Oncologia. Esperti inglesi: “Basta terapie troppo costose a malati senza speranza”

Oncologia. Esperti inglesi: “Basta terapie troppo costose a malati senza speranza”

Oncologia. Esperti inglesi: “Basta terapie troppo costose a malati senza speranza”
Interrompere la prescrizione di farmaci costosissimi ai pazienti terminali, che creano solo “false speranze” e mettono in ginocchio il sistema. È questa la posizione di un panel di 37 esperti del King’s College di Londra, che in un report pubblicato su The Lancet Oncology lanciano l’allarme sull’insostenibilità della spesa per l’assistenza oncologica che, nella sola Gran Bretagna, è salita da 2 miliardi di sterline nel 2002 agli oltre 5 miliardi attuali.

Il costo dell’assistenza ai malati oncologici sta diventando insostenibile per i sistemi sanitari. E lo sarà sempre di più. Perché con l'allungamento dell'aspettativa di vita, cresce il numero di malati e, al contempo, i costi delle terapie. Per questo diventa ora necessario mettere in atto misure di contenimento di questa voce di spesa. A partire dalla riduzione degli sprechi. Tra questi, anche la somministrazione delle costosissime terapie contro il cancro ai malati terminali. Terapie che portano solo false speranze a pazienti a cui le uniche cure da somministrare sono quelle palliative.

È questa la posizione di un panel di 37 esperti del King’s College di Londra, che in un report pubblicato su The Lancet Oncology lanciano l’allarme sull’insostenibilità della spesa per l’assistenza oncologica. Ma non solo. L’allarme degli esperti, guidati dal professor Richard Sullivan, è anche quella di una “cultura dell’eccesso”. La tendenza a “diagnosticare troppo, trattare troppo, promettere troppo”. “I medici – affermano gli esperti – hanno creato uno scenario di aspettative irrealistiche nei confronti della malattia”, anche considerato che, evidenzia Sullivan, “molte forme di cancro sono tutt’ora incurabili”.

Le evidenze inoltre, secondo gli esperti, mostrano che una sostanziale quota di spesa per l’assistenza oncologica deriva proprio dalle ultime settimane e mesi di vita, ma “in larga parte dei casi, si tratta di spesa non solo inutile ma anche contraria al volere di molti pazienti e familiari se questi vengono adeguatamente informati sulle opzioni”.
 
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