Farmacie come presidi territoriali di salute. La Corte dei conti sull’ipotesi di nuovo Acn

Farmacie come presidi territoriali di salute. La Corte dei conti sull’ipotesi di nuovo Acn

Farmacie come presidi territoriali di salute. La Corte dei conti sull’ipotesi di nuovo Acn
Le farmacie sono destinate a diventare presidi di salute sul territorio, in collaborazione con sindaci e Asl, secondo il nuovo Accordo collettivo nazionale. La Corte dei conti ha espresso un giudizio positivo sul modello, che distingue tra farmacie urbane e rurali e mira ad ampliare i servizi sanitari e assistenziali, anche a domicilio. Centrale l’attenzione ai cittadini fragili, ma resta la necessità di un impegno più concreto verso gli anziani, soprattutto nei piccoli comuni

Le farmacie saranno di qui a poco, a tutti gli effetti, presidi della salute locale, in stretta collaborazione con i sindaci e con le Asl, così come delineato dalla ratio dell’Accordo collettivo nazionale. Un’ipotesi negoziale pubblico-privata ispirata a rendere la convenzione con le farmacie più funzionale a dare una concreta risposta alle nuove «esigenze del cittadino che, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione, richiede interventi e servizi sempre più fruibili nel territorio, in special modo per la prevenzione e la cura delle patologie croniche» (si veda qui articolo di oggi).

Così si è espressa la Corte dei conti il 4 agosto scorso, con la delibera n. 10/SSRRCO/CCN/2025 delle Sezioni Riunite in sede di controllo (pres. Carlino, rel. Randolfi), relativamente all’ipotesi ACN per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private.

I temi affrontati dal Giudice dei controlli sono stati ben scanditi e valutati singolarmente, tenendo conto della tipologia delle farmacie operanti: quelle urbane e quelle rurali, queste ultime site nei comuni fino a 5 mila abitanti. Tutto ciò messo in relazione all’estensione dell’attività delle farmacie quali presidi sanitari erogatori anche di servizi diagnostici e complementari, nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

I sindaci, quali massime autorità sanitarie locali, avranno pertanto tanto da vigilare quotidianamente e soprattutto molto da comunicare ai propri cittadini, contribuendo così a incentivare lo sviluppo della frequenza delle reti assistenziali, con particolare riferimento alla consegna e ai servizi a domicilio, con attenzione ai soggetti fragili e ai malati terminali.

Al riguardo, prescindendo dalle tante cose utili regolamentate nella bozza dell’ACN con esemplare minuzia (monitoraggio della spesa, presa in carico del paziente, gestione degli screening, eticità del mercato e così via), ci si sarebbe aspettato una maggiore enfasi e un contributo pratico in favore degli anziani, al di là dell’anzidetta enunciazione di carattere generale. Quei soggetti deboli, ma nello stesso tempo diversamente giovani, che oramai rappresentano una quota maggioritaria nella Nazione. Una popolazione che rappresenta l’esclusiva demografica dei piccoli paesi, a grande pericolo esistenziale, ove le farmacie dei servizi potrebbero assumere un ruolo determinante per la loro continuità.

Una “idea” nei confronti della quale era da aspettarsi una doverosa sottolineatura da parte dell’organo massimo di controllo dei conti del Paese.

Ettore Jorio

Ettore Jorio

11 Settembre 2025

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