Sempre meno giovani, più anziani e salari in affanno. E la sostenibilità della sanità torna al centro del dibattito. Il Rapporto dell’UPB

Sempre meno giovani, più anziani e salari in affanno. E la sostenibilità della sanità torna al centro del dibattito. Il Rapporto dell’UPB

Sempre meno giovani, più anziani e salari in affanno. E la sostenibilità della sanità torna al centro del dibattito. Il Rapporto dell’UPB

L'Ufficio parlamentare di Bilancio avverte che declino demografico, salari ancora deboli, inflazione in risalita e divari territoriali rappresentano le principali minacce alla crescita e alla sostenibilità del welfare. Sfide che avranno un impatto diretto anche sul futuro del Servizio sanitario nazionale, chiamato a rispondere a una popolazione sempre più anziana e fragile.IL RAPPORTO

Il nuovo Rapporto sulla politica di bilancio 2026 dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) fotografa un Paese che continua a crescere, ma a ritmi contenuti, in un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica, tensioni commerciali e nuove pressioni inflazionistiche. Dietro i numeri dell’economia emergono però alcune criticità che riguardano direttamente il futuro del Servizio sanitario nazionale: l’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite, le persistenti disuguaglianze territoriali, la perdita di potere d’acquisto dei salari e gli effetti dei cambiamenti climatici.

Demografia: il vero nodo strutturale

L’UPB richiama con forza il tema della transizione demografica. Nel 2025 il tasso di fecondità italiano è sceso ulteriormente a 1,14 figli per donna, uno dei valori più bassi d’Europa. Il saldo naturale tra nascite e decessi continua a essere negativo e solo i flussi migratori consentono di mantenere sostanzialmente stabile la popolazione residente.

Si accentuano inoltre le differenze territoriali: il Mezzogiorno continua a perdere popolazione e giovani qualificati, mentre il Nord registra una crescita grazie ai movimenti migratori interni ed esteri. Secondo il Rapporto, tra il 2002 e il 2024 il Sud ha perso circa 270 mila laureati tra i 25 e i 34 anni.

Si tratta di una dinamica che ha ricadute dirette sulla sostenibilità del sistema sanitario. Una popolazione più anziana significa infatti una maggiore domanda di assistenza sanitaria e sociosanitaria, mentre la riduzione della popolazione in età lavorativa restringe progressivamente la base contributiva chiamata a finanziare il welfare.

Salari ancora lontani dai livelli pre-crisi

Un altro elemento di particolare rilievo riguarda il potere d’acquisto delle famiglie. Sebbene nel 2025 le retribuzioni contrattuali siano aumentate del 3,1%, recuperando parte dell’inflazione accumulata negli anni precedenti, i salari reali restano inferiori di oltre l’8% rispetto ai livelli medi del 2020.

Per il settore sanitario il dato assume un significato particolare. La difficoltà nel recuperare il potere d’acquisto dei lavoratori si somma alle criticità già note legate alla carenza di personale, alla difficoltà di reclutamento e alla crescente mobilità dei professionisti verso il settore privato o verso altri Paesi europei.

Inflazione in risalita e nuove pressioni sui bilanci sanitari

Dopo una fase di rallentamento, l’inflazione è tornata ad accelerare nel 2026. In Italia è passata dal 2,7% di aprile al 3,2% di maggio, trainata soprattutto dai rincari energetici legati alle tensioni in Medio Oriente.

Per la sanità ciò significa costi più elevati per energia, logistica, dispositivi medici, farmaci e servizi. Una dinamica che rischia di mettere ulteriormente sotto pressione i bilanci regionali e la programmazione della spesa sanitaria in una fase già caratterizzata da forti esigenze di investimento.

Cambiamenti climatici e salute

Tra gli aspetti più interessanti del Rapporto vi è il richiamo ai temi ambientali. Le emissioni di gas climalteranti continuano a diminuire e cresce la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma parallelamente aumentano le temperature medie.

L’UPB ricorda che l’estate del 2025 è stata tra le più calde mai registrate in Italia dal 1800. Un dato che richiama direttamente l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute pubblica: aumento della mortalità legata alle ondate di calore, maggiore diffusione di patologie croniche aggravate dalle alte temperature e nuove sfide per la prevenzione.

PNRR: effetti positivi ma inferiori alle attese iniziali

Il Rapporto dedica ampio spazio anche al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo le simulazioni dell’UPB, il PNRR dovrebbe determinare nel 2026 il massimo impatto sull’economia italiana, con un incremento del PIL pari all’1,8%.

L’effetto positivo rimane significativo ma risulta inferiore rispetto alle stime formulate negli anni precedenti, a causa delle revisioni del Piano e della redistribuzione temporale degli investimenti fino al 2030.

Per la sanità il dato conferma l’importanza di accelerare la realizzazione degli interventi territoriali e digitali previsti dalla Missione Salute, affinché gli investimenti possano tradursi in un effettivo rafforzamento dell’assistenza e della capacità di risposta del sistema.

La crescita c’è, ma le fragilità restano

Nel complesso il Rapporto UPB descrive un’economia italiana che continua a crescere, sostenuta soprattutto dalla domanda interna e dagli investimenti, ma evidenzia come le principali minacce per il futuro siano di natura strutturale: declino demografico, bassa produttività, disuguaglianze territoriali e vulnerabilità agli shock internazionali.

Sono tutte variabili che incidono direttamente sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Per questo la sfida non riguarda soltanto il finanziamento della sanità, ma anche la capacità del Paese di affrontare trasformazioni demografiche, sociali e ambientali che nei prossimi anni determineranno la domanda di salute e di assistenza.

10 Giugno 2026

© Riproduzione riservata

Screening oncologici 2025: più di un italiano su 2 non aderisce. Migliora la mammografia e frena lo screening cervicale. Resta il divario Nord-Sud
Screening oncologici 2025: più di un italiano su 2 non aderisce. Migliora la mammografia e frena lo screening cervicale. Resta il divario Nord-Sud

Sono oltre 17,7 milioni i cittadini invitati nel 2025 ai programmi di screening oncologico organizzati dal Servizio sanitario nazionale e più di 7,5 milioni quelli che hanno aderito ai controlli....

Oltre uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo
Oltre uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo

Più di uno studente italiano su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato all'uso problematico dei social media, al gaming o al...

Incidenti stradali, 2.868 vittime in Italia bel 2025 (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). I dati Istat
Incidenti stradali, 2.868 vittime in Italia bel 2025 (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). I dati Istat

Nel 2025 il livello di mobilità è tornato ai livelli prepandemici, con una riduzione del numero delle vittime per incidentalità stradale nell’ultimo anno a fronte di un incremento degli incidenti...

Annegamenti, l’Oms lancia sette strategie per ridurre le morti: quasi 300 mila vittime ogni anno
Annegamenti, l’Oms lancia sette strategie per ridurre le morti: quasi 300 mila vittime ogni anno

Quasi 300 mila persone muoiono ogni anno nel mondo per annegamento. Oltre il 90% dei decessi si verifica nei Paesi a basso e medio reddito e bambini e giovani continuano...