Salute mentale giovani. Consultazione Agia tra gli studenti: il 51,4% soffre d’ansia o di tristezza prolungata

Salute mentale giovani. Consultazione Agia tra gli studenti: il 51,4% soffre d’ansia o di tristezza prolungata

Salute mentale giovani. Consultazione Agia tra gli studenti: il 51,4% soffre d’ansia o di tristezza prolungata
Risposte da 7.470 ragazzi tra i 16 e i 20 anni. La maggior parte (55,9%) preferisce vedere gli amici dal vivo, mentre le relazioni online sono preferite soltanto dal 6,9%; tuttavia il 26,4% ha provato nell‘ultimo anno disagio nei confronti delle relazioni in presenza. Il 62,7% vorrebbe parlare con uno psicologo, il 29,3% vorrebbe avere l’aiuto di un allenatore, il 16% cerca sostegno in un insegnante e il 12,9 % vorrebbe potersi rivolgere a un medico. I DATI

Il 51,4% dei ragazzi soffre in modo ricorrente di stati di ansia o tristezza prolungati. Il 49,8% lamenta un eccesso di stanchezza. Il 46,5% dichiara di provare nervosismo. E ancora: il 29% ha frequenti mal di testa e il 25,4% dichiara di non dormire bene. È quanto emerge da una consultazione pubblica tra circa 7.500 studenti italiani della scuola secondaria promossa dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza sulla piattaforma online iopartecipo.garanteinfanzia.org sui disturbi provati in maniera ricorrente dalla pandemia in poi. I sedicenni hanno rappresentato la metà di coloro che hanno risposto a un questionario a risposta multipla elaborato con il supporto di un comitato scientifico nominato dall’Agia.

L’obiettivo della consultazione era esplorare come si sentono i ragazzi, anche rispetto a come è cambiata la loro vita dopo la pandemia.

E quindi, come dicono di sentirsi i ragazzi adesso? Il 35% si dice sereno, il 24% ansioso e il 16% non sa definire il proprio stato d’animo. L’8% si ritiene felice e il 6% solo. Il 40,3% pensa che oggi il proprio rendimento scolastico sia migliorato rispetto al periodo della pandemia. Una fase, quest’ultima, rispetto alla quale il 28% dei ragazzi riferisce di aver trovato insegnanti vicini e comprensivi e il 24,7% invece disinteressati agli studenti e attenti solo ai risultati. Il 30%, poi, afferma che, rispetto al periodo della pandemia, i rapporti con la famiglia sono migliorati.

Ancora, la maggior parte dei ragazzi che ha partecipato alla consultazione preferisce vedere gli amici dal vivo (55,9%), mentre le relazioni online sono preferite soltanto dal 6,9%. “Queste risposte però – sottolinea l’Autorità in una nota – vanno affiancate ad altre nelle quali i giovani dicono di aver avvertito nell’ultimo anno disagio nei confronti delle relazioni in presenza (26,4%)”.

Infine, ci sono delle abitudini emerse durante la pandemia e mantenute anche successivamente, che prima non c’erano. Si tratta, in particolare, dello studiare meno o in maniera discontinua (40,4%), del dormire poco o tardi (33,3%), del fare poca attività fisica (31,8%) e del mangiare troppo o troppo poco (31,7%).

Per l’Autorità i ragazzi sono “coscienti delle problematiche insorte e probabilmente avvertono la necessità di doverle in qualche modo gestire”. Questo emerge dal dato che il 62,7% vorrebbe usufruire dei servizi di uno psicologo, il 29,3% vorrebbe avere l’aiuto di un allenatore, il 16% cerca sostegno in un insegnante e il 12,9 % vorrebbe potersi rivolgere a un medico. “Colpisce – sottolinea l’Autorità nel rapporto – il fatto che, anche se è stata data la possibilità di indicare più di un’opzione, quasi due ragazzi su tre vorrebbero poter parlare con uno psicologo”.

11 Ottobre 2024

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