Erboristerie: Federsalus fotografa un settore stabile

Erboristerie: Federsalus fotografa un settore stabile

Erboristerie: Federsalus fotografa un settore stabile
Presentata a Milano una ricerca Nielsen promossa da Federsalus, l’associazione delle aziende dei prodotti salutistici, che propone oltre a un’ampia mappa del settore delle erboristerie anche una ricognizione sull’andamento del comparto integratori nei canali farmacia, Iper+Super e parafarmacia.

Un settore che si mantiene sostanzialmente stabile e che, anzi, conosce in qualche misura anche una crescita. È quello delle erboristerie, fotografato a 360° da un’indagine della Nielsen, commissionata dalla Federsalus, l’Associazione delle aziende di prodotti salutistici, presentata Milano. Stando a quanto rilevato dai ricercatori Nielsen – a illustrare i dati dell’indagine è stata Antonella Atteno, Senior Consultant Nielsen Consumer Reasearch – l’andamento delle vendite degli ultimi dodici mesi nel comparto delle erboristerie è stato considerato sostanzialmente stabile dal 65% del campione (400 punti vendita su quasi cinquemila presenti in tutta Italia). E a questo giudizio va aggiunto quello ancor più positivo espresso dal  16% degli erboristi che parlano di una crescita del 13% del volume di vendite. Considerazioni negative vengono invece dal restante  19% che, al contrario, lamenta flesisoni nell’ordine del 16%. Va detto – così come specifica la nota Federsalu che rende noti i dati dell’indagine – che a dichiarare una situazione di stabilità sono le erboristerie di grandi dimensioni e quelle concentrate in prevalenza al Sud; il calo di vendite va invece a focalizzarsi nell'Area 2 Nielsen (Nordest) e coincide con punti vendita di piccole dimensioni e con un solo addetto alla vendita. 
In generale – è stato osservato – non c’è una distribuzione difforme degli esercizi sul territorio: le erboristerie appaiono infatti equamente distribuite – sia pure con modalità diverse – in tutta la Penisola. A giocare un ruolo importante sull’aumento delle vendite sono i cambiamenti intervenuti nella domanda del consumatore finale che è diventato fidelizzato e sempre più sensibile all’aspetto  “naturale”.
Per quanto attiene ai prodotti più “gettonati” dal pubblico, gli integratori alimentari e i cosmetici sono in vendita in tutti gli esercizi presi a campione. E hanno un peso non indifferente sul fatturato rappresentandone, rispettivamente, il 37% e il 30%. Gli integratori alimentari più richiesti sono quelli per favorire le funzioni dell'apparato digerente e quelli per il controllo del peso. Le erbe sfuse ottengono buoni risultati di vendita specialmente nelle Regioni meridionali, mentre al Nord l’acquirente predilige il prodotto confezionato. Le erboristerie, inoltre, propongono in misura minore prodotti alimentari e oggettistica.
II 53% delle erboristerie intervistate dichiara di avere introdotto nuovi prodotti in assortimento. Tra le categorie con il maggior tasso di novità ci sono ancora gli integratori alimentari e  i cosmetici, che beneficiano di trend positivi. A generarli non solo la trasformazione della domanda, ma anche la trasformazione dell'offerta derivante dall'ampliamento delle referenze, dei cataloghi e dei brand.
La maggior parte delle erboristerie non fornisce altri servizi oltre la vendita. Le eccezioni si concentrano nel proporre test sulle intolleranze alimentari o la consulenza del naturopata nei punti vendita di medie dimensioni. A questo proposito la ricerca si sofferma sui processi d'acquisto all'interno del punto vendita, segnalando l'importanza del consiglio dell'erborista. Il cliente, infatti, si reca in erboristeria per essere assistito nella scelta dei prodotti ed è disposto a riconoscere un prezzo extra per tale consulenza. Gli stessi clienti chiedono inoltre un'estensione dei servizi tra i quali la consulenza del nutrizionista e i test su allergie e intolleranze alimentari. 
Restando nel campo degli integratori, l’appuntamento milanese con Federsalus è stato caratterizzato anche dalla presentazione di un’ulteriore indagine Nielsen, relativa all'andamento del comparto integratori nei canali Farmacia, Iper+Super e Parafarmacia (a curarla è stato Riccardo Bruno, Nielsen Client Executive). Secondo le rilevazioni dell'Istituto, nell'anno terminante ad agosto 2011 sono state vendute in Italia circa 135 milioni di confezioni di integratori alimentari (+7%) per un valore commerciale di 1,8 miliardi di Euro (+11%), a riprova della buona salute di questo comparto a fronte dell’imperante crisi economica.
Le dinamiche di categoria all'interno dei canali distributivi vedono prevalere in farmacia, la categoria dei fermenti lattici (vendite per 231 milioni di euro), seguiti dagli integratori per il controllo del peso (86 milioni di euro) dovuti in larga misura a nuovi lanci di prodotto; tra le categorie in crescita ci sono anche gli antiossidanti.  Tra i prodotti che invece seguono tendenze di segno opposto si segnala la flessione – costante – dei multivitaminici che si scontrano con una domanda rivolta ormai a prodotti venduti fuori canale.  Com’è stato ricordato tra le categorie in progerssiva crescita una menzione speciale –  su molti brand – va data ai calmanti e favorenti il sonno (+19%). In questo settore, infatti, occorre tener conto di fattori oggettivi come gli stili di vita ma anche la stessa situazione di crisi che pesano e non poco sugli stili di vita dei consumatori.
A conferma dei dati della farmacia ci sono quelli del canale Iper+Super praticamente allineati ai primi (+10,4% a valore e +7,4% in volume). Qui la categoria più rilevante appare quella degli integratori per il controllo del peso (vendite per circa 17 milioni di euro), seguita dagli integratori sportivi (+ 17%), lassativi (+13 %) e tonici (+13%). Altre categorie in vista nella GDO sono gli integratori salini, che beneficiano dello “switch” di un brand leader, e i sistemici per capelli.
Passando al canale parafarmacia è possibile operare un confronto tra la vendita di farmaci OTC+SOP e quella degli integratori alimentari. Su un valore complessivo di 3,8 miliardi di euro, gli integratori detengono una quota del 48% contro il 52% dei farmaci da banco. La differenza però è solo apparente: gli integratori alimentari hanno conosciuto uno sviluppo ben maggiore se si considera, com’è stato ricordato, che il 2% di incremento a valore rilevato nei farmaci è dovuto al mero aumento di prezzo. Nello specifico i farmaci da banco prevalgono nelle categorie lassativi e prodotti per il mal di gola. Di contro, gli integratori alimentari prendono il largo nei tonici e negli integratori salini.
Un ulteriore punto sviluppato da Bruno, riguarda il ruolo dell'innovazione. Rispetto ai farmaci OTC e SOP, la velocità d'innovazione degli integratori è considerevolmente superiore: negli integratori alimentari, ad esempio, il saldo tra referenze nuove e referenze uscite è a vantaggio delle prime, a conferma di un alto tasso di natalità.  I nuovi codici vanno a sviluppare vendite per 123 milioni di euro. Se poi si somma il loro fatturato (5%) con quello generato dai prodotti lanciati nel corso del 2010 (16%), il contributo dell'innovazione al fatturato totale degli integratori alimentari nel periodo di riferimento è pari al 21%. Appare dunque evidente come l'innovazione rivesta un ruolo chiave ai fini della crescita del mercato.

04 Ottobre 2011

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