Oms. Basta pubblicità alcolici. In Europa si beve troppo. Un piano per stroncare i consumi

Oms. Basta pubblicità alcolici. In Europa si beve troppo. Un piano per stroncare i consumi

Oms. Basta pubblicità alcolici. In Europa si beve troppo. Un piano per stroncare i consumi
Più di 12 litri di alcol puro l’anno pro capite, ovvero più di tre drink al giorno. E tra i 15 e i 64 anni quasi il 12% delle morti è conseguenza dell'alcol. Allo studio misure drastiche: pene più severe per chi beve e guida, niente pubblicità e aumento prezzi.

L’equivalente di 12,5 litri di alcool puro l’anno. 27 grammi di bevanda pura al giorno, ovvero l’equivalente di tre drink. Questo il consumo di alcolici del cittadino europeo medio, più alto che in qualsiasi altra parte del mondo. Il dato emerge dal più recente report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sponsorizzato dalla Commissione Europea, dal titolo “Alcohol in the European Union”. Nel documento viene inoltre analizzato in che modo influenzi la salute quanto spesso, dove e in che contesto si beve.
 
“È uno di quei primati di cui sarebbe meglio non vantarsi troppo, ma l’Europa consuma il doppio dell’alcool rispetto alla media mondiale: questo ha ripercussioni che sono facilmente immaginabili sia sul benessere dei bevitori che su quello di chi li circonda e dell’intera società”, ha commentato Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell’Oms per il continente. “Ma in ogni caso non tutto è perduto. Dal report emerge anche che il fardello dell’alcool per l’Europa è limitabile, dato che per ogni aspetto di questo problema il documento fornisce dei suggerimenti evidence-based per correre ai ripari con politiche mirate”.
Sebbene alto in tutte le zone europee, il consumo è più alto nell’Europa Centrale e in quella dell’Est (14,5 litri di alcool puro l’anno), rispetto all’Europa Occidentale (12,4 litri), all’Europa del Sud (11,2 litri) e alle nazioni più a nord (10,4 litri).
Ma il dato cambia leggermente quando si considerano le abitudini di consumo più pericolose, come il bere fuori dai pasti, in luoghi pubblici o il bere saltuariamente quantità di alcool molto grandi, pratica chiamata binge drinking. In questo caso, in una scala da 1 a 5, dove 1 indica il danno minore e 5 il rischio maggiore, le nazioni del Nord Europa segnano un valore di 2,8 che è solo lievemente più basso di quello dell’Europa Orientale (2,9), ma significativamente più alto delle nazioni del centro (1,5) e del Sud Europa (1,1).
 
Anche la distribuzione delle cause di morte per consumo di alcool sono diverse, a seconda delle abitudini della zona europea considerata: le cause di morte cardiovascolare o gli incidenti sono proporzionalmente più alti nell’Europa Centrale e in quella dell’Est, per via del grande volume di bevande consumato in queste zone in combinazione all’abitudine di bere in maniera irregolare grandi quantità d’alcool in singole giornate o serate. Nei paesi del Nord invece le morti più comuni causate dall’alcool sono quelle che riguardano malattie mentali, depressione o disordini neurologici, che fanno riferimento alle persone che presentano dipendenza. Il cancro è invece maggiormente presente nell’Europa del Sud, dove i livelli di consumo si sono abbassati solo recentemente e dunque si patiscono oggi le conseguenze dell’alcool assunto nelle scorse due decadi.
In ogni caso il numero di morti associate al bere è in media di 57 uomini e 15 donne ogni 100mila abitanti: l’11,8% di tutte le morti di persone di età compresa tra 15 e 64 anni nel 2004 è stata dovuta all’alcool; si tratta di 1 morte ogni 7 per gli uomini e 1 ogni 13 per le donne. Il picco verso l’alto si ha – di nuovo – nell’Europa dell’Est rispettivamente di 129 uomini e 27 donne morte per questa causa ogni 100 mila abitanti, mentre il record positivo si ha nel sud del continente, con 30 uomini e 10 donne.
Oltre a fare del male a loro stessi, gli europei che bevono troppo fanno però male anche a chi sta loro intorno: nel 2004 sono state oltre 5500 le morti di uomini di tutte le età, e oltre 2000 quelle per le donne, attribuibili alle abitudini di consumo altrui: si tratta del 3,3% di tutti i decessi di persone tra i 15 e i 64 anni, avvenute principalmente a causa di incidenti stradali, ma anche per violenza.
 
Per arginare questo problema l’Oms ha stabilito un piano d’azione per il periodo 2012-2020, il cui scopo è quello di far diminuire il consumo di alcool nel continente. Il programma è stato sottoscritto dai 53 stati membri nel 2011, e offre una serie di consigli di politiche su base regionale che dovrebbero ridurre i danni e i rischi per la salute di tutti: regolazione dei prezzi degli alcolici, perseguire chi si mette alla guida dopo aver bevuto, diminuire la pubblicità di alcolici e altro ancora.
 
Laura Berardi

29 Marzo 2012

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