Covid. Per gli italiani i mezzi pubblici sono il luogo più a rischio contagio, poco percepito il rischio di incontrare gli amici

Covid. Per gli italiani i mezzi pubblici sono il luogo più a rischio contagio, poco percepito il rischio di incontrare gli amici

Covid. Per gli italiani i mezzi pubblici sono il luogo più a rischio contagio, poco percepito il rischio di incontrare gli amici
Uno studio di Confindustria Dispositivi Medici sulla salute post Covid rileva come, oltre alla forte preoccupazione per l’economia, resti alto tra gli italiani (82,3% degli intervistati) il timore di contagiarsi, in particolare su mezzi pubblici (29,2%) e al supermercato (24,6%), mentre gli ambulatori medici e gli ospedali spaventano solo il 13%. Bassissima la percezione del rischio con amici (5,3%) e famigliari (29%). Cala la fiducia nel parere di medici e scienziati, ma gli italiani si percepiscono più prudenti. I DATI

La pandemia cambia le paure degli italiani rispetto all’economia, alla salute e il grado di fiducia nella scienza. Sebbene sia forte la preoccupazione per l’economia del Paese per l’85,2% degli italiani, resta alto il timore di potersi contagiare (82,3%) e i luoghi ritenuti meno sicuri sono i mezzi pubblici (29,2%), il supermercato (24,6%), gli ambulatori medici e gli ospedali (13%). Considerate più sicure le relazioni con i famigliari (2,9%) e con gli amici (5,3%) al contrario di quanto dicono gli esperti. Sono questi alcuni dei risultati della nuova edizione dell’indagine promossa da Confindustria Dispositivi Medici e realizzata da Community Research & Analysis sui sentimenti degli italiani nei confronti della salute e del servizio sanitario.

Rispetto al contenimento della pandemia l’85,3% degli italiani si dice d’accordo a rendere obbligatorio l’uso della mascherina per tutta la popolazione, il 75,3% vorrebbe fare tamponi a tutti e il 63,3% ritiene necessario chiudere le attività e isolare i territori dove si verifica un focolaio. Sorprende anche un 57,9% delle persone che ritiene necessario controllare gli spostamenti degli altri superando i limiti imposti dalla privacy. Permane uno strabismo percettivo: l’83% degli intervistati ha dichiarato di aver cambiato le proprie abitudini e di essere più prudente, ma ritiene che il 44,9% non abbia cambiato le proprie abitudini o alla lunga non lo farà più (34,6%).

Il Covid però ha soprattutto ridotto la fiducia nella scienza: per il 47,9% conta di più l’esperienza di chi ha vissuto una malattia rispetto a quella di un medico o di uno scienziato (era il 20,1% nel 2019). Per il 12,5% delle persone le informazioni mediche che si trovano in internet e sui social network sono più veritiere di quelle degli scienziati, mentre nel 2019 la percentuale si fermava al 3,6%.

“Stupisce che la paura delle malattie infettive resti contenuta (9,5%, +8 rispetto al periodo pre Covid) rispetto a tumori (45,3%, un +4,6 rispetto al 2019) e Alzheimer (16,7%, -14,7) che rimangono saldamente in cima alla classifica delle malattie più temute”, commenta Confindustria Dispositivi Mediciom una nota.

“I dati che emergono ci fanno capire quanto gli italiani abbiano fiducia nei dispositivi medici come ausili salvavita  – afferma Massimiliano Boggetti, Presidente di Confindustria dispositivi medici –. Le persone hanno capito che le nostre tecnologie svolgono un ruolo fondamentale nel contrasto alla pandemia. Sono però molto preoccupato della mancanza di credibilità della scienza rispetto alle notizie trovate su internet, è un dato che non va sottovalutato e su cui tutti gli attori della salute devono investire per un’informazione di qualità. Condivido inoltre la preoccupazione per il futuro della nostra economia, che ha oggi bisogno di investimenti strategici per utilizzare al meglio i fondi europei per il rilancio del sistema salute. Rilancio che se vuole essere efficace deve vedere coinvolta tutta la filiera della salute. Per questo sarebbe importante utilizzare i fondi del Mes e richiederli subito”.

14 Ottobre 2020

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