Omicron. Ecdc segnala quasi 20mila casi nella UE/SEE e quasi 50mila nel mondo. I primi sette decessi correlati nel Regno Unito

Omicron. Ecdc segnala quasi 20mila casi nella UE/SEE e quasi 50mila nel mondo. I primi sette decessi correlati nel Regno Unito

Omicron. Ecdc segnala quasi 20mila casi nella UE/SEE e quasi 50mila nel mondo. I primi sette decessi correlati nel Regno Unito
Questo l’ultimo aggiornamento pubblicato questa sera ma fermo però al 19 dicembre. I Paesi più colpiti sembrerebbero il Regno Unito (circa 25mila casi), Danimarca (circa 15.500) e Norvegia (2.060) che da soli costituiscono l’85% dei casi confermati. Il che fa pensare che in realtà vi sia una forte sottostima dovuta a un tasso di sequenziamento ancora molto basso nella maggior parte dei Paesi.

Gli ultimi dati dell’Ecdc diffusi questa sera (ma aggiornati al 19 dicembre) rilevano altri 1.533 ulteriori casi di SARS-CoV-2 attribuibili alla variante Omicron per un totale di 4.691 casi confermati nei Paesi della UE/SEE più ulteriori 14.726 casi rilevati da tampone in Danimarca considerati comunque certi dalle autorità sanitarie danesi per un totale complessivo di 19.417 casi.
 
Casi confermati sono stati segnalati da 28 paesi: Austria (80), Belgio (164), Croazia (8), Cipro (31), Cechia (10), Danimarca (726 da sequenza genetica e 14.726 da tampone molecolare), Estonia (242), Finlandia (34), Francia (347), Germania (249), Grecia (17), Ungheria (2), Islanda (60), Irlanda (143), Italia (84), Lettonia (14), Liechtenstein (2), Lituania (5), Lussemburgo (1), Paesi Bassi (151), Norvegia (2.060), Polonia (7), Portogallo (69), Romania (13), Slovacchia (4), Slovenia (10), Spagna (69) e Svezia (89) secondo informazioni provenienti da fonti pubbliche. Inoltre, vengono segnalati numerosi casi probabili in diversi paesi.
 
La maggior parte dei casi per i quali sono disponibili informazioni sulla gravità restano asintomatici o lievi e all'interno dell'UE/SEE non sono stati finora segnalati decessi correlati a Omicron.
 
Anche se, avverte l’Ecdc, questi dati dovrebbero essere valutati con cautela in quanto il numero di casi confermati è troppo basso per capire se lo spettro clinico della malattia di Omicron differisce da quello delle varianti precedentemente rilevate.
 
Al di fuori dello spazio UE/SEE Paesi sono stati segnalati 30.220 casi confermati. I 67 paesi che hanno segnalato casi confermati sono: Algeria, Argentina, Australia, Bahrain, Bangladesh, Bermuda (Regno Unito), Botswana, Brasile, Cambogia, Canada, Cile, Cina, Cuba, Ecuador, Egitto, Fiji, Ghana, Gibilterra (Regno Unito), India, Indonesia, Iran, Israele, Giappone, Giordania, Kenya, Kuwait, Libano, Malawi, Malesia, Maldive, Mauritius, Messico, Montenegro, Marocco, Mozambico, Namibia, Nepal, Nuova Zelanda, Nigeria, Oman, Pakistan, Palestina, Filippine, Porto Rico, Qatar, Russia, Ruanda, Arabia Saudita, Senegal, Sierra Leone, Singapore, Sud Africa, Corea del Sud, Sri Lanka, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Uganda, Ucraina, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti d'America, Zambia e Zimbabwe.
 
Nel Regno Unito sono stati segnalati sette decessi correlati a Omicron.
 
Complessivamente, a livello globale si contano quindi 49.637 casi e sette decessi di cui, stante ai dati in nostro possesso al momento, l’85% risulterebbe solo in tre Paesi: Regno Unito (circa 25mila casi), Danimarca (circa 15.500) e Norvegia (2.060).
 
Negli altri Paesi il numero dei casi confermati è molto inferiore restando ancora conteggiato in pochi casi per Paese.
 
Un dato che, considerando che finora le altre varianti si sono diffuse con tempistiche e caratteristiche di prevalenza molto simili nel mondo, rende molto concreta l’ipotesi che in realtà vi siano molti più casi in generale di Omicron ma probabilmente non sequenziati massicciamente come sembra stia avvenendo in questi tre Paesi.

20 Dicembre 2021

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