Dermatite bovina. Veterinari contestati dai no vax: serve informazione, tutela e riconoscimento della professione

Dermatite bovina. Veterinari contestati dai no vax: serve informazione, tutela e riconoscimento della professione

Dermatite bovina. Veterinari contestati dai no vax: serve informazione, tutela e riconoscimento della professione

Gentile Direttore, quanto accaduto sabato a Masainas (Sardegna) dove un gruppo di persone ha impedito ai medici veterinari della ASL di eseguire una vaccinazione prevista nell’ambito delle misure di controllo della Dermatite Nodulare Contagiosa dei bovini, merita una riflessione che va oltre il singolo episodio...

Gentile Direttore,
quanto accaduto sabato a Masainas (Sardegna) dove un gruppo di persone ha impedito ai medici veterinari della ASL di eseguire una vaccinazione prevista nell’ambito delle misure di controllo della Dermatite Nodulare Contagiosa dei bovini, merita una riflessione che va oltre il singolo episodio.

Non siamo di fronte soltanto a una contestazione nei confronti di una specifica misura sanitaria. Siamo di fronte al rischio di una progressiva delegittimazione del ruolo dei professionisti della salute e delle istituzioni tecnico-scientifiche chiamate a tutelare interessi collettivi.

I medici veterinari che operano nei servizi pubblici non agiscono sulla base di opinioni personali né perseguono interessi particolari. Applicano norme nazionali ed europee, mettono in pratica strategie sanitarie definite sulla base delle evidenze scientifiche e svolgono un compito essenziale per la tutela della salute animale, della sicurezza alimentare e dell’economia delle produzioni zootecniche.

La Dermatite Nodulare Contagiosa non è una questione teorica. La Sardegna ha conosciuto negli ultimi anni le conseguenze sanitarie, economiche e sociali delle emergenze epidemiche che colpiscono gli allevamenti. Ogni ritardo nell’attuazione delle misure di prevenzione aumenta il rischio di diffusione delle malattie e rende più difficile il raggiungimento degli obiettivi di controllo ed eradicazione.

Per questo motivo preoccupa non solo il fatto che un’attività sanitaria sia stata impedita, ma anche il clima di sfiducia che sembra alimentare tali comportamenti. Un clima che rischia di trasformare gli operatori sanitari in bersagli anziché riconoscerli come presidio di tutela per le comunità.

La medicina veterinaria rappresenta uno dei pilastri meno visibili del nostro sistema sanitario. Interviene nella prevenzione delle malattie infettive, nella sicurezza degli alimenti, nel benessere animale e nella gestione delle emergenze. Molto spesso il suo lavoro diventa evidente solo quando qualcosa non funziona.

Difendere il diritto dei professionisti a svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza e serenità significa difendere la capacità delle istituzioni di proteggere la salute collettiva. Significa anche riaffermare un principio fondamentale: il confronto è sempre legittimo, ma non può tradursi nell’impedimento di attività sanitarie previste dalla legge e finalizzate alla tutela di un bene comune.

Quanto accaduto a Masainas deve quindi rappresentare un’occasione per rafforzare il dialogo con i cittadini e con gli allevatori, ma anche per ribadire con fermezza che la salute pubblica non può essere ostaggio della disinformazione, della sfiducia o della contrapposizione ideologica.

I medici veterinari continueranno a fare la propria parte, con competenza, senso di responsabilità e spirito di servizio. Le istituzioni e la società civile sono chiamate a fare altrettanto.

Daniela Mulas
Consigliera FNOVI

08 Giugno 2026

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