Se Gino Strada cura gli italiani

Se Gino Strada cura gli italiani

Se Gino Strada cura gli italiani
E’ di questi giorni l’annuncio di Emergency dell’apertura di propri ambulatori in Italia per assistere italiani in difficoltà economiche tagliati fuori dall’assistenza sanitaria pubblica. La sanità sta diventando un diritto impossibile e la colpa è della assenza di volontà riformatrice

L’assurdo sembra completarsi: dopo il diritto alla salute, il reddito per essere curati e, per chi non ha reddito per curarsi, la carità. Il diritto fallisce, il reddito discrimina, la carità pietosamente soccorre. Emergency ci chiede di sottoscrivere il 5 per mille e in più ha lanciato una raccolta fondi straordinaria per offrire cure gratuite a italiani e stranieri. Qui, in Italia. Come alle mense della Caritas.
 
Non avrei mai pensato che il mio paese avesse bisogno in tema di salute di “aiuti umanitari”. C’è di che vergognarsi ma nessuno sembra farci caso, meno di tutti il mai abbastanza vituperato “riformista che non c’è”, per antonomasia, l’uomo senza qualità. Mi brucia l’indifferenza di chi non si accorge di niente e continua a occuparsi delle proprie cose…ma soprattutto l’in-sensibilità, cioè la perdita di senso che si accompagna a questa amara realtà. Per curarci dalle malattie paghiamo con il fisco, paghiamo con la spesa privata, paghiamo con le mutue, paghiamo persino per fare beneficenza…ma abbiamo sempre meno diritti. Che senso ha pagare, pagare, pagare…per non avere mai quello per il quale non si dovrebbe pagare? Che senso ha avere tante sanità e meno diritti?
 
La carità di Emergency è la contraddizione storica che smaschera la malafede della politica: “ama il prossimo tuo come te stesso”, esce dalla Costituzione, non è più tra i compiti dello Stato, non è più una condizione di cittadinanza, non è più una virtù laica…non è più un diritto.. ma diventa una transazione economica per chi può e un gesto di beneficenza per chi non può. 
La carità di Emergency è la contraddizione storica che smaschera anche la malafede del riformismo sanitario. Regioni di sinistra che spingono le persone verso le pubbliche assistenze, il volontariato, il low cost, il mutualismo, perché incapaci di fare altro. Soggetti economici di sinistra, come la Lega delle cooperative, che spingono per prendersi una fetta di tutela pubblica. Partiti di sinistra che nei loro programmi tollerano gli abusi, le incapacità delle regioni, i fallimenti delle aziende, le corruzioni del sistema, lo scambio politico.
La carità di Emergency è la contraddizione storica che ci spiega quindi che la vera assurdità non è quella di un diritto impossibile, ma quella di un riformismo incapace di renderla possibile. L’assurdità non è pagare per non avere diritti ma è un riformismo per il quale da tempo il diritto non è più un ideale di riferimento. Quella che Emergency ci sbatte sul muso è la degenerazione degli ideali del nostro frustro riformismo. L’assurdità prima di essere etica è quindi politica: la carità nel nostro caso non è più “l’ultimo valore ”, come ha scritto qualcuno, o la “riduzione della violenza in tutte le sue forme”, ma è il prodotto di una degenerazione, di un tradimento, di una sopraffazioni della politica nei confronti dei cittadini.
 
Nella sanità ridotta all’assurdo è paradossale il fatto che se non ci fosse quel sant’uomo di Gino Strada o le inchieste di Riccardo Iacona con “Presa diretta” nessuno parlerebbe del dramma della sanità…anche se di dramma si tratta. La maggior parte di noi fa finta di niente. Ma se crediamo davvero nella sanità pubblica tocca a noi denunciare i rischi che stiamo correndo. Non ci possiamo permettere di essere indifferenti. Dobbiamo costruire una opinione sociale sul problema della sanità a partire da un programma di riforme per il diritto alla salute, e reagire al “riformista che non c’è” fino a costringerlo a ragionare su un’altra politica.
“Un diritto, una sanità”, lo slogan. E tutte le contraddizioni, le assurdità sarebbero come per magia cancellate spendendo il giusto, dando a tutti il necessario, nei modi più adeguati, e con una buona qualità.
 
Ivan Cavicchi
  

Ivan Cavicchi

16 Aprile 2013

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