Bolzano, Trento ed Emilia Romagna si confermano le sanità migliori. Calabria sempre in fondo alla classifica. Il report Crea Sanità 

Bolzano, Trento ed Emilia Romagna si confermano le sanità migliori. Calabria sempre in fondo alla classifica. Il report Crea Sanità 

Bolzano, Trento ed Emilia Romagna si confermano le sanità migliori. Calabria sempre in fondo alla classifica. Il report Crea Sanità 
Pubblicata la nona edizione dell’analisi delle ‘Perfomance regionali’. Il ranking è frutto di una metodologia di valutazione multidimensionale e multiprospettiva da parte di 124 esperti, che “media” le preferenze di stakeholder del sistema, appartenenti alle categorie Utenti’, ‘Istituzioni’, ‘Professioni sanitarie’, ‘Management aziendale’ e ‘Industria medicale’, su 5 Dimensioni: Sociale (equità), Esiti, Appropriatezza, Innovazione ed Economico-Finanziaria. EXECUTIVE SUMMARY.

Le Regioni in cui la popolazione ha le maggiori opportunità di tutela della propria salute sono la P.A. di Bolzano, P.A. di Trento, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. Mentre a fondo classifica si conferma la Calabria: questo è il principale risultato dell’edizione 2021 del progetto “Le Performance Regionali”, del C.R.E.A. Sanità.
 
Il ranking è frutto di una metodologia di valutazione multidimensionale e multiprospettiva, che “media” le preferenze di stakeholder del sistema, appartenenti alle categorie Utenti’, ‘Istituzioni’, ‘Professioni sanitarie’, ‘Management aziendale’ e ‘Industria medicale’, su 5 Dimensioni: Sociale (equità), Esiti, Appropriatezza, Innovazione ed Economico-Finanziaria.
 
Nel 2021 (IX edizione del progetto) le preferenze sono state elicitate con il contributo di un Panel di esperti/stakeholder composto da 124 componenti. Quest’anno hanno partecipato al Panel alcuni Sindaci, in ossequio alla crescente consapevolezza della relazione inscindibile tra Sanità e Sociale, e del ruolo che in tale ottica spetta agli Enti Locali (in primis i Comuni) nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
 
I risultati
Le sei Regioni migliori (P.A. di Bolzano, P.A. di Trento, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto) hanno una Performance valutata tra il 48% ed il 61% del massimo ottenibile: se ne desume che le aspettative del Panel sono che le Performance attuali possano essere ancora significativamente migliorate; le dimensioni più “critiche” risultano essere Innovazione e Appropriatezza.
 
Altre 7 Regioni hanno livelli di Performance abbastanza omogenei, ma inferiori, compresi nel range 41-45% del livello ottimale (Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Lazio, Umbria, Valle d’Aosta e Marche).
 
Seguono altre 7 Regioni, Sardegna, Basilicata, Sicilia, Puglia, Campania, Abruzzo e Molise dove la Performance si attesta nel range 28-36%. Infine, abbiamo la Calabria che registra un livello di Performance pari al 21%.

 
La Performance è per sua natura dinamica: rispetto alla precedente edizione si è registrato una notevole riduzione del “peso” della Dimensione Economico-Finanziaria (-26,5 punti percentuali); riduzione registratasi in tutte le categorie, ad eccezione del Management aziendale (che di fatto ha ormai adempiuto alla mission del “pareggio di bilancio”). La riduzione è stata significativa per gli Utenti, poi le Istituzioni, l’Industria e le Professioni sanitarie. È invece aumentato quello delle restanti Dimensioni: Esiti, Sociale, Innovazione e Appropriatezza (12,4, 12,0, 1,5 e 0,6 punti percentuali rispettivamente).
 
Nello specifico, gli Esiti “contribuiscono” alla Performance nella misura del 32,1%, seguiti dal Sociale, 31,9%, dall’Economico-finanziario, 17,4%, dall’Appropriatezza, 12,2%, e dall’Innovazione, 9,4%. Analizzando il contributo per Categoria di stakeholder, osserviamo che per l’Industria medicale, le Dimensioni Esiti, Economico-Finanziaria e Sociale contribuiscono per oltre il 70% alla misura della Performance. Per i rappresentanti del Management aziendale, le Dimensioni Esiti, Sociale ed Appropriatezza contribuiscono per oltre il 70%.
 
Per le Professioni sanitarie sono invece prioritari Sociale, Esiti ed Economico-Finanziario (che contribuiscono per il 35,8%, 23,5% e 18,1% rispettivamente). Per le Istituzioni, le due Dimensioni che contribuiscono maggiormente sono Sociale ed Esiti: 45,3% e 26,2% rispettivamente. Infine, per gli Utenti, Sociale ed Esiti sono le Dimensioni chiave: con il 42,3% e il 34,3% rispettivamente di contributo alla Performance.
 
“Le dinamiche dei contributi – si legge nel report –  delle diverse Dimensioni alla Performance risultano quindi “coerenti” con l’evoluzione del quadro complessivo anche quando lette in corrispondenza delle preferenze delle diverse categorie di Stakeholder. Ad esempio, segnaliamo l’importanza del Sociale per le Istituzioni e gli Utenti, indicativi della preoccupazione per l’impatto della pandemia sulle disuguaglianze; analogamente l’attenzione agli Esiti dimostrata dai rappresentanti delle Professioni sanitarie, che sono state in prima linea nel contrasto al COVID. Questa annualità segna una discontinuità per quanto concerne il Management aziendale, le cui valutazioni tendono a discostarsi da quelle delle altre categorie: solo essi richiamano gli aspetti gestionali (in particolare gli indicatori di processo), ritenendo che rimangano “rilevanti” nel contributo alla Performance”.
 
“Complessivamente – rilevano dal Crea Sanità – , rimane pressoché costante la composizione del gruppo delle Regioni che, anno dopo anno, si situano nell’area dell’”eccellenza”; come anche quella del gruppo, numericamente rilevante, delle Regioni (tutte meridionali) che purtroppo rimangono nell’area intermedia e critica. In conclusione, la nuova crescita di importanza della Dimensione Sociale ed Esiti, sembra indicare una maggiore consapevolezza, probabilmente rafforzatasi durante la fase dell’emergenza, di dover garantire l’equità di accesso a livello regionale, tutelando quindi la natura del servizio sanitario italiano”.

14 Luglio 2021

© Riproduzione riservata

Il Sud si ammala due volte
Il Sud si ammala due volte

Il Sud si ammala due volte. La prima quando le condizioni economiche, sociali e ambientali compromettono la salute dei suoi abitanti. La seconda quando il bisogno di assistenza incontra servizi...

Morbillo. Italia prima in Ue per numero di casi e incidenza doppia rispetto alla media europea. Seconda dose vaccinale ferma all’83%
Morbillo. Italia prima in Ue per numero di casi e incidenza doppia rispetto alla media europea. Seconda dose vaccinale ferma all’83%

L'Italia si conferma il Paese europeo con il maggior numero di casi di morbillo notificati negli ultimi 12 mesi: 651, pari al 28% dei 2.325 complessivamente segnalati nei 30 Paesi...

Ci vorrebbe un’altra Tina Anselmi
Ci vorrebbe un’altra Tina Anselmi

La Corte dei conti presenta un risultato che dovrebbe scuotere la politica: circa 2,3 miliardi di disavanzo sanitario regionale nel 2025, prima delle coperture, quasi 800 milioni in più rispetto...

Biodifesa. Anche la salute è una questione di sicurezza nazionale. Ma l’Occidente non è pronto
Biodifesa. Anche la salute è una questione di sicurezza nazionale. Ma l’Occidente non è pronto

Mentre in Occidente i bilanci militari si gonfiano fino a toccare il record storico di 2.890 miliardi di dollari, la spesa per difenderci dalla minaccia più subdola - un agente...