The Lancet. Ricerca shock in UK. I militari sono tre volte più violenti dei cittadini normali

The Lancet. Ricerca shock in UK. I militari sono tre volte più violenti dei cittadini normali

The Lancet. Ricerca shock in UK. I militari sono tre volte più violenti dei cittadini normali
Se su 100 cittadini “qualunque” in media solo sei o sette saranno mai condannati per reati violenti, dall’aggressione verbale all’omicidio, tra i giovani arruolati nelle forze dell’ordine britanniche il numero sale a 20. Ancora peggiore la situazione per i veterani di guerra, soprattutto se al fronte per più di una volta.

Uno studio shock sulla violenza nelle forze dell’ordine sta facendo il giro della Gran Bretagna e del mondo: poliziotti e militari – soprattutto i più giovani – sono decisamente più propensi a usare la violenza del resto della popolazione, tanto che vengono condannati per reati violenti tre volte più del resto della cittadinanza, e quando si parla di veterani di guerra  la probabilità è più alta del 53% rispetto a chi non è stato al fronte. A dirlo una ricerca svolta su quasi 14 mila militari in UK, alcuni dei quali avevano servito la nazione in due delle ultime “operazioni di pace” della Nato: la guerra in Afghanistan e quella in Iraq. Lo studio, condotto da King’s College di Londra, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet.
 
In particolare il lavoro ha considerato un campione di 13.856 militari, in servizio o meno, registrati nel Police National Computer britannico, database che registra i dati del personale di tutti i reparti di polizia sul territorio, i militari, i servizi segreti, ecc. I ricercatori hanno studiato i tassi di crimini violenti (esclusa però la violenza domestica) e hanno cercato di rapportarli alla presenza di disordini da stress post-traumatico, stati di ansietà, depressione o altre patologie dell’umore.
In questo modo, hanno scoperto che tra poliziotti e militari, il tasso di condanne per reati violenti è dell’11%, contro il 6,7% riscontrabile tra i cittadini “qualunque”. Ma quando si considerano solo i 2700 uomini under 30  in servizio nelle forze armate la percentuale sale a uno su cinque (20,6%). Inoltre, come già detto, gli uomini che hanno combattuto in Iraq e Afghanistan hanno una probabilità maggiore del 53% di commettere reati che vanno dall’aggressione verbale all’omicidio rispetto a quelli mai stati al fronte, e nel caso di persone richiamate a combattere più volte in più guerre, la percentuale sale addirittura al 70/80%.

 
Il Ministero della Difesa inglese, che ha finanziato lo studio, tuttavia, ha precisato che lo scopo della ricerca non è quello di criminalizzare tout court le forze dell’ordine. L’istituzione ha dichiarato però che lo studio serve a rompere uno stigma sulla presenza tra gli esponenti delle forze dell’ordine – e in particolare tra i militari – di persone che presentano patologie mentali che le portano ad essere più aggressive. Ma anche sulla scelta degli individui arruolati.
Gli autori dello studio pensano che una più frequente esposizione a eventi traumatici sul luogo di lavoro possa aumentare il rischio di commettere reati violenti. “In particolare c’è una profonda correlazione tra la propensione a questo tipo di crimine e la presenza di disordini post traumatici da stress”, scrivono gli autori. Ma non solo. “La ricerca indica anche che i militari che fanno parte di alcuni reparti non vengono scelti a caso. In Gran Bretagna le truppe di fanteria tradizionalmente hanno promosso l’aggressività come ‘tratto desiderabile’, nonché spesso hanno reclutato individui socialmente emarginati e con basso livello di educazione”.
In altre parole, come spiega Deirdre MacManus, autore principale dello studio, “la tendenza violenta era più comune tra i giovani militari meno graduati, ed era associata a una storia di aggressività precedente all’arruolamento. E per queste persone il combattimento in guerra e le esperienze traumatiche funzionavano solo come innesco al comportamento violento”.
 
Gli esperti hanno per questo specificato che “sarebbe sbagliato pensare che tutti i veterani affetti da disordini post-traumatici da stress siano potenziali criminali”, come ha spiegato Walter Busuttil, direttore dei servizi medici dedicati ai militari che hanno servito in zone di guerra. Insomma, il problema non è solo quanto la guerra cambi le persone e le trasformi in criminali, ma quanto ad essere arruolati nei corpi armati possano essere individui già inclini all’aggressività. “Studi di questo tipo servono proprio a capire come individuare quali soldati hanno bisogno di cure appropriate e trattamenti specifici durante il servizio e quando lasciano le forze armate”, ha continuato.
Il Ministero della Difesa ha già introdotto una serie di iniziative per incoraggiare il personale in servizio a farsi avanti, per essere aiutato già nelle fasi iniziali di stati d’ansia o di depressione o se sono in difficoltà dopo eventi traumatici. Ma non solo: la Gran Bretagna sembra voler risolvere anche un altro grave problema, non presente nella ricerca. “Per ulteriore prevenzione – ha concluso Busuttil – stiamo approntando dei corsi per affrontare il tema della violenza domestica, seppure nello studio questa non sia considerata”.
 
 
Laura Berardi

18 Marzo 2013

© Riproduzione riservata

La spesa sanitaria cresce in Europa. Tra pubblica e privata nel 2025 l’Italia ha superato i 190 miliardi, ma restiamo distanti da Germania e Francia
La spesa sanitaria cresce in Europa. Tra pubblica e privata nel 2025 l’Italia ha superato i 190 miliardi, ma restiamo distanti da Germania e Francia

La spesa sanitaria pubblica e privata continua a crescere in tutta Europa. È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati da Eurostat sulla spesa sanitaria corrente (Current Health Expenditure - CHE),...

Ecdc: West Nile in crescita in Europa, 28 aree già colpite. Monitoraggio anche su Ebola, influenza aviaria e mpox
Ecdc: West Nile in crescita in Europa, 28 aree già colpite. Monitoraggio anche su Ebola, influenza aviaria e mpox

Il virus West Nile entra nella fase più intensa della stagione di trasmissione europea. Nel nuovo Communicable Disease Threats Report relativo alla settimana 29 del 2026, l'European Centre for Disease...

Quando la cultura giuridica prevale sull’orgoglio amministrativo
Quando la cultura giuridica prevale sull’orgoglio amministrativo

L'Università del Piemonte Orientale (UPO) offre una lezione di diritto istituzionale Esistono amministrazioni che considerano ogni diffida come un'aggressione. Altre che la interpretano come un'occasione per verificare, con serenità, la...

Caldo estremo. A giugno temperature record, ma la mortalità resta contenuta: +3% tra gli over 65. Torino la città più colpita nella seconda ondata
Caldo estremo. A giugno temperature record, ma la mortalità resta contenuta: +3% tra gli over 65. Torino la città più colpita nella seconda ondata

Giugno 2026 è stato il secondo mese di giugno più caldo mai registrato sia a livello globale sia europeo. Anche l'Italia, soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, è stata interessata da...