Eurostat: Ictus e infarti causano la morte di 1 europeo su 5. Ogni anno 1,1 mln di decessi. Ma rispetto a 10 anni fa si muore di meno. Italia nella media Ue

Eurostat: Ictus e infarti causano la morte di 1 europeo su 5. Ogni anno 1,1 mln di decessi. Ma rispetto a 10 anni fa si muore di meno. Italia nella media Ue

Eurostat: Ictus e infarti causano la morte di 1 europeo su 5. Ogni anno 1,1 mln di decessi. Ma rispetto a 10 anni fa si muore di meno. Italia nella media Ue
La quota più alta di morti dovuti ad attacchi di cuore si registra in Lituania (36,7%), mentre la Francia è il Paese dove causa meno morti (6%). Per quanto riguarda l’ictus la mortalità più alta è in Bulgaria (19,7%) la minore ancora in Francia (5,7%). In ogni caso in media tra ictus e infarti rispetto a 10 anni fa si muore di meno. IL FOCUS

Nell'Unione europea nel 2013, gli attacchi di cuore (circa 644.000 decessi) e l’ictus (circa 433.000 decessi) sono stati la causa della morte per quasi 1,1 milioni di persone, pari al poco più di 1 a 5 decessi (21,6%). Dal 2000 tuttavia, la quota di infarti e ictus mortali è diminuito costantemente: rispettivamente dal 16,6% (infarti) e il 11,5% (ictus) di tutti i decessi nel 2000 si è passati al 12,9%  (infarti) e 8,7% (ictus) nel 2013. A pubblicare i numeri è Eurostat in un suo report dove ricorda anche come “il rischio di morire di un attacco di cuore o ictus aumenta chiaramente con l'età, con gli attacchi di cuore e ictus che sono responsabili di meno del 10% di tutti i decessi tra le persone con meno di 40 anni in Europa, tra il 10% e il 20% per quelli di età compresa tra 40-69 anni e per oltre il 20% per i più anziani”.
 
I numeri negli Stati. La Francia il Paese dove si muore di meno. Italia in media. La quota più alta nella Ue di morti dovuti ad attacchi di cuore si registra in Lituania (36,7%), seguita dalla Lettonia (28,9%), Slovacchia (27,9%), Repubblica Ceca (25,7%) e Ungheria (25,3%). Al contrario, gli attacchi di cuore hanno rappresentato meno del 10% di tutte le cause di morte in Francia (6,0%), seguita da Portogallo (6,5%), Paesi Bassi (6,6%), Belgio (7,6%), Danimarca (7,9%), la Spagna (8,6%) e Lussemburgo (9,7%). Nella UE, i decessi a causa di attacchi di cuore rappresentato il 12,9% di tutti i decessi. L’Italia è poco sotto la media con l’11,9%, pari a 71mila morti l’anno.
 
Per quanto riguarda le morti causate da ictus, le percentuali maggiori sono state registrate in Bulgaria (19,7%), in Romania (18,7%) e Lettonia (17,0%), seguita da Croazia e Lituania (entrambi 14,3%), così come la Grecia (13,4%). All'estremo opposto della scala, la Francia (5,7%), Danimarca (6,4%), il Belgio e la Germania (entrambi 6,5%),  Irlanda, Lussemburgo e Austria (tutte 6,6%) e Paesi Bassi (6,7%) hanno registrato azioni sotto del 7%. A livello UE,
colpi sono stati responsabili per il 8,7% di tutti i decessi nel 2013. L’Italia in questo caso è sopra la media con il 9,7%, pari a 58mila decessi.
 
Ma negli ultimi 10 anni si registra un calo della mortalità sia per ictus che per infarto. Rispetto al 2000, la percentuale di decessi a causa di attacchi di cuore è scesa nella maggior parte degli Stati membri, nonostante una popolazione complessiva che si è invecchiata. Tra questi, le più notevoli diminuzioni sono state registrate in Estonia (dal 32,3%
nel 2000 al 23,0% nel 2010, -9,3 punti percentuali), in Danimarca (-8,0 pp), il Regno Unito (-7,7 pp), e Svezia (-6,9 pp). Incrementi sono stati osservati invece in Lituania (+4,3 pp), Repubblica Ceca (+4,2 pp), Ungheria (+3,3 pp) e Croazia (+2,9 pp). Per quanto riguarda l’Italia c’è stato un calo dell’1,2%.
 
Una tendenza simile al ribasso vale per le morti per ictus. Il più grande calo della quota di decessi tra il 2000 e il 2013 è stato registrato in Portogallo (dal 19,8% al 11,5%, o -8,4 pp), in vista di Estonia (-7,9 pp), la Repubblica Ceca (-6,4 pp), l'Austria (-5,0 pp) e Lussemburgo (-4,9 pp). Gli unici aumenti sono stati in Lituania (+1,7 Pp), Bulgaria e Slovacchia (entrambi +0,9 pp). L’Italia ha visto un calo del 2,3 punti percentuali.

04 Maggio 2016

© Riproduzione riservata

Liste d’attesa. Nel primo semestre 2026 oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi di garanzia. Ma restano quasi 2,8 milioni di prestazioni fuori soglia. Il nuovo report Agenas
Liste d’attesa. Nel primo semestre 2026 oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi di garanzia. Ma restano quasi 2,8 milioni di prestazioni fuori soglia. Il nuovo report Agenas

Oltre 1,6 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici in più erogati entro i tempi massimi di garanzia rispetto allo scorso anno. È questo il dato più significativo che emerge...

Sicurezza stradale. Oms: morti sulle strade in calo del 21% nel mondo, ma ogni anno perdono ancora la vita 1,16 milioni di persone
Sicurezza stradale. Oms: morti sulle strade in calo del 21% nel mondo, ma ogni anno perdono ancora la vita 1,16 milioni di persone

Nonostante una crescita senza precedenti della mobilità globale, con oltre un miliardo di nuovi veicoli entrati in circolazione negli ultimi quindici anni, il numero delle vittime della strada è diminuito...

Fame nel mondo in calo per il terzo anno consecutivo, ma 645 milioni di persone restano colpite
Fame nel mondo in calo per il terzo anno consecutivo, ma 645 milioni di persone restano colpite

La fame nel mondo è diminuita per il terzo anno consecutivo nel 2025, dimostrando che i progressi sono possibili. Tuttavia, i miglioramenti restano fragili, distribuiti in modo disomogeneo e insufficienti...

Energy drink, SIP: “Quasi 4 adolescenti su 10 iniziano prima dei 12 anni”
Energy drink, SIP: “Quasi 4 adolescenti su 10 iniziano prima dei 12 anni”

Quasi 4 adolescenti consumatori su 10 hanno iniziato ad assumere energy drink prima dei 12 anni e, in alcuni casi, addirittura prima dei 9. È il dato che emerge da...