Vaccino Hpv. Ricerca Censis: “È stato sconsigliato, anche dai sanitari, al 34,4% delle mamme”

Vaccino Hpv. Ricerca Censis: “È stato sconsigliato, anche dai sanitari, al 34,4% delle mamme”

Vaccino Hpv. Ricerca Censis: “È stato sconsigliato, anche dai sanitari, al 34,4% delle mamme”
A sconsigliare il vaccino a sempre più gentitori (erano il  25,6% nel 2011) ci starebbero anche i professionisti della sanità. Almeno secondo qaunto rilevato dal Censis in un anuova ricerca presentata oggi dal titolo significativo: "Chi ha paura del Papillomavirus?". L’87,4% dei genitori sa che alcuni ceppi del Papillomavirus umano sono responsabili del tumore al collo dell’utero, ma solo il 47,2% sa che possono causare diversi altri tumori anche nell’uomo. E solo il 34,4% delle mamme è consapevole che l’Hpv può causare i condilomi genitali. LA SINTESI DEL RAPPORTO

Il livello di conoscenza dei genitori italiani sul Papillomavirus e sulla vaccinazione anti-Hpv non è ancora del tutto adeguato. L’85,1% dei genitori afferma di sapere cosa sia il Papillomavirus, ma tra i papà la quota si abbassa al 75,9%. L’87,4% dei genitori (e quasi la totalità delle donne: il 91,6%) associa correttamente l’Hpv al tumore al collo dell’utero, ma è molto inferiore la percentuale di chi sa che può essere responsabile di altri tumori che riguardano anche l’uomo (47,2%), mentre il 36,6% dei genitori è convinto che si tratti di un virus che colpisce esclusivamente le donne. Le mamme consapevoli che l’Hpv è un virus responsabile dei condilomi genitali si è ridotta di 10 punti, passando dal 43,5% del 2011 al 34,4% del 2017.
 
Ma non solo, sul vaccino pesa anche il clima meno favorevole verso la vaccinazione che è espressamente sconsigliata, anche dagli stessi professionisti della sanità, al 34,4% delle mamme di femmine. Un numero in aumento, considerando che nel 2011 erano solo il 25,6% le mamme che dichiaravano di essere state sconsigliate a fare la vaccinazione.  In ogni caso quasi il 90% dei genitori è favorevole alla scelta presente nel nuovo Piano vaccinale di estendere la vaccinazione gratuita anche ai maschi di 12 anni.
 
Sono questi i principali risultati della ricerca “Chi ha paura del Papillomavirus? Com’è cambiato l’atteggiamento dei genitori italiani verso la vaccinazione anti-Hpv” realizzata dal Censis con il contributo non condizionante di Msd Italia  e presentata oggi a Roma da Ketty Vaccaro, Responsabile area Welfare e Salute del Censis. Un Rapporto che ha indagato sui livelli di conoscenza, le fonti di informazione e gli atteggiamenti dei genitori italiani sul Papillomavirus e la vaccinazione anti-Hpv a sei anni di distanza dal precedente studio.
 
Dal Rapporto è emerso che il 73,8% sa che è disponibile il vaccino contro l’Hpv e, tra questi, il 40% sa che si tratta di una vaccinazione indicata sia per le figlie femmine che per i figli maschi di dodici anni. Le figlie femmine vaccinate risultano essere il 56,6%, i figli maschi appena il 7,3% (un dato coerente con l’offerta vaccinale disponibile al tempo dell’indagine in sole 9 regioni, ora estesa anche ai maschi in tutte le regioni italiane con il nuovo Piano vaccini).
 
Il 32% giudica positivamente la vaccinazione con riferimento alla capacità di proteggere dal tumore al collo dell’utero e da altri tumori che possono colpire anche l’uomo, il 24,6% menziona la fiducia nei progressi scientifici, il 20,3% segnala come fattore importante il suggerimento del pediatra. Se si considerano invece gli aspetti che hanno suscitato disinteresse nei confronti di questa specifica vaccinazione, la motivazione più citata (21%) fa riferimento al fatto che la vaccinazione non elimina la necessità di ricorrere al Pap test. Il 19,7% pensa che non sia il caso di vaccinare una ragazza o un ragazzo per una malattia sessualmente trasmissibile perché ancora troppo giovani. Il 17,8% non si fida del vaccino perché ha sentito che può provocare effetti collaterali. Per il 16,2% costituisce elemento di disinteresse il fatto che la vaccinazione non sia obbligatoria e gratuita per i ragazzi di tutte le età. Il 14% non ha fiducia nelle vaccinazioni come strategia di prevenzione.
 
Medici e media fonti di notizie, ma per i genitori le informazioni sono poche e confuse. Sempre più rilevante è il ruolo svolto dai media, ma i professionisti della sanità continuano a mantenere un ruolo strategico nell’informazione. Il 44,2% dei genitori si è informato sull’Hpv attraverso i media tradizionali, il 39,1% ha ricevuto informazioni dal medico, il 30,7% le ha trovate sul web, il 26,2% per mezzo della rete familiare e amicale, il 21,8% attraverso il servizio vaccinale delle Asl. Relativamente alla vaccinazione è ancora il medico la principale fonte d’informazione (40,8%), seguono i media tradizionali (33,8%), il servizio vaccinale (30,8%), la rete familiare e amicale (19,9%), il web (17%). Nonostante non sia citata dalle mamme come la fonte prevalente, l’informazione tramite internet acquisisce nel tempo un peso crescente: passa dal 7,5% al 29,9% per l’informazione sull’Hpv e dal 5,2% al 16,6% per la vaccinazione.
 
Si incrementa anche il ruolo informativo del servizio vaccinale, passando dal 22,8% al 34,1% per l’informazione sull’Hpv e dal 35,6% al 46,4% per la vaccinazione. Ma il giudizio che gli intervistati esprimono nei confronti dell’informazione disponibile sul Papillomavirus e la vaccinazione non è positivo: quasi la metà dei genitori afferma che le informazioni che circolano al riguardo sono poche e poco chiare (48,9%), mentre il 32,5% pensa che circolino molte informazioni ma confuse e contraddittorie.
 
Chi ha paura dei vaccini frena anche l’anti-Hpv. L’atteggiamento nei confronti della vaccinazione contro l’Hpv risente del clima culturale oggi meno favorevole ai vaccini. Al 34,4% delle mamme di femmine la vaccinazione è stata espressamente sconsigliata (anche dagli stessi professionisti della sanità): la quota è aumentata rispetto al 2011, quando era il 25,6%. Inoltre, tra i genitori che hanno una elevata fiducia nelle vaccinazioni in generale, il 70,9%, pur non avendo vaccinato i figli, è interessato a farlo contro l’Hpv, mentre tra chi si fida poco o per nulla dei vaccini, gli interessati scendono al 20,4%.
 
Tuttavia, anche tra coloro che si fidano abbastanza delle vaccinazioni in generale, la quota di chi è interessato alla vaccinazione anti-Hpv sale al 49,1%, segno che i miglioramenti dei livelli di informazione potrebbero fare la differenza. L’88,2% dei genitori è favorevole alla scelta presente nel nuovo Piano vaccinale di estendere la vaccinazione gratuita anche ai maschi di 12 anni: un dato che testimonia un’apertura nei confronti di questa specifica vaccinazione per la protezione da un virus che può rivelarsi anche letale.

03 Maggio 2017

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