Monitoraggio Fase 2. “Più casi rispetto a settimana precedente. Ma criticità resta bassa” Tutte le regioni con Rt sotto 1 tranne il Lazio. 5° Report Iss/Ministero

Monitoraggio Fase 2. “Più casi rispetto a settimana precedente. Ma criticità resta bassa” Tutte le regioni con Rt sotto 1 tranne il Lazio. 5° Report Iss/Ministero

Monitoraggio Fase 2. “Più casi rispetto a settimana precedente. Ma criticità resta bassa” Tutte le regioni con Rt sotto 1 tranne il Lazio. 5° Report Iss/Ministero
Pubblicato il 5° Report di Iss e Ministero della Salute. “È essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di “testing-tracing-tracking” in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia”. Il Lazio unica regione con Rt superiore a 1 a causa dei focolai della scorsa settimana. I REPORT REGIONALI

“Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 gg (periodo 8/6-14/6) di 6.03 per 100.000 abitanti. Tuttavia, a livello nazionale, si osserva un lieve aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, riscontrato sia nel flusso di sorveglianza coordinato dal Ministero della Salute e pubblicato sul sito della Protezione civile, sia nel flusso di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali”.


 


È quanto riporta il 5° Report di monitoraggio dell’epidemia pubblicato oggi da Iss e Ministero della Salute relativo all’analisi dei dati relativi al periodo 8-14 giugno 2020, successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020. Tutte le Regioni con Rt sotto 1 tranne il Lazio a causa dei focolai della scorsa settimana.
 
“Per i tempi – si legge – che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione 2-3 settimane prima, ovvero nell’ambito della seconda fase di riapertura (tra il 18 maggio e il 1 giugno 2020). Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero riferirsi a periodi precedenti”.
 
Il documento segnala come “in alcune realtà regionali, continua ad essere segnalato un numero di nuovi casi elevato. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante.In tutta la Penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in diverse Regioni/PPAA. Si conferma un Rt minore di 1 a livello nazionale e quasi nella totalità delle Regioni”.
 
“Sebbene tale riscontro – rimarca il report – possa essere in parte da attribuire alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti, questi segnali non devono essere sottovalutati in quanto evidenziano come l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa e come la situazione epidemiologica sia estremamente fluida”.
 
Per questo “è essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di “testing-tracing-tracking” in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. È anche fondamentale mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico”.
 
In conclusione nel report si rimarca come “la situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla seconda fase di transizione, è complessivamente positiva ma con alcuni segnali di allerta relativi alla trasmissione.  Questo descrive una situazione epidemiologicamente fluida che richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico”.
 
“È necessario – conclude – mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali per continuare a favorire la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche”.
 

19 Giugno 2020

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