Opposizione in crisi, Ssn in bilico: il ddl delega è un’occasione (gravemente) trascurata

Opposizione in crisi, Ssn in bilico: il ddl delega è un’occasione (gravemente) trascurata

Opposizione in crisi, Ssn in bilico: il ddl delega è un’occasione (gravemente) trascurata

Il ddl delega sul Ssn svela l'approccio populista del governo, eludendo le vere crisi strutturali come accesso alle cure e carenza di personale. L'opposizione, a sua volta, non offre una proposta credibile, disperdendo il malcontento della società civile.

Il Ssn ha un disperato bisogno di essere ben governato, e questo è scontato, ma anche di qualcuno che faccia bene l’opposizione. Purtroppo, il Governo Meloni, se mai ce ne fosse stato bisogno, con il disegno di legge delega per il riordino del Ssn ha mostrato in una versione “in purezza” il suo approccio populista alla sanità, totalmente inadeguato a far fronte alle molteplici cause del declino del Ssn. Dopo più di tre anni il Governo non è riuscito a produrre alcuna scelta seria di politica sanitaria nei confronti delle grandi criticità di sistema a partire dal mancato accesso alle cure da parte di una parte dei cittadini molto superiore a quel 10% di rinuncia alle cure di fonte ISTAT che tropo spesso viene pigramente citata come dimostrazione della crisi del Ssn. Se misurassimo l’accesso tempestivo alla presa in carico dei pazienti nell’area della salute mentale a tutte le età, all’inserimento degli anziani non autosufficienti nelle strutture residenziali e ai trattamenti chirurgici nei pazienti oncologici avremmo percentuali molto superiori a quel 10%.

Un accesso che poi presenta drammatiche disomogeneità di area geografica e di livello socio-economico. Se per i cittadini il problema è l’accesso alle cure nelle sue varie forme (comprese le liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali e la tempestiva valutazione e presa in carico dei Pronto Soccorso ospedalieri), per gli operatori il problema diventa quello di un lavoro ragionevolmente gratificante, per dirla in modo semplice. In presenza di questo contesto il ddl evita tutte le questioni strutturali scottanti e centrali (come ad esempio sottofinanziamento, divario Nord-Sud, squilibrio ospedale-territorio, carenza di vocazioni in ruoli e professioni critiche, inquadramento della medicina generale, inefficienze nella programmazione e gestione e rapporti pubblico-privato), non offre alcuna visione complessiva sui problemi e dimostra invece una evidente attenzione ad alcuni gruppi di potere e ad alcuni portatori di interesse e la volontà di lasciare briglia sciolta ai populismi locali. Dedicare 231 parole dell’articolo 2 del ddl agli ospedali di terzo livello con un evidente orientamento a favore di privati, Università ed Enti religiosi non è un indizio di questa attenzione, ne è la prova a tipo “pistola fumante”.

Purtroppo, non riesce ad emergere con forza dalla opposizione, e in particolare dal Pd, una idea complessiva di riordino del Ssn che sappia fare i conti con le molte criticità che lo affliggono e che soprattutto affliggono cittadini e operatori. Nel maggio del 2025 su Qs venne presentata nel luglio 2025 la bozza programmatica del Pd per rilanciare il Servizio sanitario nazionale. Questo documento presentava a mio parere molti limiti, ma era comunque una possibile base di discussione. La sua circolazione e discussione è stata però molto limitata, a testimonianza del fatto che il Pd non aggancia più o comunque non abbastanza il mondo della sanità, nemmeno in quella parte che pure gli dovrebbe essere più vicina, quella che ha prodotto uno dei documenti appello più significativi usciti a sostegno del Ssn, il documento SCOSSA (La società civile sostiene il Servizio sanitario nazionale). Si tratta di un documento sottoscritto da un numero elevatissimo di Associazioni tutte appartenenti alla società civile che hanno denunciato lo stato di crisi del Ssn, richiesto interventi per interromperne il declino e ribadito la necessità che la salute diventi una vera priorità.

Credo che il Pd si debba interrogare sul fatto di non riuscire a dare politicamente un riferimento convincente a quel mondo molto diffuso di chi vorrebbe impegnarsi per una difesa del Ssn che non ne stravolga i valori e i principi e che si traduce in un numero elevatissimo di documenti e interventi che si possono leggere continuamente anche qui su Qs, come su Salute Internazionale, Scienza in rete, Epidemiologia e Prevenzione, Forward, Careonline e Ricerca e Pratica solo per citare le fonti che mi sono più familiari. Non so dare indicazioni su come creare le condizioni perché i movimenti a sostegno della difesa del Ssn si aggancino a una rappresentanza politica adeguata, ma so però che il ddl delega è una grossa opportunità per avviare o rilanciare questo aggancio.

In coda un paio di ulteriori considerazioni. Al tempo dell’insediamento della Schlein alla guida del Pd scrissi qui su Qs che le consigliavo di riaprire le Frattocchie, il mitico centro studi del Partito Comunista Italiano con queste motivazioni: “Nella mia lunga esperienza professionale in sanità pubblica in una Regione come le Marche a lungo (ma molto a lungo) governata dal centro-sinistra a guida PD e poi da questo persa nel 2020 contro un centro-destra culturalmente inesistente, ho toccato con mano la perdita di “competenza” di chi nel PD assumeva ruoli di governo. E non credo che il problema sia stato solo del PD marchigiano.” Ecco, dopo quasi tre anni la situazione se possibile è peggiorata con un PD Marche, come si può leggere qui, avviluppato su se stesso alla ricerca di equilibri interni dentro una bolla in cui i problemi sentiti dalle persone, come quelli che attengono alla loro salute, non riescono ad entrare.

Da ultimo, nello scrivere questo intervento mi sono imbattuto in un vecchio intervento del 29 gennaio 2013 su Qs dell’allora Direttore Cesare Fassari (un caro saluto!) da un titolo che mi ha colpito: Il Pd, la sanità e il coraggio di “non cambiare idea”. Nell’intervento il Direttore commentava positivamente il programma elettorale del Pd sulla sanità concludendo che “la conferma di un welfare pubblico (sanità compresa) rappresenta la scelta più riformista che si possa fare, anche come potenziale volano della ripresa economica. Quindi ben venga questo coraggio di “non cambiare”, quando cambiare ha tutti i connotati di un salto al buio.” Mi sembra che queste parole vadano attualizzate con la richiesta al Pd di dimostrare di essere capace di rilanciare il welfare con proposte credibili (“parole precise” direbbe Gianrico Carofiglio) interpretate altrettanto credibilmente da chi rappresenta il Pd nel territorio. Cosa che nelle Marche, ad esempio, proprio non avviene e qua non ne possiamo più.

Claudio Maria Maffei

Claudio Maria Maffei

04 Febbraio 2026

© Riproduzione riservata

Giornata Mondiale contro il Cancro. Nel mondo quattro tumori su dieci potrebbero essere prevenuti. Ecco lo studio dell’Oms e dell’Iarc
Giornata Mondiale contro il Cancro. Nel mondo quattro tumori su dieci potrebbero essere prevenuti. Ecco lo studio dell’Oms e dell’Iarc

Quasi quattro diagnosi di cancro su dieci potrebbero essere evitate intervenendo sui principali fattori di rischio prevenibili, dal fumo alle infezioni, dall’alcol all’inquinamento. È quanto emerge da una nuova analisi...

Liste d’attesa. A 18 mesi dalla legge mancano ancora decreti attuativi. Gimbe: “I dati restano opachi e i benefici per i cittadini non decollano”
Liste d’attesa. A 18 mesi dalla legge mancano ancora decreti attuativi. Gimbe: “I dati restano opachi e i benefici per i cittadini non decollano”

La Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (Pnla) raccoglie i dati relativi a quasi 57,8 milioni di prestazioni erogate nel 2025: 24,2 milioni di prime visite specialistiche e 33,6 milioni...

Salute Artificiale. Il 94% degli italiani cerca online, e 1 su 7 cambia terapia senza consultare il medico. I giovani preferiscono l’AI a Google
Salute Artificiale. Il 94% degli italiani cerca online, e 1 su 7 cambia terapia senza consultare il medico. I giovani preferiscono l’AI a Google

È una fotografia senza precedenti quella che emerge da "Salute Artificiale", la prima ricerca in Italia a misurare scientificamente come l'Intelligenza Artificiale stia trasformando il rapporto degli italiani con la...

Tempo di percorrenza per raggiungere l’ospedale più vicino. Ecco la mappa interattiva Eurostat
Tempo di percorrenza per raggiungere l’ospedale più vicino. Ecco la mappa interattiva Eurostat

Eurostat ha pubblicato una nuova versione del set di dati geospaziali sull'accessibilità dei servizi sanitari e di istruzione su strada, con copertura e risoluzione migliorate. Il set di dati aiuta...