Assistenza territoriale. Servono subito nuove leggi, nazionali e regionali

Assistenza territoriale. Servono subito nuove leggi, nazionali e regionali

Assistenza territoriale. Servono subito nuove leggi, nazionali e regionali
Per una vera riforma della sanità territoriale serve un provvedimento legislativo statale, integrativo delle politiche distrettuali, che ne sancisca l’istituzione nell’ordinamento della salute e di leggi di dettaglio regionali che ne fissino i criteri e le modalità costitutive e realizzative, adattata ai fabbisogni che ogni realtà geografica esprime

Sanità e PNRR rappresentano un binomio perfetto per alimentare le giuste speranze che la nazione nutre in tema di tutela della propria salute, oggi seriamente vilipesa dal Covid che mette in pericolo il mondo intero.
 
Due anni terribili, quelli appena conclusi, che hanno registrato il flop di una assistenza territoriale abbandonata da anni a se stessa, fatta eccezione per quelle Regioni che vi hanno investito da tempo. Così come è risultato ovunque inadeguato il sistema ospedaliero ad affrontare una domanda elevata di terapia intensiva e semintensiva. Il tutto negativamente condizionato dall’assenza di un Piano nazionale contro le pandemie lasciato per anni nei cassetti ministeriali, vendendo oggi per nuovo uno strumento vecchio e inappropriato.
 
Ma la sanità non vuol dire solo Covid, come sembra essere diventato, invece, l’unico obiettivo da risolvere. E’ tutt’altro. E’garantire, alla comunità tutta, l’assistenza ordinaria, contrariamente a come sta facendo una informazione che si caratterizza in modo monodirezionale, affascinando e intimorendo i destinatari a colpi di Covid.   
 
Assistenza ordinaria significa attenzioni salutari normali da dedicare a chi sta bene, perché lo rimanga il più possibile, ma anche a chi sta tanto male, spesso bisognoso di ricovero, di diagnostica salvavita e di interventi chirurgici delicati.
 
Dunque, c’è bisogno – a fianco dell’irrinunciabile percorso di tutela della persona umana nei confronti di un coronavirus che assumerà sempre di più una sua esistenza endemica – di una ricostruzione dell’intero sistema assistenziale territoriale.
 
Per farlo occorre prendere atto di quanto programmato strutturalmente per assicurare l’assistenza di prossimità, attraverso l’implementazione dell’attività distrettuale con un attento e continuativo esercizio delle funzioni affidate alle organizzazioni fisse funzionali ad intercettare il fabbisogno epidemiologico emergente (case e ospedali di comunità) nonché un serio servizio sociale di presa in carico dell’individuo, garantendogli la continuità tra territorio e spedalità (centrali operative territoriali).
 
Una nuova idea di assoluta garanzia sociale che avrà necessità, tuttavia, di rintracciare una proficua integrazione nell’ambito delle reti distrettuali al lordo delle Aft e Uccp, funzionali ad assicurare il prolungamento dell’assistenza fiduciaria, rispettivamente, h12 e h24.
 
Tutto questo finanziabile attraverso il Pnrr, più precisamente con la Misssione 6, estesa anche all’importante supporto della telemedicina.
 
Un grande progetto che finalmente vede ridisegnare l’assistenza territoriale, che ci si augura però con una particolare attenzione alle periferie, soprattutto montane.
 
Proprio perché importante a garantire da subito la creazione di un insieme assistenziale strutturato, destinato alla popolazione travagliata da 140 mila morti e candidata a sopportare anche una invalidità post Covid, necessita essere assistito dalle fonti di diritto che ne assicurino l’esistenza funzionale. E anche velocemente.
 
Un obiettivo che non potrà assolutamente essere perseguito e conseguito senza un provvedimento legislativo statale, integrativo delle politiche distrettuali, che ne sancisca l’istituzione nell’ordinamento della salute e di leggi di dettaglio regionali che ne fissino i criteri e le modalità costitutive e realizzative, adattata ai fabbisogni che ogni realtà geografica esprime.
 
Fare diversamente, significherebbe fare le cose di sempre, ancorché facendo ricorso ad altre denominazioni, caratterizzandole da quella pericolosa creatività e da quelle logiche imitative che hanno fatto della migliore sanità del Pianeta, progettata nel 1978, una organizzazione sanitaria qualsiasi.
 
Dunque, leggi subito, sia a cura dello Stato che delle Regioni e Province autonome.
 
Ettore Jorio
Università della Calabria

Ettore Jorio

17 Gennaio 2022

© Riproduzione riservata

L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”
L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”

L’interoperabilità dei dati sanitari rappresenta una delle principali leve per rendere più efficienti, sicuri e sostenibili i sistemi sanitari. Eppure, nonostante gli ingenti investimenti nella digitalizzazione degli ultimi vent’anni, la...

Screening oncologici 2025: più di un italiano su 2 non aderisce. Migliora la mammografia e frena lo screening cervicale. Resta il divario Nord-Sud
Screening oncologici 2025: più di un italiano su 2 non aderisce. Migliora la mammografia e frena lo screening cervicale. Resta il divario Nord-Sud

Sono oltre 17,7 milioni i cittadini invitati nel 2025 ai programmi di screening oncologico organizzati dal Servizio sanitario nazionale e più di 7,5 milioni quelli che hanno aderito ai controlli....

Oltre uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo
Oltre uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo

Più di uno studente italiano su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato all'uso problematico dei social media, al gaming o al...

Incidenti stradali, 2.868 vittime in Italia bel 2025 (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). I dati Istat
Incidenti stradali, 2.868 vittime in Italia bel 2025 (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). I dati Istat

Nel 2025 il livello di mobilità è tornato ai livelli prepandemici, con una riduzione del numero delle vittime per incidentalità stradale nell’ultimo anno a fronte di un incremento degli incidenti...