Ssn. Cittadinanzattiva lancia l’allarme: “Diritto alla salute ancora a rischio a causa delle liste d’attesa e delle disuguaglianze”

Ssn. Cittadinanzattiva lancia l’allarme: “Diritto alla salute ancora a rischio a causa delle liste d’attesa e delle disuguaglianze”

Ssn. Cittadinanzattiva lancia l’allarme: “Diritto alla salute ancora a rischio a causa delle liste d’attesa e delle disuguaglianze”

Secondo i Rapporti presentati oggi dall'organizzazione, quasi metà delle segnalazioni dei cittadini riguarda le difficoltà di accesso alle cure, con tempi che superano di mesi i limiti di legge. L'emergenza non è la qualità, ma la possibilità di accedervi.

La principale emergenza sanitaria in Italia non è la qualità delle cure, ma la possibilità stessa di accedervi. A lanciare l’allarme è Cittadinanzattiva, che oggi ha presentato i suoi Rapporti civici presso il Ministero della Salute. I dati dipingono un quadro critico: liste d’attesa lunghissime, carenza di personale e una marcata disomogeneità territoriale continuano a mettere a rischio l’effettività del diritto alla salute per milioni di cittadini.

Dalle oltre 16.800 segnalazioni raccolte, quasi la metà (47,8%) riguarda difficoltà di accesso. I tempi d’attesa per esami e visite vengono sistematicamente sforati: si arriva ad attendere fino a 720 giorni per una colonscopia, 540 per una risonanza magnetica all’encefalo e oltre 400-500 giorni per prime visite specialistiche. La nuova legge per il contenimento delle liste (107/2024) fatica a essere applicata: su un’istanza di accesso civico inviata a tutte le Regioni, solo 8 hanno fornito dati completi, 5 non hanno risposto e le altre hanno inviato informazioni parziali. “Le possibilità dipendono ancora dalla Regione di residenza”, sottolinea il Rapporto, che evidenzia un netto divario Nord-Sud nella trasparenza e nell’organizzazione.

La crisi non risparmia altri ambiti. Il 17,9% delle segnalazioni critica l’assistenza di prossimità, soprattutto il rapporto con medici di base e pediatri. L’11,8% riguarda l’assistenza ospedaliera, in particolare le criticità di Pronto Soccorso ed Emergenza. Per i pazienti cronici e rari la situazione è ancora più drammatica: l’83,6% denuncia tempi d’attesa eccessivi, oltre il 55% ha rinunciato a visite o esami nel SSN nell’ultimo anno e l’85,9% ha sostenuto spese di tasca propria, trasformando la cura in un “lusso” per chi non può permetterselo.

Anche sull’assistenza domiciliare integrata (ADI), pilastro del PNRR, il quadro è a macchia di leopardo. Un’indagine su oltre 1100 cittadini mostra che solo il 35,4% di chi ne ha avuto bisogno ha ottenuto il servizio. I dati forniti dalle Regioni sono opachi e disomogenei: solo la Lombardia ha inviato informazioni complete, 9 Regioni si sono limitate ai dati minimi e 8 non hanno risposto. “Nessuna Regione traccia la spesa effettiva, rendendo impossibile verificare come vengono utilizzati i fondi”, denuncia Cittadinanzattiva.

“Vogliamo contrapporre alla rassegnazione il potere di autonoma iniziativa che la Costituzione ci riconosce”, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva, presentando un Manifesto-appello per un nuovo dibattito unitario sulla salute.

Tra le priorità indicate dall’organizzazione: l’adozione urgente di un nuovo Piano Sanitario Nazionale (assente dal 2008), l’attuazione piena del DM 77 sull’assistenza territoriale, l’applicazione uniforme della legge sulle liste d’attesa e investimenti sul personale e sulla prevenzione. La strada per garantire davvero il diritto alla salute per tutti conclude il Rapporto, è ancora lunga e richiede un cambiamento di passo deciso.

16 Dicembre 2025

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