso di ricoveri in terapia intensiva standardizzato per età relativo alla popolazione di età ≥ 12 anni, nel periodo 19/08/2022-18/09/2022, per i non vaccinati, è pari a 2,1 ricoveri per 100.000 ab., e quattro volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (0,5 ricoveri per 100.000 ab.) (Tabella 5). 

Il tasso di mortalità standardizzato per età relativo alla popolazione di età ≥ 12 anni, nel periodo 12/08/2022-11/09/2022, per i non vaccinati, è pari a 10 decessi per 100.000 ab., e risulta quasi due volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da ≤120 giorni (6 decessi per 100.000 ab.) e quasi sei volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (1,6 decessi per 100.000 ab.) (Tabella 5).



L’efficacia del vaccino (riduzione percentuale del rischio nei vaccinati rispetto ai non vaccinati, cfr. Tabella 6) nel periodo di prevalenza Omicron (a partire dal 3 gennaio 2022) nel:

1. prevenire la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 è:

- pari al 31% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 22% tra i 91 e 120 giorni, e 44% oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale;
- pari al 43% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster.

2. prevenire casi di malattia severa è:

- pari al 62,5% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 64% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, e 69% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni;
- pari all’82,5% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster.



08 ottobre 2022
© Riproduzione riservata


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