Incidenti in moto: Il paraschiena riduce la probabilità di lesioni alla colonna, ma solo 1 su 10 lo usa

Incidenti in moto: Il paraschiena riduce la probabilità di lesioni alla colonna, ma solo 1 su 10 lo usa

Incidenti in moto: Il paraschiena riduce la probabilità di lesioni alla colonna, ma solo 1 su 10 lo usa
L’uso del paraschiena ridurrebbe la probabilità di lesioni gravi o mortali alla colonna in caso di incidente. Lo rivelano i dati preliminari del progetto ST.E.P. (Studio Efficacia Paraschiena), iniziato un anno fa e condotto dall’Iss in collaborazione con la Polizia Stradale, che saranno presentati oggi a Milano in occasione dell’Eicma. 

Secondo i dati soltanto un utente su dieci delle due ruote motorizzate usa un paraschiena o un giubbotto con airbag. Eppure da questa prima fase dell’indagine è emerso un primo risultato preliminare (in attesa di conferma a fine studio): tra i soggetti più gravi (ricoverati e deceduti), la percentuale di lesioni alla colonna è pari al 9,5% in coloro che usavano un dispositivo di sicurezza elevata (paraschiena e/o airbag) mentre risulta essere del 14,9% in coloro che non erano adeguatamente protetti. 
Il progetto STEP ha avuto inizio a dicembre del 2011 e a quasi 1 anno dal suo inizio sono stati registrati 750 incidenti a motocicli (80%) e ciclomotori (20%) soprattutto in area extraurbana. 
In totale, sono stati analizzati dati di 750 incidenti che hanno visto coinvolti 817 soggetti infortunati, 642 motociclisti (78,6%) e 175 ciclomotoristi (21,4%). 

Gli incidenti sono stati rilevati maggiormente in zona extraurbana (56%), su strade comunali, provinciali o in autostrade e raccordi autostradali. 
Complessivamente oltre 1 utente su 10 fa uso di un dispositivo paraschiena ad alta protezione, con percentuali molto diverse tra motociclisti (15%) e ciclomotoristi (2%). 
I ciclomotoristi usano di meno anche in casco rispetto ai motociclisti (91% contro 98%) 
L’ambiente prevalentemente extraurbano favorisce le alte velocità e quindi la maggiore gravità delle lesioni. La percentuale dei decessi del campione(6,7%) è molto più elevata rispetto ai dati relativi al complesso degli incidenti stradali che riportano a livello nazionale, per l’anno 2011, una percentuale dello 0,8% per gli autoveicoli e dell’1,5% per le due ruote motorizzate. Risultato, peraltro, in linea con quello osservato nel solo ambiente extra-urbano a livello nazionale: 5,1% di mortalità per gli infortuni sulle due ruote motorizzate. 
Gli incidenti in zona extraurbana, a causa delle velocità medie più elevate, esitano in eventi a più elevata gravità (più ricoveri e più decessi) 
Complessivamente, su 817 soggetti infortunati, 43 hanno riportato lesioni alla colonna, pari al 5,3% del totale. Il distretto della colonna più interessato è stato quello toracico con la metà dei casi (51%), seguito da quello cervicale (30%). Il trauma spinale, pur essendo grave, raramente porta al decesso, tanto che tra le cause del decesso, le lesioni degli organi interni o il politrauma rendono conto del 41% dei casi, il trauma cranico 33% mentre c’è stato appena 1 solo caso avente causa di decesso il trauma spinale. 

Gli incidenti stradali ancora oggi rimangono un problema per la sanità pubblica, causando ogni anno – secondo gli ultimi dati ufficiali – 3.860 morti a cui si aggiungono, in base alle stime dell'Istituto Superiore di Sanità, circa 15.000 invalidi gravi, 100.000 ricoveri ospedalieri e oltre 1.000.000 di prestazioni di pronto soccorso, con elevatissimi costi sanitari, sociali ed economici. 
Negli ultimi anni, a fronte di una riduzione sensibile dell'incidentalità stradale nel suo complesso (-46% in 10 anni), il numero di morti e feriti sulle 2 ruote motorizzate rimane piuttosto stabile (ancora 1.142 morti nel 2011, pari al 30% del totale). Questo anche a causa dell'aumento del numero dei motocicli circolanti, sempre più considerati strumento chiave nella mobilità urbana.

14 Novembre 2012

© Riproduzione riservata

L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”
L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”

L’interoperabilità dei dati sanitari rappresenta una delle principali leve per rendere più efficienti, sicuri e sostenibili i sistemi sanitari. Eppure, nonostante gli ingenti investimenti nella digitalizzazione degli ultimi vent’anni, la...

Screening oncologici 2025: più di un italiano su 2 non aderisce. Migliora la mammografia e frena lo screening cervicale. Resta il divario Nord-Sud
Screening oncologici 2025: più di un italiano su 2 non aderisce. Migliora la mammografia e frena lo screening cervicale. Resta il divario Nord-Sud

Sono oltre 17,7 milioni i cittadini invitati nel 2025 ai programmi di screening oncologico organizzati dal Servizio sanitario nazionale e più di 7,5 milioni quelli che hanno aderito ai controlli....

Oltre uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo
Oltre uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo

Più di uno studente italiano su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato all'uso problematico dei social media, al gaming o al...

Incidenti stradali, 2.868 vittime in Italia bel 2025 (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). I dati Istat
Incidenti stradali, 2.868 vittime in Italia bel 2025 (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). I dati Istat

Nel 2025 il livello di mobilità è tornato ai livelli prepandemici, con una riduzione del numero delle vittime per incidentalità stradale nell’ultimo anno a fronte di un incremento degli incidenti...