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Rischio biologico in ambienti ospedalieri: Inail e Ao Perugia uniscono le forze 


Scatta la sinergia per sviluppare un percorso metodologico uniforme di valutazione del rischio biologico a tutela dei lavoratori dipendenti dell’Ospedale di Perugia. Il Dg De Filippis: “Siamo lieti di essere il primo Ospedale in Umbria ad accogliere la sperimentazione di questo algoritmo creato da Inail, un nuovo e innovativo modello che saprà rispondere in maniera sempre più aggiornata ed adeguata alla sicurezza dei lavoratori”.

06 APR - Firmato oggi, presso la Direzione regionale dell’Inail dell’Umbria, un accordo tra l’Istituto e l’Azienda Ospedaliera di Perugia per l’applicazione sperimentale di strumenti metodologici per la valutazione del rischio biologico in ambito sanitario a tutela dei lavoratori dipendenti che svolgono attività quotidiana in ospedale.

“Le linee guida, le buone prassi e le indicazioni operative già introdotte e presenti a livello nazionale e internazionale negli ambiti sanitari – spiega la nota che annuncia l’accordo - necessitano ora della individuazione di uno standard di riferimento unico per garantire uniformità di adozione delle procedure di valutazione del rischio e per consentire la comparazione di risultati. A questo tende la sinergia di cui all’Accordo odierno che, partendo dalla pluriennale esperienza maturata da entrambi i soggetti in tema della salute dei lavoratori e utilizzando un software specifico realizzato da Inail, permetterà di individuare e pianificare interventi migliorativi da adottare in ogni singola situazione-evento all’interno delle attività ospedaliere individuate”.

Nel dettaglio l’accordo prevede: attività di studio e di analisi della realtà ospedaliera e della presenza di potenziale rischio biologico per i lavoratori dei vari reparti, la valutazione del rischio biologico attraverso la raccolta sistematica e organizzata dei dati tramite l’applicativo informatico Inail.

Per dare concreta attuazione al progetto è stato costituito un apposito gruppo di lavoro interistituzionale composto da professionisti esperti di sicurezza e tutela della salute negli ambienti di lavoro designati da Inail e dall’Azienda Ospedaliera di Perugia (Medicina del Lavoro e Servizio di Prevenzione e Protezione).

L’Umbria e l’Emilia Romagna, riferisce la nota, sono le prime due regioni a partire con il progetto di valutazione del rischio biologico in ambiente ospedaliero, rispettivamente negli ospedali di Perugia e Ferrara, con l’obiettivo di giungere ad una comparazione dei risultati e definire un suo utilizzo uniforme e idoneo ad ogni tipo di struttura sanitaria.

Alessandra LIGI, direttore regionale Inail Umbria, sottolinea che “Lo strumento informatico realizzato da INAIL, già positivamente sperimentato per la valutazione del rischio negli ambulatori prime cure dell’Istituto, verrà messo a disposizione del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e del gruppo di lavoro per l’ulteriore ampliamento del campo di applicazione, attraverso l’adeguamento e la sperimentazione mirati all’utilizzo in tutti gli ambienti sanitari”.

“Siamo lieti di essere il primo Ospedale in Umbria ad accogliere la sperimentazione di questo algoritmo creato da Inail e che permetterà la valutazione del rischio biologico per i dipendenti – commenta Giuseppe De Filippis, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – Grazie alla sinergia con Inail mettiamo a disposizione i nostri ambienti e le nostre professionalità per un nuovo e innovativo modello che saprà rispondere in maniera sempre più aggiornata ed adeguata alla sicurezza dei lavoratori”.

06 aprile 2023
© Riproduzione riservata

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