Gli Stati Uniti alzano le barriere contro il rischio Ebola. Il 18 maggio 2026, i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) hanno emesso un ordine che sospende l’ingresso nel paese per i cittadini stranieri che siano stati, nei 21 giorni precedenti l’arrivo, nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o in Sud Sudan.
I cittadini statunitensi, i cittadini americani residenti all’estero e i residenti permanenti legali che siano stati in questi paesi negli ultimi 21 giorni possono invece entrare, ma saranno sottoposti a controlli rafforzati.
Screening obbligatorio al Dulles International Airport
A partire dalle ore 23:59 del 20 maggio 2026, tutti i viaggiatori interessati – cittadini statunitensi inclusi – saranno reindirizzati al Washington-Dulles International Airport (IAD) per sottoporsi a uno screening sanitario potenziato, come stabilito dal Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) in un avviso pubblicato sul Federal Register.
I passeggeri che hanno soggiornato nei tre paesi africani nei 21 giorni precedenti il volo e che sono già in viaggio verso gli Stati Uniti saranno contattati dalle loro compagnie aeree per essere riprotetti su voli diretti a Washington-Dulles.
Come funziona lo screening
Una volta arrivati, i viaggiatori verranno accompagnati in un’area dedicata dell’aeroporto e dovranno compilare un breve questionario su:
- storia dei viaggi;
- sintomi eventualmente presenti;
- recapiti per eventuali contatti successivi.
Il personale dei Cdc osserverà i passeggeri alla ricerca di segni di malattia e misurerà la temperatura utilizzando termometri senza contatto.
Cosa succede in caso di sintomi o assenza di sintomi
- Viaggiatori senza sintomi: riceveranno informazioni su come monitorare il proprio stato di salute e sulle azioni da intraprendere qualora dovessero comparire sintomi in seguito. Potranno proseguire verso la loro destinazione finale, ma i loro contatti verranno condivisi con le autorità sanitarie statali e locali per eventuale follow-up.
- Viaggiatori con febbre o altri sintomi: verranno valutati direttamente da un ufficiale sanitario dei Cdc.
Nessun caso sospetto negli Stati Uniti
I Cdc tengono a precisare: “Ad oggi, non sono stati segnalati casi sospetti, probabili o confermati di Ebola negli Stati Uniti, e il rischio di Ebola a livello nazionale è basso”.
Lo screening all’ingresso, spiega l’agenzia, “fa parte di un approccio multilivello che, utilizzato insieme ad altre misure di salute pubblica già in atto per rilevare i viaggiatori sintomatici all’arrivo, può rallentare e ridurre la diffusione della malattia negli Stati Uniti”.
La rete di controllo sul territorio
l Cdc collaborano con le autorità sanitarie statali e locali e con gli ospedali designati per identificare rapidamente e adottare le misure di salute pubblica appropriate per le persone che presentano sintomi della malattia una volta arrivate a destinazione.
“Insieme – conclude l’agenzia – le autorità federali, statali e locali sono pronte a gestire i viaggiatori che si ammalano dopo aver raggiunto le loro destinazioni”.
Se dovesse essere identificato un caso sospetto, i Cdc lavoreranno con i dipartimenti sanitari locali per condurre le indagini di routine sui contatti e notificare i passeggeri eventualmente esposti.