Prevenzione al centro: Schillaci rilancia dal Sud e punta sugli anziani di nuova generazione

Prevenzione al centro: Schillaci rilancia dal Sud e punta sugli anziani di nuova generazione

Prevenzione al centro: Schillaci rilancia dal Sud e punta sugli anziani di nuova generazione
Apprezzata l’iniziativa degli Stati Generali della Prevenzione svoltasi a Napoli, con interventi innovativi e concreti. Il Ministro Schillaci chiede un aumento dei fondi alla prevenzione fino all’8-10%, con focus sul Mezzogiorno e l’assistenza territoriale. Criticità nei tempi dedicati al panel “Prevenzione lungo il corso della vita”. Mancata attenzione agli anziani di nuova generazione, cui servono strategie specifiche. Richiamata l’urgenza di integrare sanità, servizi sociali e politiche locali

Ho apprezzato molto l’iniziativa di quest’anno, svoltasi a Napoli l’appena 16-17 giugno scorsi, sugli “Stati Generali della Prevenzione”. Si sono registrate, finalmente, considerazioni coscienti, mirate alla salute reale delle persone, e proposte seriamente innovative. E’ la prima volta che si ascolta un Ministro che rivendica finanziamenti molto più decorosi da impegnare sulla prevenzione, con conseguente incremento della assistenza territoriale e ottimizzazione di quella ospedaliera. Una politica annunciata e pretesa da un ministro-medico, ma anche già rettore di una prestigiosa università romana, che ha posto il suo mirino sul Mezzogiorno, impegnandosi a restituirgli quanto negato da decenni. Anzi, da sempre.

Interessante, ma un po’ parziale il panel “Prevenzione lungo il corso della vita”, non già per gli argomenti trattati ma per il poco tempo a disposizione de relatori. Un tema enorme – fondamentale a tal punto da fare chiedere a Schillaci l’elevazione all’8/10% del finanziamento apposito dal 5% di oggi elevato sul 4% di ieri – da non potere sviluppare in solo 55 minuti. Oltre, ovviamente all’interessante trattazione del sottosegretario Gemmato che, da operatore sanitario del territorio e da meridionalista autentico, ha bene introdotto la messa a terra dell’assistenza territoriale quale strumento migliore per fare prevenzione.

A dire il vero, analizzando un po’ il confronto ho avvertito la mancanza della trattazione del tema della nuova generazione degli anziani, che di cattiva prevenzione muoiono e vivono male. Un segmento sociale che assume oramai la maggioranza relativa nel Paese, al quale andrebbero destinati trattamenti specifici in tale senso. In buona sostanza, non certamente può liquidarsi la faccenda che per loro è andata così e dunque cominciamo da capo per fare meglio domani.

E no! Al di là della prevenzione da erigere a regina dell’erogazione della Salute, costituzionalmente protetta (art. 32), e da strumento di serio investimento per il futuro, sia in termini economico-finanziari che di popolazione più indenne, bisogna pensare a cosa fare oggi per chi non è più “atleta della vita” per avere maturato qualche anno in più, spesso in condizioni pessime. basta guardare Monfalcone e Taranto per rendersi conto di cosa il Paese della salute ha dedicato loro nel tempo.

Venendo agli anziani di nuova generazione e alla prevenzione da dedicarle specificatamente, si rende necessario soffermarci su due punti: i gradi di formazione del segmento sociale che succede agli adulti e gli strumenti da mettere gradatamente in campo. La nuova generazione dell’anziano involge diverse politiche sociali.

In essa sono da individuarsi almeno quattro classi: i diversamente giovani, con pretese di vita sociale, sessuale, sportiva sino all’età media di 75 anni; gli anziani che sanno fare bene i nonni (non che i diversamente giovani non lo facciano, tutt’altro!) ma anche i partecipi dinamici della società tanto da rivendicare attività prossime alle loro dimore piuttosto che accontentarsi dei soli giardinetti pubblici e del gioco delle bocce; poi ci sono i vecchi centenari e gli ultracentenari ai quali necessita dedicare più attenzione anche per favorire didattica sociale in favore dei figli, nipoti e pronipoti, ai quale le istituzioni devono fornire esempi di rispetto ed educativi da imitare nel prosieguo. Il tutto condito da politiche sociali, sia in senso proprio che complementari.

Quanto alla prevenzione essa va messa a terra su misura, discriminata sapendo che, quella dedicata ai padri e nonni è ben diversa da quella destinata ai loro discendenti. La prima serve per investire sulla società del domani; la seconda per riparare i danni di oggi e ieri, facilitando l’invecchiamento, oramai rallentato, con azioni serie, che vadano dalla buona nutrizione, allo stimolo delle frequenza delle attività sportive, all’interdizione del consumo eccessivo dei farmaci e all’educazione all’approccio degli alcolici.

Funzionale a tutto questo è la integrazione realizzata dei servizi resi dalla sanità con quelli dell’assistenza sociale, da sempre rimasti allo stato di chimera, della quale si parta pochissimo. Ma anche con la trasformazione delle politiche locali che i sindaci sono chiamati ad esercitare: programmazione urbanistica più adeguata alla longevità delle comunità municipali, servizi attivi alle generazioni conviventi e alla coppie dei giovani, trasporti pubblici non solo dedicati alle necessità ma anche alle voglie di conoscere il territorio e apprezzarlo; utilizzazione dei nonni a gestori delle strade e dei musei, ritenendo del tutto patetico il residuale loro utilizzo a guardia stanca davanti alle scuole.

Prevenzione è tutto, non dimentichiamo come sia divenuta importante al riguardo quella dedicata alla psiche dei giovani (guerra all’alcol e alle droghe), degli adulti (spesso afflitti dai vizi dei giovani, anche prr imitarli molto indebitamente) e degli anziani (vittime di depressioni ad alta frequenza).

Ettore Jorio

Ettore Jorio

19 Giugno 2025

© Riproduzione riservata

Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno
Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno

La sanità va in ‘vacanza’ lasciando aperti quasi tutti i suoi principali cantieri. E quando, tra qualche settimana, Governo, Parlamento e Regioni torneranno al lavoro, non ci sarà più molto...

Il Ssn recupera personale: +1,6% nel 2024. Più assunzioni che pensionamenti, ma il personale resta anziano
Il Ssn recupera personale: +1,6% nel 2024. Più assunzioni che pensionamenti, ma il personale resta anziano

Il Servizio sanitario nazionale continua a recuperare personale dopo gli anni di contrazione che hanno caratterizzato il decennio scorso. Nel 2024 gli addetti delle strutture pubbliche del Ssn raggiungono quota...

Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo
Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo

Agenas ha aperto la consultazione pubblica sul “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”, predisposto da un Gruppo di Lavoro istituito con delibera direttoriale n. 245...

Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”
Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato un nuovo programma globale di priorità di ricerca dedicato all'intersezione tra cambiamento climatico, salute e migrazioni, con l'obiettivo di rafforzare le basi scientifiche...