Il 2025 si conferma un anno da record per la Rete trapiantologica italiana. Con 4.678 trapianti di organo eseguiti, 36 in più rispetto ai 4.642 del 2024, è stato raggiunto il miglior risultato di sempre. Non solo, con 29,8 donatori per milione di abitanti, l’Italia si conferma seconda tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione, dietro solo alla Spagna (51,9). Ma rimane il nodo delle opposizioni: i No hanno impedito la realizzazione di circa 2.400 trapianti.
A certificarlo è il Report analitico del Centro nazionale trapianti: oltre 350 pagine che consolidano e approfondiscono i dati preliminari diffusi a marzo, offrendo una fotografia completa dell’attività nazionale, dalle donazioni alle liste d’attesa, fino alla sicurezza e alla qualità dei processi.
“Questi risultati confermano la forza del sistema trapiantologico italiano e il profondo senso di solidarietà dei nostri cittadini – commenta il Ministro della Salute, Orazio Schillaci – siamo consapevoli del fatto che questo settore richiede monitoraggio e impegno costanti. Per questo continueremo a lavorare e a potenziare le attività di sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani, perché la cultura della donazione diventi parte della nostra identità civile. Dire sì alla donazione significa dire sì alla vita. È un messaggio che dobbiamo rendere virale”.
“Le sfide che attendono la Rete nazionale trapianti nei prossimi anni riguardano il contenimento delle opposizioni, il raggiungimento di una sempre maggiore omogeneità territoriale nell’accesso al trapianto, il consolidamento dei programmi di donazione a cuore fermo e il rafforzamento dei sistemi di qualità e sicurezza – aggiunge il direttore generale del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin – i risultati presentati in questo rapporto descrivono un sistema complesso che continua a evolvere e che, grazie al contributo coordinato delle Regioni, delle strutture sanitarie, dei professionisti e delle associazioni, è in grado di garantire a migliaia di pazienti concrete opportunità di cura. Infine, il mio grazie va ai donatori e ai loro familiari: senza il loro ‘sì’ sarebbe stato impossibile dare una speranza di vita a più di 50.000 pazienti nel nostro Paese”.
Italia al secondo posto tra i grandi Paesi Ue Nel corso del 2025, nelle rianimazioni italiane sono stati segnalati complessivamente 3.290 potenziali donatori, con un incremento del 3,9% rispetto all’anno precedente. Di questi, 1.760 sono diventati effettivamente donatori, facendo registrare una crescita dell’1,7%. Con un tasso pari a 29,8 donatori per milione di abitanti, l’Italia si conferma al secondo posto tra i grandi Paesi europei per attività di donazione. A guidare la classifica resta la Spagna, con 51,9 donatori per milione, mentre il nostro Paese precede la Francia, ferma a 27,6, il Regno Unito, con 20,8, e la Germania, con 11,2 donatori per milione.
Sul territorio nazionale, i risultati migliori sono stati raggiunti dal Veneto, che ha registrato 49,3 donatori per milione di abitanti. Seguono la Toscana, con 45,6, e l’Emilia-Romagna, con 42,2 donatori per milione.
Continua intanto a cambiare l’identikit di chi dona. Nel 2025 l’età media dei donatori effettivamente utilizzati ha raggiunto i 64,2 anni, in aumento rispetto ai 58,8 anni registrati nel 2016. A crescere in modo particolarmente significativo è stato il numero dei donatori con più di 65 anni: sono stati 967, quasi il doppio dei 488 censiti dieci anni prima. Il donatore più anziano aveva invece 99 anni.
Un’evoluzione che riflette la capacità sempre maggiore della Rete trapiantologica di valutare e utilizzare in condizioni di sicurezza anche gli organi provenienti da persone anziane o da donatori con quadri clinici complessi, ampliando così le opportunità di trapianto senza compromettere la qualità e la sicurezza delle procedure.
Cresce la donazione a cuore fermo. A sostenere in misura significativa la crescita dell’attività trapiantologica è soprattutto la donazione a cuore fermo, una procedura ormai entrata stabilmente nella pratica clinica di numerosi ospedali italiani. Nel 2025 i donatori effettivamente utilizzati sono stati 428, con un aumento del 50,7% rispetto all’anno precedente, e hanno rappresentato il 24,3% del totale dei donatori.
Grazie a questa tipologia di donazione sono stati eseguiti 897 trapianti, il 44,2% in più rispetto al 2024: un volume pari a circa il 21% dell’intera attività realizzata da donatore deceduto. Un risultato che mostra la rapida evoluzione registrata nell’ultimo decennio: nel 2015, infatti, i donatori a cuore fermo erano stati appena sei.
Segno positivo anche per la donazione da vivente: i donatori sono stati 387 (+5,7%), dei quali 364 di rene e 23 di fegato. Nel corso dell’anno sono stati inoltre realizzati quattro trapianti nell’ambito delle catene cross-over ed è stata registrata la decima donazione samaritana avvenuta in Italia.
Per quanto riguarda i singoli organi, nel 2025 sono stati effettuati 2.367 trapianti di rene, 1.753 di fegato (+1,8%), 451 di cuore (+9,2%), 144 di polmone (-17,2%) e 35 di pancreas. Di questi, 183 interventi sono stati eseguiti in urgenza nazionale: 99 trapianti di cuore, 61 di fegato, 17 di polmone e 6 di rene. Il Report dà conto anche di 211 trapianti pediatrici: 93 di fegato, 90 di rene, 25 di cuore e 3 di polmone.
Torino guida la classifica dei trapianti, Padova prima per rene, polmone e pancreas A guidare la classifica degli ospedali italiani per numero complessivo di trapianti eseguiti nel 2025 è stata l’Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, con 482 interventi. Subito dopo si collocano l’Azienda ospedaliera di Padova, che ne ha effettuati 475, e il Policlinico di Bari, con 294 trapianti.
La distribuzione dei primati cambia però considerando le singole tipologie di organo. Torino si è confermata al primo posto per i trapianti di fegato, con 194 interventi. Padova ha invece conquistato la leadership nazionale in tre differenti ambiti: rene, con 264 trapianti, polmone, con 37, e pancreas, con 12. Al Policlinico di Bari spetta infine il primato per i trapianti di cuore, con 108 interventi eseguiti nel corso dell’anno.
Resta elevato il numero delle persone che aspettano un organo. Alla fine del 2025 i pazienti in lista erano 8.401, il 3,1% in più rispetto agli 8.146 dell’anno precedente. I tempi medi per arrivare al trapianto sono stati di 20 mesi per il rene, 4 mesi per il fegato, 8,1 mesi per il cuore, 8,7 mesi per il polmone e 8,5 mesi per il pancreas. Per i pazienti nelle condizioni più gravi, inseriti nei programmi di trapianto urgente, l’attesa è stata mediamente di pochi giorni: 2,5 per il fegato, 9,6 per il cuore e 10,8 per il rene, mentre per il polmone è stata di 29,9 giorni.
Resta il nodo delle opposizioni Nel 2025 i rifiuti alla donazione rilevati nelle terapie intensive si sono attestati al 29,2%, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 28,7% registrato nel 2024. Secondo le stime del Centro nazionale trapianti, questi “no” hanno impedito la realizzazione di circa 2.400 trapianti.
Nel confronto con gli altri grandi Paesi europei, il tasso di opposizione italiano risulta superiore a quello della Spagna, pari al 22%, ma rimane più contenuto rispetto a quelli registrati in Francia, dove raggiunge il 37,1%, nel Regno Unito, con il 41%, e in Germania, con il 49%.
Ancora più elevata è la quota dei “no” espressi dai cittadini in occasione del rinnovo della carta d’identità elettronica. Delle 3.766.794 dichiarazioni di volontà raccolte nei Comuni, 2.257.970, pari al 59,9%, sono state favorevoli alla donazione, mentre 1.508.824, corrispondenti al 40,1%, hanno espresso un’opposizione. Complessivamente, ha scelto di dichiarare la propria volontà il 58,9% dei cittadini che hanno rinnovato il documento.
Numeri in crescita anche per i tessuti. Le donazioni sono state 16.825 (+5,6%) e i trapianti 27.354 (+2,6%): tra gli incrementi più significativi figurano le donazioni di membrana amniotica (+28,2%) e di tessuto adiposo (+61,3%) e i trapianti di vasi (+17,4%).
Nel settore delle cellule staminali emopoietiche, gli iscritti attivi al Registro italiano dei donatori di midollo osseo hanno raggiunto quota 525.682, con 30.872 nuovi reclutamenti. Le donazioni effettive sono state 490 (+19,5%), mentre i trapianti realizzati grazie a un donatore volontario iscritto al Registro sono stati 1.161 (+6%).
Il Report fotografa anche lo sviluppo del programma nazionale di trapianto di microbiota fecale: dal suo avvio, nell’aprile 2020, sono stati effettuati 396 trattamenti in nove centri, con una risoluzione clinica nel 95% dei casi.
Completano il Report i capitoli dedicati all’attività di procurement e agli scambi di organi con l’estero, alla donazione di cellule riproduttive, all’attività ispettiva, al monitoraggio delle reazioni e degli eventi avversi e ai controlli di qualità dei laboratori di immunologia dei trapianti.
IL REPORT