Covid. Forte incremento delle vaccinazioni per gli over 80 nelle ultime settimane

Covid. Forte incremento delle vaccinazioni per gli over 80 nelle ultime settimane

Covid. Forte incremento delle vaccinazioni per gli over 80 nelle ultime settimane
Dopo un avvio abbastanza disastroso, al punto che fino al 19 di febbraio si registrava un tasso di vaccinazione solo del 6% per questa categoria, oggi la situazione si presenta in maniera ben diversa con una percentuale salita fino al 19%. Proseguendo con l’attuale ritmo di somministrazioni l’obiettivo posto dall’Unione europea di vaccinare l’80% della popolazione over 80 entro il 31 marzo potrebbe essere raggiunto con un paio di settimane di ritardo ovvero attorno alla metà di aprile

Con il piano vaccinale l’Italia si è posta fin da subito un obiettivo base da raggiungere nel più breve tempo possibile: rendere gli ospedali ‘Covid free’ vaccinando tutti gli operatori sanitari, proteggere la categoria degli over 80 ed i residenti e operatori delle Rsa, ossia quelli più duramente colpiti in termini di perdite di vite umane dal diffondersi di questa pandemia.
 
Ad oltre due mesi dall’avvio della campagna a che punto siamo? Possiamo dire che la parte della Fase 1 riguardante gli operatori sanitari è pressoché conclusa in tutte le regioni. E su questo sembrano arrivare anche le prime conferme – seppur non ancora definitive – sul fronte dei contagi. A renderlo noto è stato negli scorsi giorni un report dell’Istituto superiore di sanità: “A partire dalla seconda metà di gennaio si osserva un trend in diminuzione del numero di casi negli operatori sanitari e nei soggetti di età maggiore o uguale a 80 anni, verosimilmente ascrivibile alla campagna di vaccinazione in corso”.
 
E ancora: “La curva epidemica dei casi riportati come operatori sanitari e la curva dei casi non riportati come operatori sanitari hanno avuto un andamento molto simile fino alla seconda metà di gennaio – si legge nel report dell’Iss – quando le due curve hanno iniziato a divergere, mostrando un trend visibilmente in calo per gli operatori sanitari a fronte di un trend stazionario, con tendenza a un lieve aumento dall’8 febbraio”.
 
Quanto agli over 80 stiamo assistendo proprio in questi ultimi giorni ad un netto miglioramento dei dati. Dopo un avvio abbastanza disastroso, al punto che fino al 19 di febbraio si registrava un tasso di vaccinazione solo del 6% per questa categoria, oggi la situazione si presenta in maniera ben diversa con una percentuale salita fino al 19%. Molto probabilmente questa improvvisa accelerazione è dovuta proprio alla conclusione delle vaccinazioni degli operatori sanitari che ha portato a ‘liberare’ un ingente quantità di vaccini Pfizer da poter utilizzare anche per queste persone.
 
Non sono mancati anche in questo caso i riscontri in termini di mancati contagi. L’Istituto superiore di sanità ha spiegato: “Analizzando il numero di casi di infezione da Sars-CoV-2 nella popolazione suddivisa per fascia di età inferiore a 80 anni e maggiore o uguale a 80 anni, si osserva un andamento molto simile nelle due fasce fino alla seconda metà di gennaio e successivamente un netto calo nella popolazione di età maggiore o uguale a 80 anni”.
 
“Un’ulteriore diminuzione del numero di casi e della gravità dello stato clinico in questa fascia di età sono attese nelle prossime settimane – si legge nel report dell’Iss – in risposta all’aumento della copertura vaccinale”. Proseguendo con l’attuale ritmo di somministrazioni l’obiettivo posto dall’Unione europea di vaccinare l’80% della popolazione over 80 entro il 31 marzo potrebbe essere raggiunto entro circa la metà di aprile. Con un ritardo di alcune settimane – a meno che non vi sia un’ulteriore accelerazione – ma è pur vero che a fine febbraio si contava di raggiungere lo stesso obiettivo solo a luglio. Sembra quindi in procinto di potersi concludere nel breve termine la Fase 1 con la messa in sicurezza delle categorie ritenute prioritarie dal piano vaccini.
 
Nel mentre, però, si continuano a registrare difficoltà nella fase di vaccinazione di massa, con un lieve incremento del numero di vaccini quotidianamente somministrati che sembra non tenere già più il ritmo delle aumentate consegne. Resta infatti ancora tutto da risolvere il problema organizzativo che comporta l’attuale inutilizzo di circa 2 milioni di vaccini, a fronte dell’imminente ulteriore forte incremento delle forniture attese. Un problema al quale Governo, Regioni, Protezione Civile ed Esercito dovranno trovare soluzione in tempi brevissimi. 
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

04 Marzo 2021

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