Demenza. Oltre 35 milioni di casi nel mondo. Ma nel 2050 saranno più di115 milioni

Demenza. Oltre 35 milioni di casi nel mondo. Ma nel 2050 saranno più di115 milioni

Demenza. Oltre 35 milioni di casi nel mondo. Ma nel 2050 saranno più di115 milioni
Oltre la metà dei malati si trova nei paesi più poveri e solo tra il 20 e il 50 per cento ottiene una diagnosi corretta nelle prime fasi della patologia. Secondo l’ultimo report dell’Oms il problema sarebbe nella formazione degli operatori sanitari.

Circa 35,6 milioni di persone nel mondo convivono ogni giorno con sintomi di demenza. Ma secondo l’ultima stima dell’Oms, pubblicata nel report dal titolo "Dementia: a public health priority"  redatto insieme alla Alzheimer's Disease International, questo dato è destinato a raddoppiare entro il 2030, arrivando a 65,7 milioni di persone, e più che triplicare entro la metà del secolo. Secondo i dati nel 2050 saranno infatti il 70% in più i malati di demenza, un numero da capogiro pari a circa 115,4 milioni di persone. Una popolazione maggiore di quella dell’intero Messico.
 
La demenza è una sindrome, generalmente di natura cronica, che può essere causata da varie malattie del sistema nervosa, di cui la più comune è l’Alzheimer, con circa il 70% dei casi. Le persone affette dalla condizione hanno in generale problemi di memoria, difficoltà cognitive e comportamentali, nonché hanno problemi nell’effettuare le più semplici attività quotidiane.
Si tratta di un tipo di patologia poco compresa sia dagli operatori sanitari che dall’opinione pubblica. Anche nelle nazioni a più alto reddito solo una percentuale che varia tra il 20 e il 50 per cento dei casi ha una diagnosi corretta in visite di routine, per questo spesso la patologia è scoperta solo in fase tardiva. “Dobbiamo aumentare la capacità di riconoscere gli stadi primitivi della demenza”, ha spiegato Oleg Chetnov, vice direttore generale del dipartimento dell’Oms che si occupa di patologie non trasmissibili e le malattie mentali. “Il motivo è che nella maggior parte dei casi gli operatori sanitari non sono adeguatamente formati per riconoscere i primi sintomi”.
Ma il problema non è solo nel mondo sanitario: la demenza è spesso fonte di stigma sociale, che porta sia i pazienti che le persone che li curano a essere isolati, è causa di problemi di assistenza sociale e sanitaria e può dunque anche contribuire al problema diagnostico già sottolineato. “La consapevolezza pubblica sulla patologia, sui suoi sintomi e sulla necessità di una diagnosi tempestiva è veramente bassa”, ha commentato Marc Wortmann, direttore esecutivo della Alzheimer’s Disease International, federazione internazionale delle società scientifiche sulla malattia di Alzheimer. “Per questo è assolutamente vitale che si affronti il problema della comprensione di queste patologie, in modo che si diminuisca la vergogna che accompagna tutti i tipi di demenza”.
In più, dicono gli esperti, bisogna migliorare e ottimizzare le cure. Secondo il report i costi sanitari legati a questa condizione sono superiori a 604 miliardi di dollari l’anno, e il 58% dei malati si trova in paesi a reddito medio-basso. Sono inoltre solo 8 le nazioni il cui sistema sanitario prevede programmi nazionali per il trattamento delle persone con demenza: questi, secondo l’Oms, dovrebbero oggi nascere anche nei paesi che ne sono ancora sprovvisti, così come dovrebbero venire sviluppati servizi di sostegno della comunità alle famiglie e ai caregivers, soprattutto nelle nazioni più povere.
 
Laura Berardi

12 Aprile 2012

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