Asma. Nuova terapia italiana in grado di ridurre crisi e ricoveri

Asma. Nuova terapia italiana in grado di ridurre crisi e ricoveri

Asma. Nuova terapia italiana in grado di ridurre crisi e ricoveri
Miglior controllo dell’asma e risparmi per il Ssn grazie alla riduzione dei ricoveri e delle altre complicanze. Lo studio, che utilizza farmaci già in uso combinati in maniera diversa, pubblicato su Lancet Respiratory, è stato definito la “via italiana” contro l’asma malattia che colpisce 3,7 milioni italiani

A Milano è stato presentato un lavoro scientifico, appena pubblicato su Lancet Respiratory.
È la ‘via italiana’ contro una malattia in forte crescita. E che, con la primavera in arrivo peggiora la qualità di vita dei pazienti. Si tratta di una terapia che utilizza farmaci già in uso, combinati però in maniera diversa: non più solo come mantenimento, ma anche al momento del bisogno.
 
Gli studiosi italiani hanno provato che l’associazione fissa beclometasone – formoterolo in formulazione spray extrafine, indicata nel trattamento regolare dell’asma quando l’uso è appropriato, può essere somministrata con successo anche ai primi sintomi di una crisi, evitando un ulteriore peggioramento.
 
Il 4 marzo i risultati di questo lavoro scientifico sono stati pubblicati sulla prestigiosa Lancet Respiratory Medicine, la nuova rivista della famiglia Lancet uscita in questi giorni col primo numero. Questo nuovo approccio terapeutico potrà essere adottato dalla comunità medica. L’asma colpisce 3,7 milioni di italiani con conseguenze importanti sulla qualità di vita delle persone affette e con pesanti riflessi economici. Ogni riacutizzazione della patologia costa infatti secondo le più recenti stime, 1.500 euro, un ricovero di cinque giorni oltre 2.000.
 
Spese evitabili con il nuovo approccio terapeutico – a regia italiana condotto in 183 centri di 14 Nazioni europee – che permette un miglior controllo dell’asma e, di conseguenza, significativi risparmi per riduzione dei ricoveri e delle altre complicanze.
 
“Il nostro Paese ha tracciato la strada per contrastare una patologia che colpisce 150 milioni di persone nel mondo – spiega Leonardo Fabbri, direttore della Clinica di Malattie respiratorie dell’Università di Modena-Reggio Emilia –. Utilizzando anche al bisogno la terapia con beclometasone e formoterolo in formulazione extrafine riduciamo del 36% le riacutizzazioni e di un terzo i ricoveri ospedalieri.”.
 
“Proprio per rispondere alle esigenze dei malati abbiamo coordinato uno studio internazionale su oltre 1.700 pazienti, che ha visto le eccellenze italiane in prima linea – aggiunge Alberto Papi, direttore della Clinica di Malattie respiratorie dell’Università di Ferrara –. Siamo giunti a queste conclusioni grazie anche al coinvolgimento diretto di un’azienda leader nella ricerca sull’asma come Chiesi Farmaceutici, seguendo un solido ragionamento fisiopatologico: la combinazione di broncodilatatore e steroide inalatorio, normalmente utilizzata come trattamento di fondo, si è rivelata utile anche per inibire le altre componenti del processo patologico. Siamo riusciti così a spegnere le riacutizzazioni, naturalmente a patto di assicurare una adeguata compliance (rispetto della terapia) da parte del paziente, non indagata nell’ambito dello studio ma che, secondo una evidenza ampiamente riconosciuta dalla comunità medico – scientifica, gioca per l’asma un ruolo cruciale”.
 
Il farmaco, approvato dall’Aifa, è già disponibile in farmacia in fascia A. Si tratta quindi di un ennesimo risultato dell’eccellenza della ricerca del nostro Paese. “La pneumologia italiana è ai vertici mondiali – aggiunge Francesco Blasi, Presidente della European Respiratory Society (ERS) –. Un dato ribadito dall’elevato numero di pubblicazioni firmate dai nostri ricercatori e dal ruolo che svolgiamo all’interno della Società europea, che ho l’onore di presiedere. Siamo impegnati a ricercare e a mettere a disposizione di tutti i pazienti le terapie più innovative, puntando sempre sulle campagne di sensibilizzazione per ridurre i fattori di rischio tipici dell’asma”.

06 Marzo 2013

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