Malattie meningococciche. Dalla Siti una chiamata all’azione per prevenirle

Malattie meningococciche. Dalla Siti una chiamata all’azione per prevenirle

Malattie meningococciche. Dalla Siti una chiamata all’azione per prevenirle

La Società  d’Igiene presenta il Documento “Le malattie meningococciche: epidemiologia e ruolo della vaccinazione nella prevenzione”. Dalla tempestività della vaccinazione alla sua estensione negli adolescenti, passando per le dosi “booster” e il miglioramento della comunicazione a famiglie e operatori.

In un momento di rinnovata attenzione internazionale per la malattia meningococcica, anche alla luce del recente outbreak segnalato nel Regno Unito, il Gruppo di Lavoro “Vaccini e Politiche vaccinali” della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), presenta un nuovo documento scientifico dal titolo: “Le malattie meningococciche: epidemiologia e ruolo della vaccinazione nella prevenzione”. Questo scenario rafforza l’urgenza di mantenere elevata la vigilanza epidemiologica e di implementare strategie vaccinali efficaci e tempestive, anche nei Paesi a bassa incidenza come l’Italia.

Il documento, elaborato da un panel multidisciplinare di esperti italiani, offre un’analisi aggiornata dell’epidemiologia della malattia e definisce le strategie vaccinali fondamentali per rafforzare la prevenzione in Italia.

“Nel documento vengono individuate alcune azioni prioritarie: eseguire la vaccinazione tempestivamente secondo il corretto timing, estendere ed uniformare la vaccinazione negli adolescenti, rafforzare i richiami (booster), migliorare la comunicazione verso le famiglie e gli Operatori sanitari e, infine, implementare i sistemi di chiamata attiva e reminder” spiega Enrico Di Rosa, presidente della SItI.

La malattia meningococcica invasiva, ricorda la Società di Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica in una nota, “è una patologia imprevedibile e potenzialmente fatale, che può colpire individui sani e progredire rapidamente, con esiti gravi o permanenti in circa il 20% dei sopravvissuti. Nonostante la relativa rarità, il suo impatto sanitario e sociale resta elevato, soprattutto nei gruppi più vulnerabili: neonati e bambini piccoli, adolescenti e giovani adulti, ma anche soggetti con condizioni di rischio”.

Il documento evidenzia come, anche in Italia, si registri un aumento dei casi negli ultimi anni, con 115 casi notificati nel 2024, in crescita rispetto agli anni precedenti. Il sierogruppo B continua a rappresentare la principale causa di malattia invasiva, con un doppio picco di incidenza nei primi mesi di vita e in età adolescenziale.

Il panel di esperti italiani, inoltre, ribadisce con forza che la vaccinazione rappresenta il principale strumento per la protezione individuale, la riduzione della circolazione del batterio e lo sviluppo dell’immunità di comunità. “Tuttavia persistono criticità rilevanti: coperture vaccinali pediatriche inferiori agli obiettivi (79,6% per MenB a 24 mesi), ritardi nell’avvio del ciclo vaccinale, disomogeneità regionale nell’offerta agli adolescenti. Particolare attenzione viene posta proprio a questi ultimi, che rappresentano un nodo cruciale nella trasmissione del meningococco, con tassi elevati di portatori asintomatici”.

“Il controllo della malattia meningococcica richiede un approccio integrato, basato su evidenze scientifiche, sorveglianza epidemiologica e strategie vaccinali efficaci e uniformi su tutto il territorio nazionale. Il documento si propone come riferimento operativo per decisori, Operatori sanitari ed Istituzioni, contribuendo a rafforzare le politiche di prevenzione in un contesto epidemiologico in evoluzione” conclude Di Rosa.

30 Marzo 2026

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