Health technology. Sanità Usa e italiana a confronto

Health technology. Sanità Usa e italiana a confronto

Health technology. Sanità Usa e italiana a confronto
Se ne è parlato in un meeting del Cnr di Pisa. Al centro dei lavori il rapporto dell’Huron Consulting Group. Ad accomunarle i due sistemi sanitari la necessità di fare i conti con risorse limitate che obbligano a gestire managerialmente e con una nuova visione e approccio strategico la materia.

Spending review e la sfida dell'innovazione tecnologica in sanità. Sono stati questi i temi cardine del convegno “Innovazione e cambiamento – nuove tecnologie, applicazioni, processi e servizi per la sanità e il benessere delle persone”, tenutosi a Pisa il 4 luglio presso l'auditorium dell’area della ricerca del Cnr e organizzato dalla Paim e da Artide & Antartide, con il patrocinio della regione Toscana e della Società Italiana di Telemedicina e sanità elettronica.

Il convegno ha preso spunto dal recente rapporto dell’Huron Consulting Group “Leading Through Transformation: Top Healthcare CEO’s Perspectives on the Future of Healthcare” – "Guidare attraverso il cambiamento: la prospettiva sul futuro dell’healthcare" dai migliori amministratori nel mondo della sanità americana.

Il rapporto sintetizza le opinioni emerse dall’Huron Healthcare CEO Forum nel quale si sono discusse le priorità strategiche del settore nei prossimi anni. Pur facendo i dovuti distinguo tra i due diversi sistemi sanitari, quello italiano e quello americano, e i diversi contesti istituzionali, normativi e di dinamiche economico-finanziarie e sociali, entrambi i sistemi, come tutti gli altri sistemi sanitari nazionali, devono fare i conti con risorse limitate e in decrescita progressiva, che obbligano a gestire managerialmente e con una nuova visione e approccio strategico la materia.

E in relazione a questi temi sono emerse diverse proposte:
1. Spostamento del focus “dal volume al valore” e quindi alla qualità;
2. Cambiamento del modello di realizzazione della prestazione in accordo con il punto 1) e quindi re-immaginare il “chi, cosa, quando, dove e come” in relazione alla propria missione, al proprio impatto nel sociale, al riconoscimento dello stesso nel pubblico nella più larga accezione di società e non solo di Stato e alla qualità.
2. Organizzazione in cui le risorse multidisciplinari lavorano in modo integrato, efficace ed efficiente.
3. Contenimento dei costi focalizzando l’attenzione su quanto genera valore aggiunto in modo sostenibile in un contesto in cui si passa da un modello basato su un margine sulla prestazione ad un modello basato su budget tutto inclusivo.

06 Luglio 2013

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