Decreto medicina generale, la riforma che non cura

Decreto medicina generale, la riforma che non cura

Decreto medicina generale, la riforma che non cura

Gentile Direttore, dopo tre anni spesi a tessere e scucire una tela di intenti, il Governo ha annunciato di voler riformare la medicina territoriale mediante un decreto d'urgenza. Sul metodo si dirà. I contenuti, però, meritano un discorso a parte...

Gentile Direttore,
dopo tre anni spesi a tessere e scucire una tela di intenti, il Governo ha annunciato di voler riformare la medicina territoriale mediante un decreto d’urgenza. Sul metodo si dirà. I contenuti, però, meritano un discorso a parte.

Da anni Governi e Regioni di ogni colore politico discutono di come riformare la medicina generale partendo sempre dalle stesse premesse: il modello è obsoleto, non funziona, i Pronto Soccorso sono sovraccarichi, i medici di medicina generale guadagnano troppo e lavorano poco.

L’aspetto retributivo è già stato chiarito. Numeri alla mano, un MMG con 1.600 assistiti inserito in una medicina di gruppo, come il sottoscritto, percepisce una retribuzione annua netta sostanzialmente sovrapponibile a quella di un collega ospedaliero.

Anche il carico di lavoro non è inferiore, sebbene alcune amministrazioni sembrino ancora ritenere che l’attività del medico coincida con il solo orario di ricevimento; come se i pazienti evaporassero allo scoccare dell’orario, le visite domiciliari non esistessero e il lavoro di backoffice fosse un dettaglio marginale.

Resta tuttavia vero che alcune critiche all’efficacia del modello attuale sono fondate. Alleggerire il carico burocratico è necessario, ma non sufficiente. Aggregare medici, da solo, non basta. Sempre più di frequente i pazienti chiedono impegnative, non pareri; si rivolgono al privato o al Pronto Soccorso, spesso senza coinvolgere il proprio medico.

Ma al di là della carente educazione sanitaria, che pure esiste, occorre ammettere che la medicina generale di oggi non dispone degli strumenti necessari per affrontare i bisogni di salute della popolazione. Sono imprescindibili competenze aggiuntive, supporto amministrativo e infermieristico adeguato, ma soprattutto dispositivi diagnostici realmente accessibili. Per questo sorprende che il dibattito si sia concentrato quasi esclusivamente sull’architettura organizzativa delle Case di Comunità, non sugli strumenti necessari a renderle realmente utili ai cittadini. E ora, invece di correggere la rotta, in un momento in cui il CFSMG fatica sempre più ad attrarre giovani medici, si aggiunge persino un disincentivo economico: riduzioni della quota capitaria e una parte crescente della retribuzione vincolata a obiettivi ancora poco definiti.

Se si vuole premiare il merito, a mio avviso, andrebbe incentivato soprattutto chi investe in formazione certificata e nell’acquisto di attrezzature, non solo chi partecipa agli audit clinici sull’appropriatezza prescrittiva.

Perché, ad esempio, non prevedere convenzioni strutturate tra il CFSMG e ambulatori di ecografia, ECG e spirometria, con percorsi pratici dedicati e verificabili? È vero che il CFSMG prevede periodi presso ambulatori specialistici, ma tempi e modalità non consentono realisticamente di acquisire autonomia nella lettura di un ECG, nella refertazione di una spirometria o nell’esecuzione
di un’ecografia addominale, competenze che richiedono formazione pratica prolungata, tutoraggio e casistica adeguata.

È allora lecito chiedersi quale beneficio concreto possa derivare dalla semplice redistribuzione dello stesso numero di medici in più strutture. Investimenti di questo tipo sembrano aver generato più valore per il settore delle costruzioni che per il sistema sanitario.

Infine, una considerazione pratica. Se i medici in servizio nei piccoli centri saranno tenuti a svolgere un turno settimanale di sei ore nelle Case di Comunità, quel giorno non potranno seguire i propri assistiti, a meno di immaginare giornate lavorative ben oltre le quattordici ore o spostamenti a velocità luce. Si vedranno quindi costretti a trasferire parte della loro attività dalle periferie ai centri maggiori, comprimendo di fatto il diritto alla salute di una parte della popolazione.

Sarà difficile spiegare ai miei assistiti quale logica abbia guidato una riforma così fastidiosamente irrazionale.
Più semplice sarà misurarne le conseguenze.

Francesco Paolo Sanna
Medico di Medicina Generale in servizio nel Comune di Eraclea (VE)

20 Maggio 2026

© Riproduzione riservata

Professioni sanitarie. Le competenze non si difendono con i confini, ma con il loro valore
Professioni sanitarie. Le competenze non si difendono con i confini, ma con il loro valore

Gentile Direttore,ho letto con attenzione l'intervento della dottoressa Donatella Bonaiuti, Vice Segretario nazionale dell'Associazione Nazionale Fisiatri, sul tema della riforma delle professioni sanitarie e sulla necessità di innovare senza confondere...

Vaccinazioni. Alzare l’attenzione sugli adulti, specialmente anziani, fragili e cronici
Vaccinazioni. Alzare l’attenzione sugli adulti, specialmente anziani, fragili e cronici

Gentile Direttore,i vaccini sono uno strumento di prevenzione che deve superare la dimensione pediatrica diventando una priorità anche per la medicina interna, specialmente nel paziente fragile. Il recente richiamo del...

Veneto. Dal 19 ottobre vaccini in farmacia contro influenza e Covid (ma non solo)
Veneto. Dal 19 ottobre vaccini in farmacia contro influenza e Covid (ma non solo)

Al via la campagna vaccinale 2026-2027, farmacie del Veneto in prima linea nella somministrazione dell’antinfluenzale. Si parte lunedì 19 ottobre e la rete delle farmacie è pronta a scendere in...

Infermieri dall’estero. Giunta dà il via libera all’accordo per il progetto pilota nel Bellunese
Infermieri dall’estero. Giunta dà il via libera all’accordo per il progetto pilota nel Bellunese

La Regione del Veneto rafforza il percorso per il reclutamento, l’accoglienza e la formazione di personale infermieristico proveniente dall’estero, individuando nel Bellunese il territorio della prima sperimentazione regionale. Lo comunica...