Fisioterapisti. Ferrante (Fnofi) alla Camera: “Aggiornare i LEA e il nomenclatore, partendo dai bisogni reali”

Fisioterapisti. Ferrante (Fnofi) alla Camera: “Aggiornare i LEA e il nomenclatore, partendo dai bisogni reali”

Fisioterapisti. Ferrante (Fnofi) alla Camera: “Aggiornare i LEA e il nomenclatore, partendo dai bisogni reali”

La Federazione nazionale raccoglie e rilancia gli appelli degli Ordini territoriali: criticità diffuse nell’accesso e nella continuità delle cure. “Indifferibile aggiornare i LEA e rafforzare la presenza dei fisioterapisti sul territorio”, dice il presidente Ferrante in audizione alla Camera.

È ormai ineludibile aggiornare i LEA e il relativo nomenclatore partendo dai bisogni reali della popolazione, così come è indifferibile il riconoscimento e la valorizzazione dell’attività dei fisioterapisti e di tutti i professionisti sanitari all’interno di nuovi modelli organizzativi, e la presenza capillare della figura del fisioterapista. Lo ha detto il presidente della Fnofi (Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti), Piero Ferrante, nel corso di un’audizione, ieri, in commissione Affari Sociali della Camera.

Richieste che arrivano alla luce dei dati raccolti anche grazie al contributo degli Ordini territoriali, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti e che fotografano una realtà complessa nell’ambito sanitario del nostro Paese: “Il diritto alla fisioterapia è formalmente garantito, ma spesso incontra ostacoli lungo tutto il percorso di prevenzione, cura, riabilitazione, palliazione dall’ospedale al territorio fino al domicilio. Tempi di accesso, continuità assistenziale e copertura dei servizi restano criticità diffuse, con differenze ancora marcate tra le diverse aree del Paese”, spiega Ferrante.

L’indagine conferma anche un disallineamento tra i bisogni di salute della popolazione – sempre più caratterizzata da cronicità, fragilità, multimorbilità e invecchiamento – e l’attuale organizzazione dell’offerta di fisioterapia, ancora troppo legata a una logica prestazionale e non a una presa in carico continuativa e globale dei bisogni di salute della persona.

Per questo è necessario un cambio di prospettiva: “E’ ormai ineludibile aggiornare i LEA ed il relativo nomenclatore, partendo proprio dai bisogni reali della popolazione; indifferibile è poi riconoscere, mappandola e valorizzandola, l’attività dei fisioterapisti e di tutti i professionisti sanitari, all’interno di nuovi paradigmi; è indispensabile, per percorsi davvero più efficaci ed efficienti, garantire la presenza strutturale del fisioterapista in tutti i contesti – dalla prevenzione, all’assistenza, alla cura, alla riabilitazione ed alla palliazione – sia in ambito ospedaliero che, soprattutto, territoriale”.

Per il presidente della Fnofi, la riforma della sanità territoriale rappresenta, allora, un’occasione decisiva: “La riabilitazione e la fisioterapia nello specifico devono essere parte integrante dei nuovi modelli organizzativi, dalle Case di Comunità all’assistenza domiciliare, per assicurare percorsi efficaci, prossimi e sostenibili”.

“La fisioterapia – evidenzia Ferrante – non è un elemento accessorio, ma una leva fondamentale per l’equità, la qualità e la sostenibilità del SSN. Investire nella sua piena integrazione significa ripeteremo sempre, rispondere in modo concreto, efficace ma anche efficiente, ai bisogni di salute dei cittadini”.

09 Aprile 2026

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