Covid. Da AstraZeneca allo psicologo 35enne: se la responsabilità della scelta viene scaricata su medici e cittadini

Covid. Da AstraZeneca allo psicologo 35enne: se la responsabilità della scelta viene scaricata su medici e cittadini

Covid. Da AstraZeneca allo psicologo 35enne: se la responsabilità della scelta viene scaricata su medici e cittadini
Dalla circolare del Ministero della Salute con la quale si è disposto un utilizzo in via preferenziale di Astrazeneca per gli over 60, lasciando però libera scelta sulle altre fasce d'età, all'intervallo di tempo sulle seconde dosi per Pfizer e Moderna. Fino alla storia dei 'furbetti' del vaccino da additare pubblicamente nonostante gli obblighi di legge. È semplice attribuire la colpa ai singoli quando le Istituzioni non si assumono la responsabilità di scelte chiare e nette

La responsabilità della scelta e quella della 'colpa' ricadono sul singolo cittadino. Sembra ormai esser diventato questo l'indirizzo che caratterizza scelte e indicazioni da parte delle Istituzioni nella lotta al Covid. Vediamo tre passaggi chiave in tal senso.
 
Il caso AstraZeneca. La scorsa settimana, dopo l'ennesimo pronunciamento dell'Ema sul vaccino AstraZeneca con il quale, pur riconoscendo il probabile ma non ancora dimostrato nesso causale con alcuni rari fenomeni trombotici e tromboembolici a carico dei seni venosi cerebrali associati ad un basso livello di piastrine, non ha posto alcuna limitazione al vaccino dal momento che, sulla base delle evidenze disponibili, non è stata trovata alcuna correlazione tra un possibile maggiore rischio per determinate fasce d'età o per genere. Nonostante questo, la circolare del Ministero della Salute ha disposto un utilizzo in via preferenziale di questo vaccino per gli over 60, sottolineando però che AstraZeneca resta approvato per tutti gli over 18 e non è quindi vietato il suo utilizzo anche per le altre fasce d'età. La responsabilità della scelta viene quindi scaricata in parte sul medico che dovrebbe nel caso disattendere le indicazioni preferenziali del Ministero della Salute e, soprattutto, sul cittadino che dovrebbe per sua scelta richiederlo. E in tal senso pare si siano iniziati a registrare i primi rifiuti da parte di medici che non avrebbero voluto assumersi la responsabilità della scelta di vaccinare under 60 con AstraZeneca scostandosi dalle indicazioni preferenziali della circolare.
 
I tempi per la seconda dose di Pfizer e Moderna. E ancora, un'altra circolare del Ministero della Salute, ribadendo che l’intervallo ottimale tra le dosi è, rispettivamente, di 21 giorni per il vaccino Pfizer e di 28 giorni per quello di Moderna, ha disposto che in caso di necessità è possibile dilazionare di alcuni giorni la seconda dose non superando l’intervallo di 42 giorni per entrambi i vaccini a mRNA. In questo caso la scelta sullo stato di necessità, così come la scelta di dilazionare l'intervallo di tempo tra le due dosi, viene scaricata sulle Regioni o sui singoli centri vaccinali sulla base delle disponibilità.
 
I 'furbetti' del vaccino. E arriviamo alla contestata conferenza stampa di Draghi con l'accusa allo "psicologo 35enne". Anche in questo caso è quantomeno singolare che il premier, dopo aver rivisto il Piano vaccini, rivisto il documento ad interim sulle categorie da vaccinare in via prioritaria, disposto con il Decreto legge 44/2021 l'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari estendendolo anche a quelli socio-sanitari e di interesse sanitario che lavorano nel settore pubblico, privato, farmacie, parafarmacie e studi professionali, scarichi poi la responsabilità sui singoli facendoli passare per 'furbetti' per aver ottemperato a quanto da lui disposto. 
 
La colpa dei singoli sarebbe in questo caso quella di non aver rifiutato la prestazione, dimenticando forse che proprio la mancata adesione all'obbligo comporterebbe una segnalazione all'Ordine con la possibilità di essere sospesi dalla propria attività lavorativa fino alla fine della campagna vaccinale. Ma anche volendo sorvolare su questo punto, resta incomprensbile la scelta di scaricare la responsabilità della contestata vaccinazione sul singolo cittadino e non sulla Regione che l'ha programmata e resa possibile.
 
È semplice attribuire la colpa ai singoli quando le Istituzioni non si assumono la responsabilità di scelte chiare e nette. 
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

12 Aprile 2021

© Riproduzione riservata

Malattie croniche, l’Ocse divide l’Europa in sette profili di rischio. Italia nel gruppo dei Paesi più anziani con alto peso dei tumori
Malattie croniche, l’Ocse divide l’Europa in sette profili di rischio. Italia nel gruppo dei Paesi più anziani con alto peso dei tumori

Le malattie non trasmissibili restano il principale banco di prova per i sistemi sanitari europei. Tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche e diabete di tipo 2 continuano infatti a rappresentare...

Italia sempre più anziana e diseguale. Multicronicità per 12,8 milioni di persone, ma le risorse sanitarie non seguono i reali bisogni. La fotografia nel nuovo Rapporto annuale Istat
Italia sempre più anziana e diseguale. Multicronicità per 12,8 milioni di persone, ma le risorse sanitarie non seguono i reali bisogni. La fotografia nel nuovo Rapporto annuale Istat

L’Italia non è soltanto un Paese che invecchia. È un Paese in cui l’invecchiamento rischia di trasformarsi sempre di più in una frattura sanitaria e sociale. Da una parte anziani...

Prima della cura ci sono le liste d’attesa: per 7 professionisti su 10 sono il primo ostacolo all’accesso. E così è boom di pazienti che si rivolgono al privato. La survey di Quotidiano Sanità
Prima della cura ci sono le liste d’attesa: per 7 professionisti su 10 sono il primo ostacolo all’accesso. E così è boom di pazienti che si rivolgono al privato. La survey di Quotidiano Sanità

Parte da un tema centrale per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale il ciclo di survey di Quotidiano Sanità, realizzate dal team Market Research di Homnya. La prima indagine, dedicata all’accesso alle cure,...

Pnrr. Corte dei Conti: avanza la sanità territoriale ma persistono divari tra Nord e Sud. Pienamente attivo solo il 3,8% delle Case della comunità
Pnrr. Corte dei Conti: avanza la sanità territoriale ma persistono divari tra Nord e Sud. Pienamente attivo solo il 3,8% delle Case della comunità

A pochi mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, la Missione Salute del PNRR segna progressi significativi ma sconta ancora criticità territoriali e finanziarie. È quanto emerge dal Referto approvato...