Bocciato il bilancio 2024 dell’Asl L’Aquila. Rischio commissariamento

Bocciato il bilancio 2024 dell’Asl L’Aquila. Rischio commissariamento

Bocciato il bilancio 2024 dell’Asl L’Aquila. Rischio commissariamento
Il Tavolo interministeriale ha respinto il bilancio dell’azienda sanitaria provinciale dell’Aquila, chiedendo una variazione di 113 milioni di euro per coprire il disavanzo stimato del 2025. L’eventuale inadempienza potrebbe portare al commissariamento ad acta della sanità regionale. L’assessora Verì contesta la tempistica della valutazione, ricordando che il rendiconto 2024 sarà chiuso solo a luglio. Restano preoccupazioni per la sostenibilità del Ssr

La sanità abruzzese ha bisogno di aiuti consistenti e reali. Contributi sostanziali e una governance adeguata. I manager più esperti, in un modo o nell’altro, vanno via e i ricambi sono difficili a trovarsi, soprattutto con la garanzia dell’efficienza che occorrerebbe.

Su tutto questo pesa la bocciatura del bilancio 2024 dell’Asl della sua stupenda capitale de L’Aquila. Un gap che ha fatto sì che si rendesse ostile il Tavolo Tecnico interministeriale, con una richiesta pesante, consistete in nuova variazione di bilancio per 113 milioni di euro, relativa al disavanzo stimato per il 2025. Il tutto, pena la minaccia ventilata di un verosimile commissariamento ad acta della sanità abruzzese.

Un brutto ricordo che potrebbe reiterarsi, del quale l’assessora regionale Nicoletta Verì, ben comprendo la portata negativa dell’evento minacciato, ha dichiarato i suoi timori e le perplessità. Al riguardo, l’assessora si sorprende, nello specifico, in relazione alle cause che ne hanno determinato la ratio. Ciò in quanto, ha eccepito, “cquantomeno inverosimile la ricostruzione dell’accaduto, in quanto solo nel tavolo di luglio si procederà alla chiusura del rendiconto 2024 del sistema sanitario regionale e all’effettiva quantificazione del disavanzo”. Una eccezione che tende a precisare: che se di commissariamento ad acta si possa ritornare a parlare in relazione ai conti del 2025, ci vorrà ove il mese di luglio 2026.

Insomma, nell’Abruzzo sofferente se ne profilano delle brutte, sia in riferimento alle spese da prevedere per il suo Ssn che ai conti da chiudere, con la preoccupazione dell’incremento del prelievo fiscale addizionale sui cittadini. Per loro una ulteriore beffa, vista la precaria esigibilità dei Lea, sia territoriali che ospedalieri.

Azzurra Santoro
Avvocata

Azzurra Santoro

04 Giugno 2025

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