Dolore muscolare per l’85% degli italiani. Ma il 43% non si cura

Dolore muscolare per l’85% degli italiani. Ma il 43% non si cura

Dolore muscolare per l’85% degli italiani. Ma il 43% non si cura
Mal di schiena, crampi e contratture per oltre 22 milioni di italiani con meno di 55 anni. Dolori tanto forti da limitare le azioni quotidiane nel 59% dei casi. Il 16% non riesce più a prendere in braccio il proprio bambino. Ma il 43% non si cura e il 62% lo fa con metodi “fai da te”. I dati in un’indagine duepuntozero/Doxa.

L’85% della popolazione italiana tra i 25 e i 54 anni – pari a oltre 22 milioni di persone – soffre di dolori muscolari e una fascia consistente, 39%, ne soffre almeno 2-3 volte al mese. Il 43% dei sofferenti però non si cura affatto o lo fa solo quando il dolore diventa insopportabile. Questo per i più svariati motivi: dallo scetticismo verso qualunque forma di cura, alla rassegnazione per aver provato tanti rimedi senza risolvere il problema.

Sono i risultati di una ricerca commissionata da IODOSAN a duepuntozero/Doxa per analizzare quanto e come viene vissuta la problematica del dolore muscolare – comprendendo in quest’area torcicollo / cervicale, lombalgia, dolori muscolari dorsali quali mal di schiena e colpo della strega, contratture e crampi, ma escludendo l’area dei traumi sportivi – e come questa incida sullo stile di vita nel quotidiano.

IL TIPO DI DOLORE E LE CAUSE. I dolori più ricorrenti – l’87% – sono il mal di schiena, senza differenze nelle diverse fasce d’età, poi il male al collo (77% con punte del 80% tra le donne contro il 73% degli uomini e un picco dell’82% nella fascia 25-34 anni), i crampi (53%), il dolore a una spalla (51%) e le contratture (42%).

Ma cosa provoca il dolore muscolare? Quasi il 90% della popolazione sofferente vede il proprio dolore in qualche modo collegato alle seguenti tre cause:
– movimenti sbagliati, dovuti a disattenzione per il 59%; a incombenze quotidiane come portare la spesa – 56%.
– postura non corretta al lavoro, sia per lavori sedentari quali quello d’ufficio nel 54% dei casi sia per differenti occupazioni – 59% – che richiedono di stare sempre curvi o di stare a lungo in piedi
– lo stress, causato da problemi sul lavoro per il 44% e dalla paura di non arrivare a fine mese per il 35%.
Ben il 40% della popolazione sofferente non percepisce la vita sedentaria come possibile motivazione dei propri dolori muscolari. Specularmente, all’attività sportiva viene attribuito solo un 9% come causa riconosciuta per l’insorgere del dolore muscolare.
Tra le cause più legate a fatti specifici che a situazioni come quelle sopra descritte, l’aria condizionata troppo forte viene indicata dal 26% dei sofferenti e l’abitudine di vestirsi in modo troppo leggero o comunque non adeguato dal 27%. Manca quasi completamente la consapevolezza che tacchi troppo bassi o troppo alti possono causare dolore muscolare, infatti sono indicati rispettivamente solo dal 7% e dal 4% come motivazione del dolore muscolare.

L’APPROCCIO AL DOLORE E I RIMEDI. L’approccio più diffuso a questo tipo di dolore è quello dell’autodiagnosi e dell’autoprescrizione di una soluzione: il 62% dei sofferenti fa da sé. Alto il ricorso, in questa fascia, a un esercizio fisico leggero quale il nuoto o lo stretching e comunque rilevante il ricorso a figure mediche tradizionali, al medico e al farmacista il 49%, in minor misura a uno specialista quale un ortopedico per esempio. Limitato invece il confronto con interlocutori alternativi – tipo osteopata o massoterapista.
In materia di rimedi, il 42% dei sofferenti acquista infatti prodotti da banco in farmacia, In seconda posizione, tra i rimedi utilizzati, si registrano i prodotti farmaceutici con prescrizione medica. Ampio ricorso ai massaggi – 29% – e subito a seguire a un’attività fisica leggera come il nuoto o lo stretching (25%). Il primo dei rimedi naturali è la termoterapia – 13% – che trova consensi più ampi tra le donne (16% contro un 10% degli uomini).

LA QUALITA’ DELLA VITA. Vari e numerosi gli ambiti in cui il dolore muscolare ha un impatto negativo sullo stile di vita dei sofferenti. A partire dal contesto più propriamente affettivo/relazionale, tra quanti hanno figli il 59% soffre delle limitazioni che il dolore muscolare gli impone. Il 30% non riesce a giocare con il proprio bambino e il 16% a prenderlo il braccio. E ancora: il 35% dei sofferenti subisce gli strascichi del dolore muscolare negli impegni quotidiani: il 25% si è assentato dal lavoro per esempio. Per quanto riguarda il tempo libero, il 51% degli uomini ha saltato l’appuntamento sportivo della settimana, mentre il 35% delle donne ha rinunciato allo shopping con le amiche, il 41% dei sofferenti ha rimandato un’uscita con gli amici. Non si salva nemmeno il sesso: al 29% dei sofferenti è capitato di dover rinunciare a un rapporto a causa del dolore muscolare.

 

15 Ottobre 2013

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