Iss: rischio depressione per più di un italiano su 20

Iss: rischio depressione per più di un italiano su 20

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Donna, con basso grado di istruzione, non lavoratrice. È questo il profilo più frequente delle persone che presentano sintomi depressivi secondo i dati del sistema di sorveglianza "Passi" coordinato dall'Istituto superiore di sanità. Solo 3 su 5 chiedono aiuto al medico o a un familiare.

Il 6,4 per cento degli italiani tra i 18 e i 69 anni riferisce i sintomi di umore depresso e/o perdita di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività.È quanto emerge dalle rivelazioni annuali del sistema di sorveglianza Passi coordinato coordinato dal Centro Nazionale di Epidemiologia e Promozione della Salute (CNESPS) dell’Istututo superiore di sanità.
“Il dato di prevalenza dei sintomi di depressione del sistema di sorveglianza Passi – ha spiegato Antonella Gigantesco, coordinatrice del reparto salute mentale del CNESPS – può essere considerato in linea con quello riportato dallo studio ESEMeD (pari al 3%), tenuto conto che ESEMeD ha utilizzato un’intervista strutturata e completa che consentiva di fare diagnosi di depressione maggiore. Nel Passi invece sono state utilizzate solo le 2 domande di screening su umore depresso e perdita di interesse considerate dalla letteratura scientifica sufficienti per individuare le persone a rischio di depressione in quanto riguardanti i sintomi essenziali dell’episodio depressivo maggiore”.Quella stimata dall’indagine, dunque, non è la diffusione della depressione vera e propria nella popolazione italiana, ma dei principali campanelli d’allarme che possono precedere la patologia.
I dati mostrano che sono le donne a essere più colpite dai disturbi, soprattutto se con basso livello di istruzione, senza lavoro e con difficoltà economiche.
In particolare, la prevalenza dei sintomi depressivi nelle donne è del 9 per cento (4 per cento negli uomini), quella nelle persone con titolo di studio elementare il 12 per cento (4 per cento nei laureati); si arriva al 15 per cento in quanti hanno molte difficoltà economiche (contro il 4 per cento in chi non ha difficoltà economiche) e al 9 per cento in quanti non lavorano (contro il 5 per cento nei lavoratori).
Frequente è la presenza di sintomi depressivi in persone con malattie croniche come ictus, infarto e altre patologie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie e del fegato, tumori (in questa fascia della popolazione è colpito da sintomi depressivi il 13 per cento del campione).
Soltanto 3 su 5 tra quanti soffrono i sintomi depressivi chiede aiuto a qualcuno: il 34 per cento di essi a un medico, il 19 ai propri familiari e il 7 sia a un medico sia ai familiari.
Infine le conseguenze sulla qualità della vita: meno di un terzo di chi riferisce sintomi di depressione (31%) descrive il proprio stato di salute come “buono” o “molto buono”, contro il 70 per cento delle persone senza sintomi depressivi. Tra le persone che dichiarano sintomi di depressione, è significativamente più alta sia la media di giorni in cattiva salute fisica e mentale sia quella dei giorni con limitazioni di attività. 

11 Luglio 2011

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