Crisi mondiale. Per il Vaticano è colpa del liberismo senza regole

Crisi mondiale. Per il Vaticano è colpa del liberismo senza regole

Crisi mondiale. Per il Vaticano è colpa del liberismo senza regole
Lo afferma un documento del Pontificio Consiglio della giustiza e della pace diffuso ieri che analizza le cause della crisi economica mondiale. Ma non c'è solo analisi. Per il Vaticano serve una nuova autorità finanziaria mondiale e la tassazione delle rendite finanziarie.

Quali sono le cause della crisi e “Cosa ha spinto il mondo in questa direzione estremamente problematica anche per la pace? Anzitutto un liberismo economico senza regole e senza controlli. Si tratta di una ideologia, di una forma di apriorismo economico, che pretende di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo capitalistico esasperandone alcuni aspetti”. E’ solo uno dei passaggi di un importante documento del Pontificio Collegio per la giustizia e per la pace (l’organismo istituito da Paolo VI nel 1967 per stimolare la giustizia sociale tra le nazioni) diffuso ieri dove si prospettano diverse proposte per superrare l’attuale crisi mondiale.
A partire da un nuovo  “organismo monetario che svolga le funzioni di una sorta di Banca centrale mondiale che regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari, alla stregua delle Banche centrali nazionali”.
 
Ma non basta. Nel documento vengono infatti avanzate anche specifiche proposte di politica finanziaria ed economica a partire da “misure di tassazione delle transazioni finanziarie, mediante aliquote eque, ma modulate con oneri proporzionati alla complessità delle operazioni, soprattutto di quelle che si effettuano nel mercato secondario”. “Una tale tassazione – si legge ancora nel testo – sarebbe molto utile per promuovere lo sviluppo globale e sostenibile secondo principi di giustizia sociale e della solidarietà; e potrebbe contribuire alla costituzione di una riserva mondiale, per sostenere le economie dei Paesi colpiti dalle crisi, nonché il risanamento del loro sistema monetario e finanziario”.
 
E ancora “su forme di ricapitalizzazione delle banche anche con fondi pubblici condizionando il sostegno a comportamenti virtuosi e finalizzati a sviluppare l’economia reale”. E poi, “sulla definizione dell’ambito dell’attività di credito ordinario e di Investment Banking”. Perché “tale distinzione consentirebbe una disciplina più efficace dei « mercati-ombra » privi di controlli e di limiti”.

In allegato potete leggere integralmente questo documento che vi proponiamo perché, pur non riferendosi direttamente ai temi del welfare e della tutela della salute, presenta diversi spunti di riflessione sui rischi di una deriva liberista in economia che pensiamo sia bene rilevare in questa fase storica caratterizzata da forti spinte alla privatizzazione parziale o totale della sanità.
C.F.
 

 

25 Ottobre 2011

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