Cgil. Tagli alla sanità per 1.500 mln da manovre ultimi due anni

Cgil. Tagli alla sanità per 1.500 mln da manovre ultimi due anni

Cgil. Tagli alla sanità per 1.500 mln da manovre ultimi due anni
A questi si aggiungono una riduzione del 50%  sia del personale “precario”, che delle spese per la formazione del personale, nonché un taglio riguardante i vari Fondi nazionali relativi al “Sociale” pari a 852,35 milioni di euro. Se si aggiunge a questo anche la riduzione dei trasferimenti agli enti locali imposta con il Patto di stabilità, si profila per la Cgil un’incapacità di assicurare il finanziamento integrale per garantire i Lea, ed un ostacolo per la ripresa e l’uscita dalla crisi.

La Cgil ha prospettato in un suo studio gli effetti delle manovre economico finanziarie 2010/2011 a danno della sanità. In particolare i riferimenti sono: la Legge n. 122 del 30 luglio 2010 (conversione D.L. n. 78/2010 c.d. “manovra d’estate anticrisi”), la Legge n. 220 del 23 dicembre 2010 (Legge di stabilità 2011 – ex Legge Finanziaria), e la Legge n. 10 del 26 febbraio 2011 (conversione D.L. n. 225/2010 c.d. “Mille  proroghe” 2011).
I tagli previsti per il 2011 ammonterebbero a 1.504,5 milioni. Infatti, a quelli stabiliti dalla manovra d’estate (L. 122/2010), pari a 1.018 milioni, si aggiunge il mancato finanziamento di 486,5 milioni (ne vengono stanziati 347,5 per i primi cinque mesi del 2011 su 834 milioni previsti per l’intero anno). Così, tra l’altro, si palesa il rischio di un ritorno ai “super ticket” da 10 euro.

Per quanto riguarda i Piani di rientro, è previsto lo sblocco di ulteriori risorse per le Regioni che rispetteranno gli obiettivi prefissati. Risorse che verranno altrimenti “congelate” in caso di inadempienze. Si è stabilita anche una parziale attenuazione dei vincoli, come ad esempio la possibilità di utilizzare risorse anche dal bilancio regionale, lo sblocco del turn over per garantire i Lea, e l’impedimento di azioni esecutive nei confronti delle Asl e AO debitrici.

Viene prevista inoltre una riduzione del 50% sia del personale “precari”, sia delle spese relative alla formazione del personale.
Da aggiungere, infine, i tagli ai vari Fondi nazionali relativi al “Sociale” pari a 852,35 milioni di euro. Nel dettaglio si fanno registrare una riduzione di 126,125 milioni di euro per il Fondo nazionale per le Politiche Sociali; l’azzeramento del Fondo per la non autosufficienza; una diminuzione degli stanziamenti di 133,825 milioni di euro al Fondo nazionale per le Politiche della famiglia;  una riduzione di 81,3 milioni di euro per il Fondo nazionale per le Politiche giovanili; 800 mila euro in meno da destinare al Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e, in conclusione, una riduzione di 110,3 milioni di euro per il Fondo nazionale per l’accesso alle abitazioni in locazione.

 

23 Marzo 2011

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