Droga. Cnr: “Uno studente su 4 fuma cannabis. Ma in 30mila usano eroina e in 60mila cocaina”

Droga. Cnr: “Uno studente su 4 fuma cannabis. Ma in 30mila usano eroina e in 60mila cocaina”

Droga. Cnr: “Uno studente su 4 fuma cannabis. Ma in 30mila usano eroina e in 60mila cocaina”
Pubblicato il 15° rapporto Espad-Italia del Cnr di Pisa. Sono ormai circa 550mila i giovani studenti consumatori di cannabis. Ma preoccupa l'incremento, anche se modesto, degli oppiacei. Ne fa uso l'1,3% degli studenti. Stabile la cocaina che interessa comunque il 2,7% dei ragazzi.

Non è ancora un vero e proprio allarme, ma sicuramente un dato preoccupante: secondo i dati di Espad-Italia (European school survey on alcohol and other drugs), quella del consumo di droghe – non solo leggere – negli adolescenti italiani è una pratica in aumento. Siamo al di sopra della media europea, anche se ben lontani dagli eccessi di alcuni paesi, come la Francia. I dati 2012 parlano di oltre 500mila studenti delle scuole medie superiori che hanno consumato cannabis, poco più di 60mila cocaina e 30mila oppiacei, su una popolazione scolastica pari a 2,5 milioni di ragazzi. Ci sono poi i consumatori di allucinogeni e stimolanti: circa 60mila per ciascuna categoria di sostanze. A dirlo, è la 15esima edizione dello studio sulla popolazione studentesca, realizzato per il nostro paese dal Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr). L'indagine ha coinvolto 45.000 studenti delle scuole medie superiori e 516 istituti scolastici di tutta la penisola.

"Il nuovo studio attesta una generale tendenza alla stabilizzazione nel numero di consumatori per tutte le sostanze; tuttavia, si osservano alcuni interessanti incrementi", dichiara la responsabile dello studio, Sabrina Molinaro dell'Ifc-Cnr. "I dati parlano innanzitutto di un aumento del consumo di cannabis: nel 2012 dichiarano di averne fatto uso almeno una volta nella vita e negli ultimi dodici mesi rispettivamente il 28,1% e 22,1% del campione, contro il 27,5% e 21,5% rilevati nel 2011. Il dato nell'ultimo anno pone l'Italia cinque punti sopra il 17% di media europea, seppur lontanissima dal 42% della Repubblica Ceca e dal 39% della Francia. I ragazzi sono più coinvolti delle coetanee (27% contro 17%) e l'assunzione è avvenuta venti o più volte nell'ultimo anno per il 31% dei consumatori e il 16% delle consumatrici. L'età media del primo contatto è 15 anni".
Ma ad aumentare non è solo il consumo di droghe leggere, purtroppo. L'eroina, sostanza in flessione rispetto al decennio scorso, segnala una lieve ripresa nell'ultimo anno: dall'1,2% nel 2011 all'1,3% (2% tra i maschi, 0,6% tra le ragazze) e anche tra gli assuntori frequenti (10 o più eventi nell'ultimo mese) si passa dallo 0,5% allo 0,6%. La cocaina è stata assunta nell'ultimo anno dal 2,7% degli intervistati (dato uguale al 2011), in maggioranza ragazzi (3,8% contro 1,6%); si attesta sullo 0,7% la quota di chi la assume regolarmente. Relativamente alle sostanze allucinogene (LSD, ketamina e funghi) il 2,5% dei giovani intervistati ammette l'uso nell'ultimo anno, ma tra i diciannovenni la quota arriva al 3,8%, e l'1,5% nell'ultimo mese.
Aumenta poi anche l'assunzione di stimolanti: 3,8% nella vita e 2,6% nell'ultimo anno, contro 3,6% e 2,4% della precedente rilevazione, con un picco (consumi ultimo anno) del 4% tra i 19enni. Anche in questo caso, come avviene in genere, i maschi sono più attratti rispetto alle ragazze (3,6% contro 1,6%), in particolare da amfetamine ed ecstasy.
 
Altro discorso quello dell’alcool, in cui a preoccupare non è tanto il consumo quotidiano (seppure alto), ma quello della sempre maggiore tendenza degli adolescenti al binge drinking, ovvero il consumo di cinque o più bevande alcoliche nella stessa serata. "Per le sostanze alcoliche si registra un primato tutto italiano: nel 2012 il consumo nella vita interessa l'88,6% del campione, quello nell'ultimo anno l'81,1% e il 64,7% degli intervistati ha bevuto nell'ultimo mese", prosegue la ricercatrice. "Un dato che ha origini culturali e non evidenzia particolari comportamenti a rischio, ma va sommato a quello preoccupante del 'binge drinking' praticato dal 35,1% degli studenti, tra i quali il 60% dei maschi e il 68% delle femmine riferisce uno o due episodi al mese e più di un quinto da tre a cinque volte". Il dato sull'ubriacatura resta comunque inferiore a quello della media europea.
Negli ultimi anni, inoltre, dilaga il consumo delle cosiddette bevande energetiche, che si attesta al 41% del campione. "Nonostante siano analcoliche, queste bevande contengono sostanze stimolanti che spesso si abbinano all'abuso di alcol", osserva Molinaro. "Gli utilizzatori di queste bevande si ubriacano più del doppio rispetto a chi non le beve: il 40,5% almeno una volta nell'anno (contro il 19%), il 54,3% nell'ultimo mese (contro il 28%)". Il 15,4%, infine, dichiara di aver assunto psicofarmaci senza prescrizione, mentre oltre il 52% degli studenti a cui sono stati prescritti ha continuato ad assumerne senza controllo medico. I più diffusi sono i farmaci per dormire e per le diete.

"Riteniamo importante diffondere il più possibile i risultati e rendere la lettura di questi numeri chiara e facilmente interpretabile", conclude la ricercatrice Ifc-Cnr. "L'importanza dell'indagine Espad, svolta attraverso la somministrazione di un questionario in forma anonima, risiede nell'individuazione di quelle aree cui destinare interventi di prevenzione adeguati alle problematiche giovanili: proprio a tal fine lo studio si ripete a cadenza annuale ormai dal 1999".

06 Maggio 2013

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