Sesso e lockdown non vanno d’accordo. Uno studio italiano rileva un calo del 27% dell’attività sessuale durante le fasi più dure della pandemia

Sesso e lockdown non vanno d’accordo. Uno studio italiano rileva un calo del 27% dell’attività sessuale durante le fasi più dure della pandemia

Sesso e lockdown non vanno d’accordo. Uno studio italiano rileva un calo del 27% dell’attività sessuale durante le fasi più dure della pandemia
Meno sesso durante l’emergenza pandemica, a testimoniarlo i risultati di uno studio italiano pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Epidemiology condotto da un consorzio di ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Università di Genova, dell’Università di Pavia e dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Ircc. 

Oltre il 35% degli italiani ha riportato un cambiamento nell’attività sessuale durante i mesi di lockdown nazionale, con l’8% che ha aumentato e il 27% che ha diminuito tale attività.
 
E’ quanto emerge dal primo studio condotto in Italia su un campione rappresentativo della popolazione adulta e pubblicato in questi giorni sulla rivista Journal of Epidemiology condotto da un consorzio di ricercatori che coinvolge psichiatri, psicologi, esperti di sanità pubblica e biostatistici dell’Istituto Superiore di Sanità, delle Università di Genova e di Pavia, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, dell’ISPRO e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.

In particolare, tra le persone confinate sotto lo stesso tetto tra marzo e maggio 2020, una coppia su cinque ha dichiarato un calo dell’attività sessuale rispetto alle abitudini pre-lockdown. Il calo è stato maggiore per gli uomini, specialmente i più giovani, i soggetti più istruiti, e quelli che vivono in condizioni abitative più precarie.
 
“Se l’interruzione degli spostamenti e l’obbligo di distanziamento sociale hanno soprattutto limitato la vita sessuale dei single, la paura del contagio, i sentimenti generalizzati di ansia e di tristezza, la presenza dei bambini a casa sono tra i probabili fattori alla base di questo importante decremento nei partner conviventi”, commenta Andrea Amerio, ricercatore psichiatra dell’Università di Genova e primo autore dello studio.

 “Le nostre analisi si basano su un campione rappresentativo di oltre 6.000 soggetti che stiamo seguendo nel tempo – specifica Silvano Gallus, ricercatore del Mario Negri e coordinatore del consorzio –. Queste analisi ci permetteranno di capire come gli stili di vita e le abitudini degli italiani si siano modificate e si stiano continuando a modificare a seguito dell’esperienza pandemica vissuta”.

14 Ottobre 2021

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