Cellule staminali. Studio Ispo: “Un italiano su due non sa cosa sono”

Cellule staminali. Studio Ispo: “Un italiano su due non sa cosa sono”

Cellule staminali. Studio Ispo: “Un italiano su due non sa cosa sono”
È quanto emerso da un sondaggio realizzato per Assobiotec. La metà degli italiani tra i 20 e i 44 anni ha dichiarato di non essere informata sulla possibilità di donare il sangue cordonale. Palmisano: "Chiediamo un tavolo tecnico pubblico-privato per alfabetizzare sulla rilevanza delle staminali".

Gli italiani non sono informati sulla possibilità di conservare il sangue embrionale: il 48% ha affermato di non sapere esattamente di cosa si tratti e un altro 29% di averne sentito parlare, ma di non essere al corrente della distinzione tra donazione e conservazione. Inoltre, gli italiani confondono le cellule cordonali con quelle embrionali: l'82% ritiene infatti che "quando si sente parlare di cellule embrionali, si intendono proprio quelle del cordone ombelicale" e l'81% che "i problemi di natura etica di cui si sente parlare si riferiscono alle cellule staminali del sangue cordonale ombelicale". È questa in breve la fotografia delle conoscenza delle cellule staminali da parte degli italiani scattata da un sondaggio realizzato su un campione rappresentativo di 600 individui dell'universo 20-44enni italiani (la fascia d'età che dovrebbe essere più esposte alle informazioni relative al sangue cordonale, in quanto in età da figli piccoli) da Ispo ricerche per Assobiotec e presentata questa mattina a Roma.

"Dallo studio emerge – ha sostenuto Renato Mennheimer, coordinatore dell'indagine – prima ancora che una scarsa conoscenza della possibilità di utilizzare il sangue cordonale, una totale assenza di consapevolezza circa le cellule staminali da parte degli italiani. Gli italiani mostrano di avere poche e confuse informazioni a riguardo; le risposte relativamente a caratteristiche e utilizzo delle staminali sono fornite il più delle volte in modo orientativo (credo di sì/di no) e, spesso, risultano errate".
 
"Gli italiani 20-44enni – ha aggiunto Mennheimer – non conoscono la distinzione tra cellule staminali neonatali ed embrionali. Le informazioni possedute, quindi, non permettono loro di distinguere con chiarezza tra le diverse fonti di cellule staminali, lasciando intendere che anche i risvolti di tipo etico, spesso protagonisti del dibattito pubblico, difficilmente possono essere correttamente compresi".
 
"Il sondaggio realizzato da Ispo – ha dichiarato il vicepresidente di Assobiotec, Riccardo Palmisano – ci consegna uno spaccato di Paese bisognoso, ma anche desideroso, di maggiore conoscenza su un tema tanto importante e delicato come quello delle cellule staminali".
 
"C'è assoluta necessità – ha affermato Palmisano – di una maggiore cultura scientifica relativa alle staminali e alle biotecnologie, e alle molteplici possibilità che esse aprono per la tutela della salute e l'evoluzione sociale. Non è un caso che oggi in Italia il 97% dei cordoni ombelicali venga gettato, trattato come rifiuto biologico. Per questo l'industria rappresentata da Assobiotec è pronta a fare la propria parte. Ma serve un chiaro e preciso impegno da parte delle Istituzioni pubbliche".
 
"Chiediamo quindi con forza – ha concluso il vicepresidente di Assobiotec – un Tavolo tecnico, a cui siedano pubblico e privato che produca un documento condiviso con poche e corrette informazioni per rendere consapevole e alfabetizzare la popolazione alle staminali, alla loro rilevanza e al loro utilizzo. L'Italia non può rimanere anche in questo campo il fanalino di coda dell'innovazione in Europa".
 
Infine, i rappresentati del mondo politico presenti all'incontro: Lucio Barani (Gal), Marco Carra (Pd) e Vittoria D'Incecco (Pd), hanno dichiarato di aver presentato, rispettivamente al Senato e alla Camera, dei Disegni di legge, tra loro "sovrapponibili per quel che riguarda i contenuti principali", riguardanti la possibilità di riconoscere il prelievo autologo non dedicato, in modo da liberalizzare l'utilizzo del sangue cordonale oggi vincolato da un decreto ministeriale (decreto Sacconi).

14 Novembre 2013

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