Lavoro. Sempre più camici bianchi all’estero: negli ultimi 3 anni +40%

Lavoro. Sempre più camici bianchi all’estero: negli ultimi 3 anni +40%

Lavoro. Sempre più camici bianchi all’estero: negli ultimi 3 anni +40%
E' quanto emerge da un'elaborazione dell'Adnkronos Salute su dati ministeriali. Le mete più gettonate sono Germania, Gran Bretagna e Danimarca. E  le stime per il 2013 fanno ipotizzare l'invio di circa 1.600 richieste al 31 dicembre di quest'anno.

Negli ultimi anni sempre più medici, dentisti, veterinari e farmacisti hanno chiesto al ministero della Salute i documenti indispensabili (attestato di conformità Ue) per poter lavorare all'estero, all'interno della Comunità europea. E’ quanto emerge da uno studio dell’Adkronos Salute sulla base dei dati del ministero della Salute.

Le mete più gettonate sono Germania, Gran Bretagna e Danimarca. Dal 2009 al 2012 si è infatti registrato un aumento di queste richieste pari al 40%. Negli ultimi quattro anni sono arrivate al ministero di Lungotevere Ripa circa 5.000 richieste di questo tipo.

Se nel 2009 a chiedere i documenti per esercitare la professione all'estero sono stati 1.017 professionisti, alla fine di quest'anno le richieste dovrebbero toccare la soglia di 1.600. Nel 2009 sono stati aperti 1.017 fascicoli relativi a professionisti (medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti) che hanno chiesto i certificati per la libera circolazione nei Paesi Europei; nel 2010 le richieste sono state 1.151. E ancora: 1.201 nel 2011 e 1.413 nel 2012. Nei quattro anni analizzati le richieste di migrazione sono state in totale 4.782. Si tratta insomma di un trend in continua crescita. Le stime effettuate dagli esperti del ministero della Salute per il 2013 fanno ipotizzare l'apertura di circa 1.600 fascicoli al 31 dicembre di quest'anno.

Il ministero di Lungotevere Ripa precisa che "la richiesta dell'attestato di conformità, di per sè, non è direttamente riconducibile alla volontà del professionista di trasferirsi nell'immediato in un Paese dell'Unione Europea, né tantomeno che il professionista abbia già un'offerta di lavoro in un Paese dell'Unione". Il ministero sottolinea inoltre che nei dati globali "rientrano anche i neo laureati che pensano di frequentare una scuola di specializzazione all'estero".
 

17 Luglio 2013

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