Giovani inattivi. Per i genitori Usa il problema è la mancanza di tempo, il disinteresse, schermi e video giochi

Giovani inattivi. Per i genitori Usa il problema è la mancanza di tempo, il disinteresse, schermi e video giochi

Giovani inattivi. Per i genitori Usa il problema è la mancanza di tempo, il disinteresse, schermi e video giochi

Sondaggio nazionale dell’ospedale pediatrico del Michigan, Mott Children’s Hospital, su un campione di oltre 2mila genitori con figli tra i 13 e i 25 anni di età. Un genitore su tre afferma che il proprio figlio adulto è poco attivo o inattivo, 3 su 4 hanno cercato di incoraggiarlo a muoversi di più. Il report

La sedentarietà è un problema di salute pubblica sempre più esteso anche tra i giovani. Lo conferma anche il sondaggio nazionale realizzato a febbraio in Usa dall’ospedale pediatrico del Michigan Mott Children’s Hospital su un campione di oltre 2mila genitori con figli tra i 13 e i 25 anni di età e pubblicato ieri.

I genitori che descrivono il livello di attività fisica abituale dei loro figli adulti come molto attivi rapprsentano il 26%, moderatamente attivi il 41%, minimamente attivi il 28% e inattivi il 5%. I genitori riferiscono che l’attività fisica dei loro figli include allenamento con attrezzi (43%), attività legate al lavoro (41%), esercizi cardio (33%), attività all’aperto (31%), attività ricreative (17%) e sport organizzati (14%).

Secondo i genitori, i fattori che impediscono ai figli adulti di svolgere sufficiente attività fisica includono la mancanza di tempo (36%), la mancanza di interesse (23%), il tempo trascorso davanti allo schermo/videogiochi (17%), la mancanza di compagnia per praticare attività fisica (13%), i costi (10%) e limitazioni legate alla salute (11%). I genitori che considerano il proprio figlio adulto poco attivo/inattivo, rispetto a quelli che lo considerano moderatamente/molto attivo, sono più propensi a citare la mancanza di interesse (57% contro 7%), il tempo trascorso davanti allo schermo/videogiochi (31% contro 11%) e limitazioni legate alla salute (20% contro 7%).

I genitori hanno cercato di incoraggiare i figli a essere più attivi fisicamente, richiamandoli verbalmente (73%), suggerendo loro delle attività da provare (61%), svolgendo un’attività insieme (50%), pagando per un’attività (27%) o offrendo una ricompensa per l’attività fisica (18%). I genitori che classificano il proprio figlio adulto come minimamente attivo/inattivo, rispetto a quelli che lo classificano come moderatamente/molto attivo, sono più propensi a ritenere che i loro sforzi non abbiano avuto successo.

I genitori che classificano il proprio figlio adulto come minimamente attivo/inattivo, rispetto a quelli che lo classificano come moderatamente/molto attivo, sono più propensi a pensare che il livello di attività fisica del figlio possa causare problemi di salute (69% contro 14%) o avere un impatto negativo sulle sue opportunità di lavoro (17% contro 3%), e leggermente più propensi a riferire che un operatore sanitario abbia parlato con il figlio adulto della sua forma fisica o attività fisica negli ultimi due anni (26% contro 21%).

21 Aprile 2026

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