Nel 2024 in Italia le persone affette da Celiachia hanno sfiorato quota 280mila, con oltre 14mila nuove diagnosi e una spesa di quasi 273 milioni di euro per garantire alimenti senza glutine in esenzione. Un dato che segna il superamento dei livelli pre-pandemici del 2019 e conferma il ritorno dei cittadini ai percorsi diagnostici.
È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia 2024 pubblicata dal Ministero della Salute.
I numeri
Dei 279.512 pazienti censiti, il 67% (187.339) ha tra i 18 e i 59 anni, mentre il 13% (37.270) supera i 60 anni. Le fasce pediatriche rappresentano una quota più contenuta: il 2% (5.714) ha tra 6 mesi e 5 anni, il 5% (12.334) tra 6 e 9 anni, il 6% (16.759) tra 10 e 13 anni e il 7% (20.096) tra 14 e 17 anni.
La prevalenza nazionale si attesta allo 0,47%, con valori più elevati in Valle d’Aosta (0,59%), Toscana (0,58%) e Umbria (0,54%). Il divario di genere resta marcato: tra le donne la prevalenza raggiunge lo 0,64%, contro lo 0,29% degli uomini. I livelli più alti nella popolazione femminile si registrano in Toscana e Valle d’Aosta (0,80%), seguite da Sardegna (0,74%) e Umbria (0,73%). Tra gli uomini, i valori maggiori si osservano in Valle d’Aosta (0,37%), Toscana (0,35%), Umbria ed Emilia-Romagna (0,34%).
Sul fronte dell’assistenza, la legge 123/2005 continua a garantire pasti senza glutine nelle mense pubbliche. Nel 2024 risultano attive 33.027 mense: 22.972 scolastiche (70%), 7.286 ospedaliere (22%) e 2.769 in altre strutture pubbliche (8%).
Resta centrale anche la formazione degli operatori del settore alimentare. Nel 2024 sono stati organizzati 700 corsi con 17.139 partecipanti. Le Regioni più attive sono Abruzzo (239 corsi), Piemonte (143), Veneto (91) ed Emilia-Romagna (83). In termini di partecipazione guidano Abruzzo (6.438 discenti), Emilia-Romagna (3.199), Veneto (2.085) e Piemonte (1.690). Nessun corso risulta attivato in Molise e nella Provincia autonoma di Trento.
Lo stanziamento complessivo per il 2025 La legge 123/2005 prevede fondi per garantire la somministrazione di pasti senza glutine nelle mense e la formazione degli operatori che lavorano nel settore alimentare. Nell’anno finanziario 2025, sulla base dei dati del 2024, lo stanziamento complessivo è stato di 895.987,96 euro di cui 324.748,35 destinati ai pasti e 571.239,61 destinati alla formazione. Le somme, come di consueto, sono state ripartite tra le Regioni in base ai criteri stabiliti dall’Accordo Stato-Regioni del 30 luglio 201525, con l’esclusione delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano26
Lo screening pediatrico, il progetto pilota “D1ceScreen” Iss
Sul versante della prevenzione, arrivano i primi risultati del progetto pilota “D1ceScreen”, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e realizzato in Lombardia, Marche, Campania e Sardegna. Lo studio ha coinvolto 5.535 bambini di 2, 6 e 10 anni (2.798 maschi e 2.737 femmine), con un’adesione elevata da parte delle famiglie.
Per la celiachia, lo screening ha rilevato una positività agli anticorpi anti-transglutaminasi IgA nel 2,8% dei bambini e valori borderline nell’1,1%. Complessivamente, il 3,9% dei partecipanti ha mostrato risultati potenzialmente indicativi della patologia. Il test IgG è risultato positivo nello 0,5% dei casi.
La malattia si conferma più frequente nelle femmine, che rappresentano il 59,8% delle positività, contro il 40,2% dei maschi. Per età, il 36,1% dei casi riguarda i bambini di 2 anni, il 30,6% quelli di 6 anni e il 33,3% quelli di 10 anni. L’analisi genetica evidenzia inoltre una predisposizione nel 44% dei bambini, con un picco del 57% in Sardegna.
Nel complesso, i risultati indicano che lo screening pediatrico è potenzialmente realizzabile su scala nazionale, grazie all’elevata adesione e alla qualità dei dati raccolti. Restano tuttavia criticità organizzative e operative che saranno valutate dall’Osservatorio nazionale sul diabete di tipo 1 e sulla celiachia, istituito con decreto del 26 settembre 2024.
LA RELAZIONE AL PARLAMENTO