Ticket. Nel 2019 quasi 3 miliardi tra farmaci, specialistica e pronto soccorso. Oltre 1,1 miliardi è per l’acquisto di farmaci di marca a discapito del generico. Il report di Gimbe

Ticket. Nel 2019 quasi 3 miliardi tra farmaci, specialistica e pronto soccorso. Oltre 1,1 miliardi è per l’acquisto di farmaci di marca a discapito del generico. Il report di Gimbe

Ticket. Nel 2019 quasi 3 miliardi tra farmaci, specialistica e pronto soccorso. Oltre 1,1 miliardi è per l’acquisto di farmaci di marca a discapito del generico. Il report di Gimbe
Ammonta a quasi € 50 a testa la quota di ticket a carico dei cittadini. Ma con rilevanti differenze regionali: si passa infatti da € 33,5 in Sardegna a € 90,8 in Valle D’Aosta. Alla vigilia del definitivo superamento del superticket per la specialistica, per Gimbe è urgente incentivare l’uso dei farmaci equivalenti, il cui mancato utilizzo costa ai cittadini oltre € 1.120 milioni. IL RAPPORTO.

Dopo l’affondo di Tonino Aceti (vedi articolo su QS dello scorso 27 giugno) anche la Fondazione Gimbe punta il dito contro l’attuale sistema di compartecipazione alla spesa nel suo ultimo rapporto dedicato ai ticket farmaceutici, specialistici e ospedalieri riferiti al 2019.
 
“Nata per moderare i consumi – sottolinea il presidente Nino Cartabellotta – la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria ha finito per costituire un rilevante capitolo di entrata per le Regioni in un’epoca caratterizzata da un definanziamento della sanità pubblica senza precedenti”.
 
Gli incassi totali per i ticket.Nel2019 le Regioni hanno incassato per i ticket € 2.935,8 milioni (€ 48,6 pro-capite), di cui € 1.581,8 milioni (€ 26,2 pro-capite) per farmaci e € 1.354 milioni (€ 22,4 pro-capite) per prestazioni specialistiche, incluse quelle di pronto soccorso.
 
Ripartizione percentuale della compartecipazione alla spesa sanitaria nel 2019

 
 
“Nel periodo 2014-2019 – spiega Cartabellotta – l’entità complessiva della compartecipazione alla spesa sanitaria si è mantenuta relativamente stabile, ma abbiamo assistito ad una sua progressiva ricomposizione. Infatti, rispetto al 2014, quando gli importi dei ticket per farmaci e prestazioni specialistiche erano sovrapponibili, nel 2019 quelli per le prestazioni si sono ridotti del 6,5% mentre sono aumentati quelli per i farmaci (+10,1%)”.
 
Nel 2019, rispetto all’anno precedente, i ticket sono diminuiti di € 32,2 milioni (-1,1%), di cui € 5 milioni (-0,4%) per le prestazioni specialistiche e € 27,2 milioni (-1,7%) per i farmaci. Dall’analisi emergono notevoli differenze regionali relative sia all’importo totale della compartecipazione alla spesa, sia alla ripartizione tra farmaci e prestazioni specialistiche: in particolare, se il range della quota pro-capite totale per i ticket oscilla da € 33,5 in Sardegna a € 90,8 in Valle d’Aosta, per i farmaci l’importo varia da € 15,3 in Piemonte a € 36,4 in Campania, mentre per le prestazioni specialistiche si va da € 8,5 in Sicilia a € 65,3 in Valle d’Aosta.
 
“Un dato di estremo interesse – precisa Cartabellotta – emerge dallo “spacchettamento” dei ticket sui farmaci, che include la quota fissa per ricetta e la quota differenziale sul prezzo di riferimento pagata dai cittadini che preferiscono il farmaco di marca al medicinale equivalente”.
 
Nel 2019, sottolinea ancora il report Gimbe, dei € 1.581,8 milioni sborsati per il ticket sui farmaci, solo il 29% è relativo alla quota fissa per ricetta (€ 459,3 milioni pari a € 7,6 pro-capite), mentre la quota differenziale sborsata per i farmaci “griffati” ammonta a € 1.122,5 milioni (€ 18,6 pro-capite).
 
Complessivamente, nel periodo 2013-2019 la quota fissa sulle ricette si è ridotta del 17,7% (-€ 98,7 milioni), mentre è aumentata del 27,8% la quota prezzo di riferimento per la scelta dei farmaci di marca (+€ 244,5 milioni). Un comportamento che penalizza l’Italia nel confronto internazionale: su 26 paesi l’OCSE ci colloca al penultimo posto per valore e al terzultimo per volume di farmaci equivalenti.
 
“Spicca – rileva ancora Cartabellotta – l’ostinata e ingiustificata resistenza ai farmaci equivalenti in tutte le Regioni del Centro-Sud che registrano una spesa per i farmaci di marca più elevata della media nazionale”.
 
In particolare: Lazio (€ 24,9), Calabria (€ 24,7), Sicilia (€ 23,9), Campania (€ 23,3), Basilicata e Molise (€ 22,5), Puglia (€ 22), Abruzzo (€ 21,5), Umbria (€ 20,8) e Marche (€ 20,3).
 
“Il nostro report indipendente conferma notevoli eterogeneità regionali che richiedono azioni differenziate. In particolare, se le risorse allocate per il superamento del superticket determineranno una progressiva riduzione della compartecipazione per le prestazioni specialistiche, mancano azioni concrete per promuovere l’utilizzo dei farmaci equivalenti, in particolare nelle Regioni del Centro-Sud”, puntualizza ancora il presidente di Gimbe.
 
In altri termini, spiega il report, a fronte di un investimento di € 554 milioni/anno di risorse pubbliche per favorire l’accesso alle prestazioni specialistiche, stride l’esborso per i farmaci brand da parte dei cittadini di oltre € 1.120 milioni, il 38,2% della compartecipazione alla spesa sanitaria e il 71% di quella per i farmaci.
“Rispetto all’equità di accesso alle cure – conclude Cartabellotta – auspichiamo che venga presto attuata una delle più grandi incompiute politiche degli ultimi anni, già prevista dal Patto per la Salute 2019-2021: ovvero uniformare a livello nazionale regole per le esenzioni e criteri per la compartecipazione alla spesa sanitaria”.

28 Luglio 2020

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