Droghe. È allarme su nuove sostanze psicoattive e intossicazioni. Sitox: “Serve una rete più forte per intercettare i rischi emergenti”

Droghe. È allarme su nuove sostanze psicoattive e intossicazioni. Sitox: “Serve una rete più forte per intercettare i rischi emergenti”

Droghe. È allarme su nuove sostanze psicoattive e intossicazioni. Sitox: “Serve una rete più forte per intercettare i rischi emergenti”

Preoccupano nitazeni, oppioidi sintetici, farmaci usati impropriamente e nuove modalità di assunzione in particolare tra i giovani, spiega la Società Italiana di Tossicologia. Locatelli: “Centrale il ruolo dei Centri Antiveleni, dei Ps  in collaborazione con il Ministero della Salute e con il Sistema di Allerta Nazionale”

Non solo nuove droghe. Le emergenze tossicologiche che arrivano nei Pronto Soccorso e nei Centri Antiveleni raccontano un panorama sempre più complesso: sostanze psicoattive difficili da identificare, farmaci usati in modo improprio, prodotti ad alta concentrazione di principi attivi, tossine naturali, grandi emergenze e necessità di sistemi di vigilanza e allerta sempre più rapidi.

A puntare i riflettori su questo allarmante scenario, la Società Italiana di Tossicologia (Sitox).

“Le intossicazioni sono una spia precoce dei nuovi rischi per la salute pubblica – sottolinea Carlo Locatelli, già presidente Sitox e direttore dell’UO Tossicologia, Centro Antiveleni e Centro Nazionale di Informazione Tossicologica dell’Irccs Maugeri di Pavia – i casi che arrivano nei Pronto Soccorso e nei Centri Antiveleni ci dicono spesso prima di altri sistemi quali sostanze stanno circolando in un dato momento, quali comportamenti stanno cambiando e quali emergenze dobbiamo prepararci ad affrontare”.

Tra le sostanze che preoccupano gli esperti ci sono gli oppioidi sintetici, compresi i nitazeni, molecole ad alta potenza che possono provocare quadri clinici gravi e non sempre immediatamente riconoscibili. “In questi casi – spiega Locatelli – non basta sapere che il paziente ha assunto una sostanza: bisogna capire quale, con quali effetti, con quali associazioni e con quali strumenti diagnostico-terapeutici intervenire”.

L’allerta riguarda anche fenomeni recenti che coinvolgono soprattutto i giovani. È il caso dell’uso improprio di farmaci di largo consumo, come il paracetamolo, di psicofarmaci o di prodotti presentati in forme apparentemente familiari, come il cosiddetto “miele da sballo”, salito alla cronaca dopo il caso di un 17enne finito in coma nel Napoletano.

“Il punto critico è la falsa percezione di sicurezza – osserva Locatelli – una sostanza proposta come alimento, caramella, dolce o prodotto “familiare”, può essere sottovalutata, soprattutto dagli adolescenti. Ma concentrazioni elevate di principio attivo possono provocare intossicazioni importanti e richiedere un intervento urgente”.

In questo scenario, i Centri Antiveleni rappresentano un nodo essenziale della rete dell’emergenza: supportano i Pronto Soccorso e tutti i servizi d’urgenza, orientano le decisioni cliniche, raccolgono informazioni sui casi e aiutano anche le Istituzioni a intercettare fenomeni emergenti.

“La risposta all’intossicazione non può dipendere solo dal singolo ospedale – conclude Locatelli – servono percorsi condivisi, laboratori aggiornati, formazione degli operatori e un collegamento stabile tra Centri Antiveleni, emergenza-urgenza, tossicologia forense, SerD, e sistemi di allerta. Solo così l’emergenza può anche sviluppare prevenzione”.

09 Giugno 2026

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