Hantavirus. L’Oms rassicura: “Rischio basso alle Canarie. Ma possibili nuovi casi”

Hantavirus. L’Oms rassicura: “Rischio basso alle Canarie. Ma possibili nuovi casi”

Hantavirus. L’Oms rassicura: “Rischio basso alle Canarie. Ma possibili nuovi casi”

La nave da crociera Hondius attesa sabato a Tenerife. Tedros ringrazia la Spagna: “Generosità e dovere morale”. Il virus Andes può incubare fino a sei settimane. Dei tre evacuati, due sono stabili, uno asintomatico in Germania.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato come “basso” il rischio di contagio per gli abitanti delle Isole Canarie, dove è attesa per sabato la nave da crociera MV Hondius, al centro di un focolaio di hantavirus che ha già causato tre vittime. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel corso di un briefing con la stampa.

“Siamo fiduciosi nella capacità della Spagna di gestire questo rischio e li stiamo supportando in tal senso”, ha detto Tedros, ringraziando il premier Pedro Sánchez per la sua “generosità, solidarietà e per aver adempiuto al suo dovere morale”. Tuttavia, ha messo in guardia: “Considerato il periodo di incubazione del virus Andes, che può arrivare fino a sei settimane, è possibile che vengano segnalati ulteriori casi”.

L’Oms ha ricostruito la sequenza dei casi. Il primo risale a un uomo che ha sviluppato sintomi il 6 aprile ed è deceduto l’11 aprile, senza che all’epoca venissero effettuati test specifici per l’hantavirus. Successivamente, anche la moglie si è ammalata dopo lo sbarco all’isola di Sant’Elena, peggiorando durante un volo verso Johannesburg fino al decesso il 26 aprile. Un terzo caso riguarda una donna a bordo della stessa nave, con sintomi dal 28 aprile e morte il 2 maggio.

Un ulteriore paziente, un uomo assistito dal medico di bordo il 24 aprile, è stato evacuato ed è attualmente ricoverato in terapia intensiva. “Sta migliorando”, ha riferito Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim del Dipartimento Oms per la prevenzione e la preparazione alle epidemie.

Dei tre passeggeri evacuati ieri dalla nave prima che proseguisse verso Tenerife, due sono in condizioni stabili in ospedale nei Paesi Bassi, uno è asintomatico e si trova ora in Germania. L’ottavo caso registrato riguarda un uomo sbarcato a Sant’Elena: seguendo le indicazioni dell’operatore navale, si è presentato a Zurigo con sintomi e il test è risultato positivo. Gli Ospedali Universitari di Ginevra hanno sequenziato il virus, confermando il ceppo Andes. Nessuno dei restanti passeggeri o membri dell’equipaggio a bordo presenta attualmente sintomi.

L’Oms ha voluto spegnere ogni allarmismo. “Non ci aspettiamo una grande epidemia alla luce dell’esperienza dei nostri Stati membri e delle azioni che hanno intrapreso. Riteniamo che questo non porterà a successive catene di trasmissione”, ha affermato Abdirahman Sheikh Mahamud, direttore dell’allerta e della risposta alle emergenze.

Alla domanda su una possibile classificazione come epidemia o pandemia, Mahamud è stato netto: “Si tratta attualmente di un cluster in uno spazio confinato con contatti ravvicinati. Le misure di sanità pubblica possono interrompere la catena di trasmissione. Questo non deve necessariamente portare a una grande epidemia”. E ha aggiunto: “Riteniamo che si tratterà di un’epidemia limitata se verranno attuate le misure di salute pubblica e se tutti i paesi dimostreranno solidarietà”.

Maria Van Kerkhove ha sottolineato le differenze con il passato recente: “Non è coronavirus. È un virus molto diverso. Conosciamo questo virus: gli hantavirus esistono da molto tempo. Non siamo nella stessa situazione di sei anni fa”.

“Sebbene si tratti di un incidente grave, l’Oms valuta il rischio per la salute pubblica come basso”, ha ribadito Tedros. “Tutto ciò dimostra anche perché esiste il Regolamento sanitario internazionale e come funziona. L’Oms sta collaborando con diversi governi e partner nella risposta all’emergenza, in conformità con tale regolamento”.

Le priorità dell’agenzia, ha spiegato il direttore generale, sono tre: garantire che i pazienti colpiti ricevano le cure necessarie, che i restanti passeggeri a bordo della nave siano tenuti al sicuro e trattati con dignità, e prevenire un’ulteriore diffusione del virus. L’Oms è in contatto con le autorità sanitarie locali per verificare eventuali ulteriori casi tra i contatti dei passeggeri coinvolti.

G.R.

07 Maggio 2026

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